Un Paese in declino che sa dire “Spending Review” ma scrive “Abbruzzo”…

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La decadenza in questo Paese è soprattutto culturale. Ipocrisia e Retorica oramai coprono totalmente il buon senso e lo spirito pratico che una volta erano tipici degli italiani, e la corsa di questo nuovo”progressismo” di maniera, patetica rappresentazione del vecchio e solito catto-comunismo imperante, non accenna a fermarsi…

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Da più di un ventennio, anzi, dal ’68 in poi, non si è fatto altro che parlare di Cultura. Più fondi alla cultura, più incentivi alla cultura, addetti ed assessori alla cultura, sviluppo culturale, defesa della cultura, la cultura dell’antimafia, accesso alla libera cultura ecc.ecc.ecc. A parole siamo il Paese dove si parla e si investe di più nella cultura. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Dagli anni ’90 in poi ha fatto molto figo parlare in inglese, definirsi cittadini europei, scimmiottare le superiori (secondo loro) democrazie scandinave per non parlare dell’informazione anglosassone (e pazienza se è più schifosa della nostra). Adesso non diciamo più Sanità e Previdenza Sociale ma Welfare, non diciamo Tagli alla Spesa ma Spending Review, e Fiscal Compact invece che Rigore di Bilancio. Il risultato è solo un papocchio, dove gli italiani hanno una sola certezza: si paga di più e si ottiene di meno. Ma vuoi mettere l’Inglese insegnato dall’asilo e sedicenti professionisti che dicono briefing, si incontrano ad un brunch e ragionano di low cost per andarsi a fumare una canna a Barcellona? (A proposito, passi l’Inglese, ma a parte il retaggio dei Savoia,che cazzo studiamo a fare il Francese?)

Gli studenti scendono sempre in piazza a difendere il loro futuro, scrivendo “Gelmini vergognia!”, bruciando i libri (come i nazisti), aggredendo i politici a loro antipatici (come i fascisti) ma indossando la t-shirt del Che Guevara e favoleggiando di fantomatici lavori che possono trovare all’Estero (ma dove?) e non in questa Italia che non investe nella Cultura (ancora!) e specialmente nella Ricerca (ma, a parte il posto pubblico per loro, i nostri “ricercatori” che hanno trovato?). Si preferisce blaterare dei “cervelli in fuga” (e fateli andare!) e non delle Imprese in fuga, che saranno anche fatte da sporchi ed ignoranti imprenditori, ma a quelle zucche vuote che credono di essere mancati Premi Nobel per colpa della Gelmini, potrebbero dare un lavoro. Ieri si tremava all’idea di essere bocciati o rimandati per paura dei genitori. Oggi i genitori di fronte ad un figlio respinto fanno ricorso al T.A.R.

Ai concorsi per diventare Avvocati i candidati scrivono “habbiamo” e spunta la Tessera Sanitaria della Regione Abbruzzo (con magari Capoluogo L’Acuila?) ed i film italiani, spesso finanziati dallo Stato e fatti dai figli dei padri e dagli amici degli amici, fanno flop perchè noiosi ed, appunto, culturalmente inconsistenti. Mentre si afferma che chi imbratta i muri dei condomini è in realtà un artista incompreso, si finanziano filmetti, cortometraggi, libretti, concertini, manifestazioni assurde e si commissionano schifezze inguardabili agli archistar. Intanto crolla il nostro patrimonio archeologico ed il Ministro di turno, quando non gradito ai culturalmente superiori, deve dimettersi.

Il declino di un Paese si vede quando ipocrisia e retorica vengono scambiate per preparazione e cultura. Un Paese come il nostro per risorgere deve semplicemente tornare a chiamare le cose con il loro nome, anche a costo di dire qualche sana parolaccia. Basta spacciare per cultura questo mucchio di stronzate. A proposito, si dice ballocks o shits?

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One Comment su “Un Paese in declino che sa dire “Spending Review” ma scrive “Abbruzzo”…”

  1. andrea Says:

    dura vedersi crollare il mondo addosso, toccare per mano che si è fatto parte di un ‘area politica dedita alla prostituzione minorile alle ruberie sistematiche alle frottole alle frequentazioni speculari barzellettate del proprio capo tribù, alla non politica funzionale solo al padrone economico e politico del partito di riferimento, imprenditore **prestigioso** dal passato e presente discutibile. Quando i propri convincimenti politici sono falciati dalla cronaca giudiziaria implacabile hai poco da implorare il padre eterno, il peccato è stato commesso molto prima…quando hai continuato a credere alle frottole, alle balle, alle sciocchezze, alla cafonate, agli imbrogli, alle carnevalate di un pifferaio neanche tanto magico. Impreca contro TE stesso, la sola cosa seria che ti rimane da fare…auguri, Genio


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