L’Italia senza Energia si scalderà con un Referendum e Celentano?

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Vengono drammaticamente a galla tutte quelle carenze di cui soffre il Paese. Per anni in nome dell’antiberlusconismo senza se e senza ma sono stati impediti tutti quegli interventi che oggi vengono definiti non più rinviabili anche da chi fino ad ieri li osteggiava con violenza. Per adesso scaldiamoci con  il  Festival di Sanremo…

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L’Italia gelata. Anche nell’anima. L’assenza del Cavaliere, capro espiatorio per ogni male, getta la popolazione del Bel Paese nella disperazione di chi solo oggi si accorge di quanto tempo è stato perso in sciocchezze ed in inutili polemiche politico-televisive. Anche su questioni strategiche come l’Energia…

Eppure non era difficile ragionare su alcuni numeri incontrovertibili. Il nostro Paese è privo di fonti energetiche proprie se si esclude il Petrolio lucano e qualche altro giacimento di gas naturale. Altri Paesi nelle nostre stesse condizioni, come Francia e Giappone, hanno fatto un grosso investimento sul Nucleare per arrivare ad essere quasi indipendenti dal punto di vista energetico. L’Italia ha investito sui Referendum. Ma mentre alcune centrali nucleari possono produrre molta energia a basso costo, i Referendum producono solo tanta retorica che ha scaldato i cuori degli illusi e raffreddato le nostre case e la nostra economia.

Manca un Piano Energetico Nazionale serio. Quello cioè a cui stava lavorando il Governo precedente e che è stato bloccato dai Referendum, dalle Guerre coloniali ai nostri danni e con l’appoggio del nostro Presidente della Repubblica, dall’antiberlusconismo becero mascherato da ambientalismo illuminato. Invece di ironizzare sui viaggi a Mosca dell’ex Premier, una classe dirigente seria avrebbe parlato senza retorica e senza ipocrisia di Energia. Abbiamo invece fatto parlare Celentano, Jovanotti e la Mannoia censurando Margherita Hack e Veronesi, abbiamo fatto gli interessi della BP e della Total ai danni dell’Eni.

Ci vuole coraggio a parlare di sviluppo e di crescita, come fanno Monti e Passera, senza conoscere i costi dell’Energia, una situazione che mette le imprese e le famiglie italiane in grave difficoltà rispetto ai nostri concorrenti europei. In Italia non solo non si possono costruire reattori nucleari come avviene in tutti gli altri Paesi, ma è difficile perfino progettare la costruzione di un rigassificatore. Noi non abbiamo energia ma abbiamo i Referendum, non abbiamo più Pecoraro Scanio ma abbiamo la sua eredità fatta di bollette astronomiche, non abbiamo siti di stoccaggio per i rifiuti tossici e radioattivi, ma abbiamo le discariche abusive.

E poi abbiamo Celentano a Festival di Sanremo. Proprio lui, quello che è stato in prima fila nel Referendum contro il Nucleare e che ha deciso di regalare i nostri soldi agli amici degli amici di Emergency (quelli che curano i talebani affinchè ammazzino più soldati italiani). Potremmo scaldarci così, con le sue esibizioni al Festival di Sanremo, magari con un piccolo braciere sotto il sedere. Sempre che non vada via anche la luce…

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4 commenti su “L’Italia senza Energia si scalderà con un Referendum e Celentano?”

  1. porsenna Says:

    Lucania = Basilicata ?
    e allora perchè Scanzano Ionico non vuole i rifiuti che noi da anni ci teniamo a Trino vercellese?Se non erro era stato individuato lì il sito per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari?

  2. Nexus Says:

    Pecorario Scanio che ringrazia Al Gore….ma dove è finito costui ? Dove si è nascosto ? Da quando degli hacker hanno rubato e pubblicato le e-mail private di scienziati che smentiscono e deridono chi crede nelle balle degli ecologisti-apocalittici, il sign. Gore non si è più fatto vedere. Poche settimane fa altri 30 scienziati hanno pubblicato l’ennesimo documento in cui si afferma che non ci sono prove dell’influenza dell’uomo sui presunti cambiamenti climatici.
    Per certa gente l’uomo è un criminale per il solo motivo di essere nato, ed è curioso che in Italia costoro siano spesso gli ex affezionati dell’Unione Sovietica.

    • andrea Says:

      il Berlusconismo è un fenomeno culturale precedente a Berlusconi stesso. Nexus quindi è antecedente a Berlusconi. Ancora lo vedo applaudire e inneggiare in quel di Piazza Venezia al grido di MENEFREGO, poi ai congressi del D.c. nella corrente di Andreotti in qualità di stampa tessere di partito e ridacchiare su coloro che il POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA. Ma gli anni *ruggenti* per lui arrivano qualche annetto dopo. Le Beatitudini lui le ha toccate con mano, ci ha parlato, le ha umilmente servite, per loro il viaggiatore senza tempo ha trepidato. Era lui che passava di mano le *grazie” per quel lavoretto ricevuto, per l’appartamento in centro, per il pargheggio colto al volo all’ultimo istante. Che anni, gli 80, poi il declino, l’agogna, le monetine in faccia, l’esilio volontario, infine il ritrovo dell’ antico vaso da portare in salvo

      • andrea Says:

        un anticomunista senza comunismo un liberista senza liberismo un inquisitore senza inquisizione un garantista senza garanzie un moralista senza morale un nostalgico senza nostalgie un nuovo senza vecchio un vissuto senza storia. C’è, solo questo conta


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