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Adesso è Bersani che rischia il posto…

14 ottobre 2011

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Il Partito Democratico gestito dalla coppia Bersani-Bindi è sempre più nel caos. Dopo l’ennesima scissione, l’ennesima figuraccia parlamentare, i tanti distinguo di Renzi e le rivelazioni di Penati dovrebbero essere loro, per il bene del loro Partito e del Paese, a dare le dimissioni e non Berlusconi…

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Adesso se la prenderanno con i Radicali, rei di rispettare le Istituzioni anche quando sono presiedute dal Centro-Destra. Più che politico, si è trattato di un Aventino delle idee. Loro non ne hanno, e da tempo. Per stare in parlamento occorre confrontarsi, intervenire, dire qualcosa. Ma cosa? Appunto. Meglio fare la sceneggiata di piazza. Questo il dramma delle Opposizioni. Altro che Radicali Liberi.

Il Governo ottiene l’ennesima fiducia con la Maggioranza assoluta della Camera. Anche Napolitano è spiazzato. Mentre Berlusconi comincia ad essere paragonato sempre di più ai grandi Statisti della Prima Repubblica, quelli del “meglio tirare a campare che tirare le cuoia” di andreottiana memoria. Niente di entusiasmante per chi lo ha votato aspettandosi altro, ma sempre meglio delle Crisi al buio e Governi “tecnici” al servizio dei poteri forti stranieri. Come vorrebbero Sinistra e Terzo Polo.

Ma adesso sono Pierluigi Bersani e Rosy Bindi a dover fare i conti con la loro gestione del Partito. Il PD non è, e soprattutto fa di tutto per non sembrare, un Partito moderato e riformista di Sinistra. E’ unito solo da e nell’antiberlusconismo. Se Berlusconi dovesse improvvisamente sparire non saprebbero più perchè stanno insieme e soprattutto non saprebbero più che dire. Questo fanno notare quegli “stronzi” dei Radicali e Renzi che pensano addirittura che con Rosy Bindi, Presidente del Partito, si possa avere un civile dialogo politico.

Fallito in Parlamento, a rimorchio di SEL, Grillo e IdV nel Paese, con una questione morale grande quanto una autostrada al suo interno, il PD, così com’è, è messo molto peggio del PdL. Questo è un determinante vantaggio per Berlusconi. Il più grande Partito di Opposizione italiano è incapace di avere una linea politica definita ed incapace di trovare un Leader al suo interno. Così annaspa nelle contraddizioni e nelle gaffes, perchè, a proposito di moralità e soprattutto di coerenza, ci chiediamo perchè alla luce delle prime rivelazioni di Filippo Penati il Segretario Bersani e la Bindi non sentano il dovere di dimettersi…

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Un Leader al giorno…

27 settembre 2011

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Anche in tempi di Crisi la nostra Sinistra non bada a spese e sforna un nuovo Leader ogni santo giorno, che scalda i cuori dei militanti dalla mattina fino alla sera per poi svanire nella notte. Ed il giorno dopo il ciclo ricomincia…

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L’ultimo in ordine di apparizione è Sua Eminenza il Cardinale Bagnasco del quale, come sovente capita alla disinformazione targata Centro-Sinistra, si leggono le parole sempre e solo in chiave antiberlusconiana. La trama poi si svolge come al solito. Il PD plaude alle parole dell’inconsapevole nuovo Leader politico, il PdL parte con i soliti distinguo, il Terzo Polo e a volte Romano Prodi, si dicono “preoccupati”. Passa la notte e tutti se ne dimenticano. Poi il Ciclo ricomincia.

Proprio ieri la Sinistra aveva scoperto una nuova esponente dell’antiberlusconismo militante (e tanto salottiero quanto ottuso) perfino nella figura di Anna Wintour. Anche la nota democratica e popolana direttora di Vogue America sostiene che Berlusconi è un Dittatore. La Sinistra applaude, e la Signora va su tutte le prime pagine. Il Corriere o la Marcegaglia (ma anche Prodi) si dicono “preoccupati“.

Qualche giorno fa era capitato alla povera Manuela Arcuri divenire la Leader per un giorno del PD. Per un giorno intero è stata considerata una specie di Rosy Bindi evidentemente più avvenente. Una che “non sono una donna a sua disposizione” però davvero bella. Un sogno che diventava realtà per tutta la Sinistra. Adesso anche lei è nella polvere senza che nessuna femminista di “se non ora quando?” faccia nulla per difenderla.

Ma poi bisognerebbe citare Saviano, StingFini, Tettamanzi, Montezemolo, Passera, Boccassini, perfino i Metallica, ultimamente la Marcegagliadomani chissà…unico requisito richiesto: insultare Berlusconi. Per convinzione o per convenienza (ma questo è secondario per i militanti della Sinistra)…

Anche all’interno del PD capita la stessa cosa: da Renzi a Civati, dalla Serracchiani a Zingaretti, tutti Leaders per un giorno, complice una riuscita battuta contro Berlusconi. Ma la notte non porta consiglio, ed il giorno dopo tutto ritorna come prima in attesa che qualcuno rilasci una intervista, un commento, una qualunque battuta sul Cavaliere…

Insomma, in mancanza di Leaders veri, in mancanza di Programmi e di una qualunque idea di Paese la nostra Sinistra è sempre alla ricerca di qualcosa  o di se stessa come un adolescente con tante idee e ben confuse. Ogni giorno scopre un nuovo Leader che però, come certe delicate farfalle, nasce, vive e muore nel giro di un giorno lasciando gli sgomenti e sempre più delusi militanti nelle mani dei soliti D’Alema, Fassino, Veltroni, i pesanti e giurassici dinosauri Comunisti che cambiano in continuazione nome per nascondere agli altri, ma anche a se stessi, il fatto che si sono oramai estinti…

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Il tramonto di D’Alema, contestato perfino ad una festa del PD…

6 settembre 2011

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D’Alema, come tutti gli antiberlusconiani della prima ora, sul viale del tramonto insieme al loro acerrimo amico-nemico. Contestato perfino durante una festa del PD riesce solo a far produrre un ridicolo articolo-tappetino, zeppo di comicità involontaria, del solito Corriere.it…
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Oramai fa notizia più la barca di D’Alema che baffino stesso. Costretto dalla Crisi a rinunciare alla sua spartana vita da compagno, il povero Leader del PD riesce solo a collezionare contestazioni e figuracce nonostante l’intelligente basso profilo da lui scelto in questi ultimi anni, spalleggiato dalla “libera informazione”, come quellaper esempio, del Corriere.it

Massimo D’Alema contestato alla festa del Pd a Genova. Il Presidente del Copasir è stato fischiato da una cinquantina di lavoratori di Amiu Bonifiche, municipalizzata controllata dal Comune”

Molti si chiedono a cosa serva il Copasir. Da tempi non sospetti ce lo chiediamo anche noi, visto che prima e durante la Crisi in Libia quest’organismo così ottimamente presieduto si limitava a chiedere chiarimenti sull’affaire Ruby, ma questa è un altra storia. Altri avevano provato a chiedersi a che cosa servono l’Amiu e robe simili, ma un Referendum ci ha detto che è cosa buona e giusta..

“I lavoratori, che rischiano il posto a causa dei tagli, gli hanno contestato il comportamento di Pietro Antonio D’Alema, cugino dell’ex premier e amministratore unico di Amiu”

Insomma, familismo, raccomandazioni, sistema PD? No, solo coincidenze, come il Cognome e le comicissime assonanze con altri cognomi, crediamo noi, ed anche il Corriere.it che infatti si affanna per spiegare che…

“Le parole del presidente del Copasir hanno trasformato i fischi in applausi e il convegno dal titolo «Trasporta l’Europa nel Mediterraneo», è proseguito”

