No, “Er Pelliccia” Uomo dell’Anno no…

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Patetica (e provinciale) banalità firmata Times. Quest’anno la copertina della prestigiosa testata americana incorona come Uomo dell’Anno il giovane “rivoluzionario” mettendo nello stesso pentolone la Primavera Araba ed i Black Bloc, gli Indignados ed i disoccupati di Atene…

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Lo confessiamo: non abbiamo letto l’articolo del Times che incorona “The Protester” come Uomo dell’Anno del 2011, quindi ci fidiamo di quello letto su altri autorevoli quotidiani. Scrive il Times…

 «Un anno dopo che un venditore di frutta tunisino si è dato fuoco, il dissenso si è diffuso in tutto il Medio Oriente, in Europa e Stati Uniti, rimodellando la politica mondiale e ridefinendo il potere dei popoli»

Mai sentite tante stupidaggini in una sola frase. Si mettono sullo stesso piano avvenimenti che non c’entrano nulla l’uno con l’altro e si danno dei giudizi superficiali su proteste avvenute in Europa e negli Stati Uniti che sono tutto tranne che  originali. Anzi.

Cominciamo con la cosidetta Primavera Araba. Orbene, alcuni Dittatori sono stati deposti con la forza. A qualche Mese da quegli avvenimenti si comincia a capire che di tutto si è trattato tranne che di una rivoluzione “via twitter” e cresciuta “su facebook”. Come se bastasse un “condividi” per rovesciare un regime. I risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti: i Fratelli Musulmani avanzano, la sharia viene di fatto applicata quasi ovunque e quei Dittatori che una parte dell’ Occidente non aveva interesse a rimuovere rimangono dove sono, come tutta la vecchia classe dirigente dei passati regimi. C’è poco da festeggiare e c’è davvero poco da spacciare per rivoluzione dei “giovani arabi” una oscura guerra di potere di cui capiremo gli effetti tra qualche anno.

Poi si accenna agli Indignados, agli Occupy Wall Street, ai manifestanti di Roma e di Atene. Ma stiamo scerzando? Noi siamo stati fra i primi a dire senza esitazioni e senza ipocrisie come la pensiamo su questi comici movimenti di bamboccioni che aspirano al posto pubblico mentre inneggiano senza vergogna al povero Steve Jobbs. Un movimento confuso che ripete, senza capirli, slogan del sessantotto mischiandoli ad un pò di sano terzomondismo pseudo-ambientalista. Il nostro giudizio è addirittura peggiorato per quel che riguarda i “contestatori” italiani, inspiegabilmente in silenzio da un mese a questa parte.  La versione italiana degli Indignados si è distinta infatti, anche per la impressionante dose di politicizzazione che impregnava ipocritamente la loro protesta. Le solite bandiere rosse, i soliti Che Guevara, i soliti slogan giustizialisti ed antiberlusconiani ed i soliti sanpietrini contro la Polizia: cosa ci vedrà di nuovo il Times in tutto ciò è davvero un mistero.

Ma il Times ha parlato, l’Uomo dell’Anno è Er Pelliccia. Cari amici questa è l’Italia che piace all’estero, questo il Paese che ritrova la sua autorevolezza e considerazione oltremanica ed oltreoceano. Bastava un estintore lanciato, a questo punto seriamente e sobriamente, contro le forze dell’ordine…

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2 commenti su “No, “Er Pelliccia” Uomo dell’Anno no…”

  1. Nexus Says:

    La grande stampa internazionale…

  2. Andrea Says:

    sono d’accordo con la torre per LA PRIMA VOLTA…non si possono mettere insieme i manifestanti Greci con i Black Blok ( infiltrati dei servizi allo scopo di distrarre l’opinione pubblica dallo scopo del contendere…da Genova, Val di Susa, Roma Napoli definiti dall’informazione italica di stampo massonico finanziata col denaro pubblico “giovani dei centri sociali” ecce eec). Primavera araba? Per favore …sono sobillatori para Eni Total BP ecc …gli insorti Libici? Per favore…tagliagole mercenari Algerini Bosniaci Sudanesi Sauditi al soldo delle agenzie private, emanazione delle belle corporation del capitalismo finanziario. Non mi aspetto mica che qualche editore delle belle confindustrie stili una classifica dei BUONI E DEI CATTIVI…meglio mischiare confondere fregare il povero idiota ( la maggioranza dell’umanità). Er Pelliccia for president


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