Riflessioni Pre-Elettorali (ovvero: ma che vado a votare a fare?)

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A cosa serve andare a votare per un Parlamento condizionato pesantemente dalla UE e dalla Magistratura? Dovrebbe essere questo il ragionamento alla base delle riflessioni politiche italiane, che invece restano offuscate e distratte dal solito antiberlusconismo di maniera…

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Abbiamo votato, quasi tutti oramai. Ognuno lo ha fatto in coscienza, pensando di votare per il bene dell’Italia. Benissimo. Ogni voto va rispettato e contato, non giudicato. Adesso, ad urne ancora aperte, ragioniamo un pò di Politica, la grande assente di queste Elezioni, le più brutte, chiunque vinca, della storia della Repubblica italiana.

Ma che andiamo a votare a fare? Questo il nostro pensiero stamattina. Perchè? E’ presto detto. Andiamo ad eleggere un Parlamento della Repubblica italiana che oramai come attività principale è chiamato a ratificare decisioni prese a Bruxelless. Non conosciamo bene la statistiche ma qualcuno parla oramai del 70% di ratifiche di disposizioni, regolamenti, leggi europee. Più che Parlamento dovremmo chiamarlo Ratificamento. Dopo la ratifica, appunto,  del MES e del Fiscal Compact il prossimo Governo non avrà possibilità di manovra, specie in campo economico, al di fuori delle disposizioni della UE. Insomma dovrà occuparsi di poco e niente mentre sarà la UE ed i suoi nuovi super-commissari a decidere come si spendono i nostri soldi. Bell’affare, complimenti davvero.

Oramai tutta la Politica italiana ruota attorno alle decisioni di qualche Tribunale e di qualche PM, che decidono i tempi e condizionano di fatto la Campagna Elettorale. La Politica si fa, a vent’anni da Tangentopoli, ancora a colpi di Avvisi di Garanzia. Già questo, di per sè, è una cosa squallida ed antidemocratica, ma, oltretutto, oramai la imagesMagistratura più attiva e politicizzata non si nasconde nemmeno più e si è apertamente schierata con il Centro-Sinistra. I casi Vendola e Monte Paschi di Siena, con una colpevole e vergognosa militanza del CSM e di Napolitano, sono solo l’ultimo esempio, mentre le candidature di Ingroia, Grasso ed altri ne sono solo la plastica dimostrazione.

Insomma, andiamo a votare sapendo che altri, pochi altri, contano più di noi e decidono al posto nostro. Si aggiunge al danno anche la comica finale: il nostro Presidente della Repubblica, già Martedì, ad Urne appena chiuse, vola a Berlino per rendere conto alla Merkel di quanto avvenuto in Italia. Nessuna satira può descrivere meglio di questa gaffe la triste situazione in cui siamo precipitati.

Ora, vedere metà Italia offuscata dall’antiberlusconismo che non sa e non vuole sapere queste evidenze o, peggio, le approva e se ne compiace, è davvero una cosa tristissima che non lascia ben sperare per il futuro del nostro Paese…

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