Un Partito che non capisce più i suoi elettori…

pdl

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Il PDL è finito non perchè si sta dividendo tra giovani e vecchi, tra montiani e berlusconiani, tra forzisti ed aennini. Ma perchè a forza di parlare di se stessi, i suoi esponenti non riescono più a parlare con gli elettori…

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Gli ultimi giorni della Democrazia Cristiana furono tragici soprattutto per un motivo. Il Partito assediato dalle inchieste di Magistrati politicizzati e da una informazione già schierata con i nuovi vincitori designati dai poteri forti, invece di fare quadrato nella consapevolezza della forza che aveva nel suo elettorato, cominciò a dividersi. Le correnti catto-progressiste della DC passarono immediatamente a Sinistra, un pò per ideologia un pò per ricevere un salvacondotto giudiziario. Alcuni ultras centristi credettero di poter continuare a rimanere “moderati” senza capire che la politica era oramai preda degli avvisi di garanzia. Pochissimi cercarono di guardare a Destra finendo immediatamente bersaglio della retorica antifascista di stampa e salotti buoni. Il risultato fu che non appena Berlusconi scese in campo, gran parte di quell’elettorato finì dentro Forza Italia, tra lo sdegno e lo stupore dei dirigenti democristiani.

Cos’era successo? Semplice. Da anni la DC era concentrata su se stessa e non parlava più con i suoi elettori. Da anni la DC aveva una classe dirigente spostata a Sinistra mentre la sua base elettorale era assolutamente di Centro-Destra. Da anni concepiva la Politica come spostamento di correnti ed alleanze tra leaders locali e nazionali considerando il voto degli elettori un atto dovuto. Quando arrivò la bufera di Mani Pulite, costruita a tavolino proprio per distruggere DC e PSI, il Partito credette di resistere semplicemente sperimentando nuove alchimie partitiche, muovendo correnti e sperimentando nuove alleanze, proponendo “giovani” leaders…

Il PDL sembra essere destinato allo stesso destino proprio perchè ha scelto di percorrere la stessa strada. Ci si divide tra chi sta con 2012-11-meloniMonti chi no e chi forse, tra europeisti ma anche no, tra giovani e vecchi, tra presentabili e lacchè, gente con la schiena dritta e dinosauri ed altre stupidaggini del genere. Nessuno che si domanda chi sono, cosa desiderano e cosa non sopportano più gli elettori del PDL. Ecco, se i dirigenti ed i leaders del PDL ripartissero da questo, forse qualche speranza l’avrebbero. Guardarli mentre si scannano fra di loro, seguendo involontariamente un copione scritto da altri, fa davvero tenerezza.

Invece di scimmiottare Renzi (peraltro trombato) che viene da un partito dove gli elettori si fanno poche domande, specie quando si vota, invece di affogare nella retorica filo europea, invece di concentrarsi ad essere legittimati a sinistra e nei salotti dei (falsi) intellettuali, si chiedano gli esponenti del PDL perchè i loro elettori li stanno abbandonando.

Il doppiopesismo giudiziario e mediatico irrita gran parte di noi, ma sembra quasi che i giovani leaders del PDL lo abbiano oramai metabolizzato (quando non ci sarà più il parafulmine Berlusconi, toccherà a loro, ma non ci arrivano…). Alleanze e Leaders, ma per andare dove? Quando al centro del dibattito ritornerà il programma e soprattutto come rispettarlo dopo le Elezioni, forse qualcosa comincerà a girare di nuovo per il verso giusto…

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One Comment su “Un Partito che non capisce più i suoi elettori…”


  1. Un paio di anni fa scrivevamo che il PdL non avrebbe fatto la fine della DC perchè erano mutate le condizioni storiche e perchè, appunto, gli elettori erano più maturi ed avevano metabolizzato l’esperienza di Tangentopoli. Cos’è cambiato in questi due anni?


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