Finisce il sogno de L’Ulivo…

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Con la discussione sull’Art.18 crolla quel che resta del sogno de L’Ulivo iniziato 16 anni fa. In Italia l’unico “partito di plastica” era la Coalizione catto-comunista indicata dalle Procure, sostenuta dalle burocrazie statali e dalla UE, e dominata dalla nomenklatura dell’ex PCI…

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In questi giorni non c’è solo il rischio di una scissione nel PD tra l’ala “riformista” e quella più vicina alle posizioni della CGIL. Non è solo la scoperta di parecchie mele marce all’interno dell’autoproclamata Coalizione degli onesti. Non siamo in presenza solo di qualche crepa all’interno di una solidissima alleanza politica e programmatica destinata, finalmente, a liberare l’Italia dalle turpitudini del berlusconismo. No, signori, qui siamo alla fine di un’epoca, alla fine di un sogno (o di una illusione a seconda dei punti di vista). E’ la fine del sogno de L’Ulivo.

Con l’avvento del berlusconismo, la occhettiana “Gioiosa Macchina da Guerra“, dimostrò di essere molto più simile all’ Esercito Zarista piuttosto che all’Armata Rossa. Troppo lenta e vecchia tecnologicamente, per resistere alle offensive pirotecniche del Cavaliere. Nacque allora L’Ulivo. Un contenitore, un simbolo, un sogno che poteva contenere al suo interno qualunque cosa fosse di Sinistra. Una efficace trovata mediatica ed elettorale capace di riunire dalla stessa parte tutti gli ex ed i post d’Italia. E così si ritrovarono insieme ex-comunisti ed ex-democristiani, no-global e new-global, cattolici tradizionalisti e cattolici “adulti”, ex-Sindacalisti ed ex-industriali, ex-operai e banchieri, ex-socialisti ed ex-magistrati, post-sessantottini e neo-intellettualini, ambientalisti ed arci-caccia…e si potrebbe continuare all’infinito.

Poche parole d’ordine: noi siamo per la legalità, per il sociale, per l’ambiente, per l’Europa unita, per la pace, per i più deboli e via dicendo, ma soprattutto noi siamo contro Berlusconi. Nacque insomma l’idea dell’Italia dei migliori contrapposta all’Italia dei farabutti. Fu, insomma, aggiornato agli anni ’90 il vecchio refrain comunista della superiorità morale della Sinistra, ma aggiungendo una letale dose di ipocrisia.

Si può avere tutta l’energia che serve ad un Paese moderno senza petrolio e senza nucleare? Si può smaltire la monnezza senza costruire discariche o termovalorizzatori ed inceneritori? Si può modernizzare il Paese senza costruire infrastrutture importanti? Si può creare lavoro senza abbassare le tasse  e senza cambiare leggi risalenti agli anni ’60? A queste domande a Sinistra non si è mai risposto, ma si è solo sovrapposto il simbolo salvifico de L’Ulivo…

Siamo arrivati ad oggi. Il PD, il legittimo successore de L’Ulivo è sull’orlo di una scissione e già da tempo sull’orlo di una crisi di nervi. Corruzione e malaffare ne fanno il Partito più indagato d’Italia. Su temi fondamentali come il Lavoro le posizioni appaiono non distanti ma inconciliabili, su altri temi fondamentali come le infrastrutture o l’energia si naviga a vista. L’Ulivo si è finalmente mostrato per quello che è sempre stato, il Partito del “ma anche” che senza Berlusconi da attaccare e da odiare dimostra di non avere nessuna idea di Paese da proporre. 

La cosiddetta Riforma dell’Art.18 nulla cambia nel mondo del Lavoro, ma rischia di cambiare tutto nel quadro politico nazionale, consegnandoci una Sinistra lacerata e nuda di fronte al Paese ed un PdL che può ri-accreditarsi, con tutti i suoi limiti, come unica forza costruttiva del Parlamento.

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2 commenti su “Finisce il sogno de L’Ulivo…”

  1. frank Says:

    la Coalizione catto-comunista indicata dalle Procure, sostenuta dalle burocrazie statali e dalla UE, e dominata dalla nomenklatura dell’ex PCI…

    a cui si contrapponeva il partito delle banane, indicato da Cosa Nostra e sostenuto dalla suddetta, dalla camorra, dagli evasori fiscali e dalla Russia di Putin, e dominato dalla nomencklatura ex PSI e P2.

    • basta con le escort in parlamento Says:

      Movimento 5 stelle per uscire da questo porcile


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