Quanto imbarazzo, Fabio Fazio…

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La deludente prima serata del Festival di Sanremo elettorale sarà ricordata per una serie di gaffes da addebitare soprattutto al suo conduttore e direttore artistico, ovvero quel Fabio Fazio a cui non è riuscito di trasformare la kermesse sanremese in una estensione del suo Che Tempo che Fa…

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Il problema non è Fabio Fazio nè la Littizzetto nè tantomeno il bravo Crozza. Piuttosto si tratta di una responsabilità condivisa da ambienti RAI ed in tutto il mondo dello spettacolo e della televisione, che hanno trasformato completamente Il Festival di Sanremo oramai diventato una estensione di altre trasmissioni, oppure una manifestazione di celebrazione delle simpatie e dei desideri del suo conduttore e dei suoi amici degli amici. A volte sembra una posticcia Festa dell’Unità, altre volte un Concertone del 1° Maggio. A volte riesce comunque bene, altre volte no, come quest’anno.

Dov’è la Musica e dov’è la Gara? L’anno scorso Celentano okkupò tutto (ma almeno poi cantava), quest’anno le polemiche pre-elettorali hanno messo in secondo piano le canzonette. Appunto, sono solo canzonette. E’ così volgare, per gli intellettualini della Rai di Sinistra, che la gente voglia ascoltare i cantanti, giovani e vecchi, per poterne criticare testi, musica e gli improbabili look? Certo, dicono loro, dobbiamo offrire la nostra Cultura e Qualità al popolo bue! Così cianciando si scade, come al solito, nel ridicolo involontario, nell’ autocelebrazione, nell’ autoreferenzialità dei sedicenti artisti, ma soprattutto nello stravolgere, con presunzione, un contesto leggero, nazional-popolare e casalingo. Una tradizione un pò kitsch ma divertente.

photo_2268936_resizePassiamo alla tragica prima serata. Fazio ha dato il peggio di sè. Quando qualcuno ha cominciato a contestare il povero Crozza è subito intervenuto per dire due cose allucinati che ne rivelano da una parte l’imbarazzo e dall’altro la sopravvalutazione del personaggio. “Sono solo due o tre persone, le solite”. E noi, caro Fazio e cara RAI dobbiamo credere che un artista preparato, navigato ed abituato a parlare in faccia come Maurizio Crozza sia sbiancato, incapace di parlare e di andare avanti per due o tre cretini? Suvvia, siate seri.

Poi, l’incredibile. “Sono già stati segnalati ed identificati dalle Forze dell’Ordine”. Qui si raggiunge l’apice della cretinità. Da quando fischiare uno spettacolo è reato? Da quando il pubblico pagante non può fischiare o sbeffeggiare uno spettacolo che non piace? Da quando Sanremo deve piacere per forza altrimenti si viene identificati dalla Polizia? Il nostro ha poi meglio precisato nella conferenza stampa del giorno dopo! “Quando uno spettacolo piace si applaude, quando non piace si rimane in silenzio, questa è la regola”. Fazio ha appena detto che, ad esempio, i Loggionisti della Scala che rumoreggiano e talvolta fischiano anche alle Prime sono dei delinquenti. Che un gesto, maleducato si, ma comune in tutto il Mondo ed in tutti i Tempi, in Italia non è più permesso. E questi sarebbero dei veterani del mondo dello spettacolo?

Non contento, l’incredibile. “E come se uno fischiasse in Chiesa durante la Messa di Natale”. Messa di Natale? E tu saresti un Prete o direttamente un Porporato? Ed il Festival della Sinistra, è una Santa Messa? Siamo al ridicolo…

Per fortuna che il coro dell’Armata Rossa Sovietica (quella che invase Praga e Budapest, l’Afghanistan e che fece milioni di morti civili innocenti) e l’italiana che è contenta di non esserlo più sono stati invitati al Festival della canzone, appunto, italiana. Poi dicono che qualcuno è ossessionato dai Comunisti…ma soprattutto che il Canone RAI va pagato.

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