Dal Salva-Italia al Salva-Monti…

La Spending Review pare essere solo il solito annuncio. Anche stavolta il Governo Monti, pur di rimanere in sella, è costretto a rimangiarsi molti dei tagli promessi o rimandarli a data da destinarsi. In nome dell’Europa il Governo non può cadere, in nome della Casta i tagli non si possono fare, ed in nome dell’Euro, aumenterà ancora l’Iva. Allora è proprio come dicevamo noi: ma a che è servito il Governo tecnico?

Taglio delle Province? Rimandato ad Agosto. I piccoli Ospedali? Poi si vedrà. Il blocco delle tariffe? Era solo una proposta. Più passano le ore e più la bozza della Spending Review circolata nei giorni scorsi che ci aveva fatto ben sperare, appare come la solita fregatura perchè molti dei tagli promessi saranno in realtà rimandati a data da destinarsi. Riprendiamo il discorso iniziato qualche post fa.

Il Governo tecnico è nato, per ragioni di “urgenza” per fare quello che la politica bloccata non riusciva a fare. “Fate presto!” Tuonavano i direttori dei quotidiani della borghesia sedicente illuminata italiana. Sono passati alcuni Mesi durante i quali la nuova autonominata classe dirigente italiana si è autocelebrata, tra convegni, prime alla Scala, interviste. L’inasprimento della pressione fiscale è stata prima coperta mediaticamente con una presunta lotta all’evasione fiscale che a ben guardare era solo propaganda e perdipiù fatta male, poi non è stato più possibile nasconderla. La Riforma del Lavoro (la vera cosa su cui bisogna contestare il Ministro Fornero, e non alcune sue dichiarazioni condivisibili) non semplifica un bel niente e non tiene conto del costo del lavoro che è il vero cappio al collo per le imprese italiane. Lo Spread rimane altissimo ed i tanti imbecilli che ne davano la colpa a Berlusconi oggi tacciono o, senza vergogna, danno la colpa alla Merkel. Adesso tocca alla Spending Review che si incammina anch’essa lungo il triste viale della concertazione, la parolina magica che in Italia vuol dire che il Governo non può fare nulla senza chiedere prima il permesso a tutti gli altri…

Allora bisogna essere chiari su questo punto: se è vero che i tecnici  prendono le decisioni in base non a quello che tecnicamente essi sanno (o pensano di sapere), ma in base all’istinto di sopravvivenza, cessano di essere dei tecnici (sempre che lo siano mai stati) e diventano a tutti gli effetti dei politici per di più non eletti da nessuno. 

Il Politico cerca il consenso, il tecnico espone la nuda realtà dei conti. Se il tecnico cerca il consenso del Parlamento, dei Sindacati, degli Enti Locali e via discorrendo, smussando quelle che dovevano essere le sue oggettive valutazioni professionali, non è più un tecnico, ma un tanto vituperato politico italiano qualunque…dal salva-Italia siamo arrivati al Salva-Monti. Che bello spettacolo…

 Per evitare di lasciare il Paese nelle mani di un Centro-Sinistra sempre più contiguo ai Poteri Forti sovranazionali, o ad una delirante non-azione politica dei vari Grillo e Sindaci Arancioni, il Centro-Destra dovrebbe seriamente cominciare a valutare se conviene ancora stare dalla parte della BCE, della UE, dell’Euro, della Goldman Sachs, della Trilateral Commission oppure se non sarebbe il caso, per una volta, adottare quella politica del Buon Senso che vale più di mille Spending Review, di mille Trattati ESM, di mille UE e di mille tecnici pasticcioni…

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2 commenti su “Dal Salva-Italia al Salva-Monti…”

  1. andrea Says:

    Il sole24 è stato un giornale serio? Ma cosa dici Nexus, lo era forse quando scriveva bene di berlusconi ( gli dava i finanziamenti pubblici…per forza). Preparati : Berlusconi Bersani e Casini eleggeranno di nuovo Monti presidente del consiglio. gli interessi del cavaliere saranno salvi, le coop rosse faranno la Tav e Casini regalerà a suo suocero le privatizzazioni….tu invece la torre continuerai a scrivere sciocchezze senza senso. Ad ognuno il suo

  2. Nexus Says:

    La spending review sta finendo in una pagliacciata, come mesi fa è successo per le liberalizzazioni etc…
    Uno speciale premio “idiozia” va a Il Sole 24 Ore, un tempo un grande quotidiano economico-finanziario, oggi ridotto a cartastraccia da mettere sotto la lettiera del gatto. Il declino è incominciato da tempo, ma la gestione Montezemolo-Marcegaglia, dunque Riotta-Napoletano ha portato quel giornale a mettersi in ridicolo. Non passa giorno senza che qualche suo pennivendolo non partecipi a trasmissioni radiofoniche o televisive, dicendo una marea di idiozie.


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