A Di Pietro non resta che allearsi con Fini…

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I due Campioni dell’Antiberlusconismo di ritorno fuori dai giochi politici. Parlano, discorrono, pontificano, spiegano, tramano, ma nessuno se li fila. Oramai ai due impresentabili di Destra e Sinistra non resta che allearsi tra di loro per sperare di essere rieletti…

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Pochi sanno, specie tra i fans del trattorista molisano, che tra Fini e Di Pietro ci sono molte analogie, alcune delle quali risalenti anche agli inizi stessi della Seconda Repubblica, quando entrambi erano corteggiati da Berlusconi, ed entrambi ne ricambiavano le attenzioni. Silvio sdoganò il MSI che dalle “fogne” si apprestava a nominare Ministri e Sottosegretari, mentre ad un Di Pietro, all’epoca molto contento della corte che gli faceva FI, fu proposto nell’ufficio di Previti, di diventare Ministro degli Interni. Provate a smentire.

Di Pietro, da tutti identificato come un possibile super Leader di una Coalizione di Centro-Destra e che da Silvio veniva definito un “possibile Whea da schierare in attacco”, fu convinto, possiamo immaginare da chi, a lasciare perdere il Cavaliere ed addirittura a schierarsi in quella Sinistra che, insieme al Pool Mani Pulite, aveva contribuito a salvare da Tangentopoli. Divenne Senatore dell’Ulivo.

Gianfranco Fini iniziava invece la sua sfolgorante carriera di leader del Centro-Destra e successore designato di Berlusconi grazie al secondo Partito della Coalizione, forte del 12% dei Voti, fino ad arrivare all’ambita Carica di Presidente della Camera. Seguì, dopo quasi vent’anni di berlusconismo militante, la triste vicenda di FLI e della rovina del Centro-Destra appena vittorioso, è bene ricordarlo, nelle Elezioni Regionali.

Insomma, uomini sostanzialmente di Centro-Destra, uno dei quali fedele alleato del Cavaliere per quasi vent’anni, che, alla fine, finiscono per andare a Sinistra in nome dell’antiberlusconismo. Già questo dovrebbe fare riflettere i loro fans. Adesso i due Leaders appaiono provati, stanchi e soprattutto inutili. Fini da alleato, ad utile idiota, a politico inutile. Di Pietro da poliziotto, a Magistrato, a giustizialista, a secondino esodato.

Di Pietro è isolato sia all’interno che all’esterno del suo Partito. Fini dopo aver distrutto il MSI, AN, il PDL e FLI, si appresta a nuove acrobazie con sempre meno gaglioffi al seguito. Entrambi cercano alleati, entrambi vengono respinti. Impresentabili, non più utili, appunto, al grande disegno di cui erano solo pedine sacrificabili, vagano disperati alla ricerca di un approdo.

La soluzione è allearsi. Unico problema, nome, simbolo, ed elettori di riferimento. Tra Montenero di Bisacce e Montecarlo qualcosa potrebbe uscire…

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2 commenti su “A Di Pietro non resta che allearsi con Fini…”

  1. andrea Says:

    non si dice più “sinistra” ma…”alternativi alla destra” (citaz di Bersani) , quando lo capirai che non esistono più rappresentanti per queste aere politiche? *Beato* Te, hai l’imbarazzo della scelta o pdmenoelle o forza silvio è la stessa cosa…a proposito di silvio, è vero che vuol tornare a far cose belle come quelle che ha fatto in questi ultimissimi vent’anni?

  2. Nexus Says:

    Ma che dispiacere che mi fanno questi due, questa volta rischiano seriamente di finire fuori dal Parlamento.

    ps: bentornata Torre !


I commenti sono chiusi.


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