Evviva, Evviva! Un Lungo e Luminoso Futuro aspetta l’Amiu! Ma baffino non ha mandato giù la contestazione e da bravo Comunista ha bofonchiato…

«L’estremismo è innanzitutto ignoranza, poi è estremismo»

Cioè quello che noi ripetiamo da tempo, tra gli insulti dei sostenitori di Massimo D’Alema. Ma anche questa è un’altra storia…

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Mani Pulite e Spalle Larghe

24 luglio 2011

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La Politica costa. La Democrazia costa. Ideali, ma anche Soldi. Tutti a sproloquiare sui primi, nessuno disposto a cercare i necessari  secondi. Anche se convivono insieme da quando esiste la Politica. Il vero  Scandalo, da Mani Pulite ad oggi, è che nessuno ha il coraggio di parlare apertamente del figlio illegittimo della sedicente “Bella Politica” e della Democrazia…

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Facile dire “Tedesco si deve Dimettere!”. Facile adirarsi perchè “Penati ci sta facendo fare una figuraccia, ma è un caso isolato!”. Più difficile è chiedersi cos’è la Politica. Da Millenni, non da decenni. La Politica costa, ed il prezzo è valutato anche in Euro, non solo in sudore o idee o impegno. Euro. Dollari. Rubli. Yen e quant’altro…

Potremmo scrivere per pagine. Cercheremo di essere brevi ragionando sugli ultimi casi di “corruzione” che hanno investito la nostra Classe Politica e le reazioni che questi hanno suscitato. Quando, ad esempio,  si chiedono le Dimissioni del Senatore Tedesco si dimostra solo la propria pochezza umana e politica. Facile chiedere ad altri di andare in Galera in nome del Partito e della Morale o dell’Etica. Ma cosa faremmo noi al loro posto? Giriamo alla Serracchiani ed alla Bindi questa domanda. Perchè? Perchè la Serracchiani e la Bindi, prima di fare le “verginelle” dovrebbero spiegare, se lo  hanno capito, chi paga anche le loro Campagne Elettorali, e come. Nel caso della Bindi, da Decenni…

Come si finanzia la Politica? Quanto costa la Politica? Chi ha le “Mani Pulite” non se lo chiede, perchè crede che tutto questo sia dovuto, sia logico e normale. Rosy Bindi crede, dai tempi della DC, che la sua Campagna Elettorale la paga direttamente lo Spirito Santo, mentre la Serracchiani crede ancora alla favoletta delle salamelle vendute alle Feste dell’Unità. Tutto il resto è Corruzione e soprattutto casi isolati. Ed è una vergogna che danneggia l’immagine del Partito il fatto che non si facciano da parte, che non si dimettano e non confessino le loro malefatte.

Orbene, chi dovrebbe dimettersi e chi dovrebbe vergognarsi sono proprio le persone come la Bindi e la Serracchiani. La Politica costa, ed in un sistema degenerato ed imperfetto come il nostro, servono persone dalla spalle larghe che raccolgono i soldi per fare le Campagne Elettorali anche per far sfoggiare alla Bindi ed alla Serracchiani le loro limpide mani pulite, ben curate e perbene. Questi sono Penati e Tedesco, come lo sono stati Citaristi o Cervetti, Greganti o Cusani. Manca intelligenza e manca pietas umana nelle sciocchezze vomitate dalle due pasionarie del PD.

Vogliamo discutere di come migliorare e cambiare questo Sistema? Benissimo. Vogliamo proporre nuove regole per i costi della Politica e della Democrazia? E’ assolutamente necessario. Ma chi ha le “mani pulite” come i Fini, i Casini, i Granata, le Bindi, le Serracchiani ed i Letta, zio e nipote, i Maroni piuttosto che i Vendola o i Di Pietro, la smetta di alzare la voce contro chi avendo le “spalle larghe” ha fatto in modo che anche loro potessero indossare i guanti vellutati  dell’ipocrisia…

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