Tasse si, Riforme no…

_____________________________________________________________________________________________

Smascherato il bluff del “Governo Tecnico”. Quando c’è da stangare le famiglie e le piccole e medie imprese tutti d’accordo. Quando c’è da provare a fare qualche riforma per modernizzare il Paese scende in piazza la solita italietta politicizzata delle caste, delle lobbies, dei soliti luoghi comuni catto-comunisti…

_____________________________________________________________________________________________

Come volevasi dimostrare. Il Governo Tecnico è una balla. Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti. Inoltre non era difficile ipotizzare che l’Esecutivo guidato da Mario Monti avrebbe avuto la strada spianata per aumentare le tasse, ma avrebbe incontrato le prime difficoltà appena avrebbe cercato di fare qualche riforma seria. Come sta avvenendo in questi giorni.

C’è la Crisi, bisogna fare presto. Così tuonavano la UE, la Presidenza della Repubblica e le belle anime del Centro-Sinistra. Via Berlusconi e subito in sella Monti alla guida di un Esecutivo di emergenza. Poi con la scusa del Debito, dello Spread e la solita balla della lotta all’evasione fiscale è arrivata una mazzata di tasse come non si vedeva da tempo. I più colpiti, sempre i soliti: famiglie e piccole e medie imprese. Ma, ci consolavamo, il Governo dei Professori ha promesso che dopo le tasse arriveranno le riforme. Vale la pena resistere ed accettare perfino le stupidaggini ai limiti della legalità di Befera.

E invece no. Pare che avevamo ragione anche stavolta: le tasse si, e subito, le riforme no, quelle possono aspettare. Ecco che non bisogna più fare presto, non c’è più la crisi che è fatta soprattutto di disoccupazione, non siamo più in emergenza. Un Paese moderno, ma anche no. Dove il bizantino teatrino dell’accordo con le “Parti Sociali” è cosa buona e giusta e soprattutto irrinunciabile. Dove organismi non eletti ma dallo spropositato potere politico come Confindustria e CIGL possono bloccare riforme non gradite e leggi finanziarie poco generose nei loro riguardi. Il PD, i Sindacati, perfino i Vescovi e la solita “società civile” si scagliano ovviamente contro qualunque previsione di modifica del Mercato del Lavoro. Un totem inutile quanto obsoleto come l’Art.18 deve rimanere per sempre in vigore, come la nostra altrettanto obsoleta Costituzione.

Ecco la ricetta anti-Crisi di chi ha voluto, imposto ed adulato il Governo Tecnico. Ecco il Centro-Sinistra democratico e riformista che dovrebbe salvare il Paese dal berlusconismo. Ebbene la pagliacciata è finita. Come da noi pronosticato, si è caduti dalla padella nella brace perchè adesso il rischio è quello di ritrovarci un Esecutivo paralizzato come quello precedente, e con l’aumento delle Tasse unica arma contro la Crisi e la speculazione finanziaria…

Bookmark and Share

Explore posts in the same categories: Italia

2 commenti su “Tasse si, Riforme no…”

  1. il lavoro cancellato per decreto Says:

    Minchia quanta ignoranza in un Berluskones

  2. Nexus Says:

    Come era previsto, la crisi è passata solo dai titoli dei giornali e telegiornali italiani. A parte lo spread, sceso per una vergognosa iniezione di doping di liquidità della BCE di Draghi, con i cui soldi le banche stanno comprando i titoli di debito italiani, spagnoli e greci…, per il resto la recessione a cui l’aumento delle tasse ci ha condannato già si fa sentire. In questi mesi è aumentata la spesa pubblica, aumentato il debito ed il deficit e naturalmente la disoccupazione.
    Riduzione spesa pubblica e tasse ? Niente.
    Bersani non ha avuto il coraggio di andare alle elezioni perché pavido, sapeva di non poter fare le riforme e adesso non sa che pesci pigliare. A seconda di come si metteranno le cose, si potrebbero creare delle spaccature che influenzeranno le future alleanze per il 2013.


I commenti sono chiusi.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: