Spalle al Muro

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Nessuna via di uscita. L’accordo raggiunto a Bruxelless obbliga il Governo ad agire senza tentennamenti e la Maggioranza a ricompattarsi. Ma sbugiarda una Opposizione senza programma e senza leaders. Il Paese è con la spalle al muro. Agire subito oppure aprire una crisi politica senza uscite che trasformarebbe l’Italia nell’outlet dell’Europa come negli anni ’90…

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Berlusconi ritorna a fare il Leader per un giorno. Bene così. Per l’ennesima volta vengono respinti gli avvoltoi del malaugurio al servizio dei poteri forti stranieri. Ma nello stesso tempo porta il Governo e la Maggioranza ad un punto di non ritorno. Adesso o le scadenze vengono rispettate e questi provvedimenti, finalmente liberali, vengono velocemente approvati in Consiglio dei Ministri ed in Parlamento, oppure il Centro Destra può dichiarare fallimento ed il Paese può tristemente assistere all’ennesimo disastro dell’ennesimo Esecutivo che doveva “fare le riforme”. Sarebbe la fine anche della Legislatura e l’inizio di una nuova fase di turbolenza e confusione, oppure, peggio, l’avvento dell’ennesimo Governo Tecnico che svenderebbe all’estero i gioielli di famiglia in cambio di qualche fotografia sulla scrivania con il potente europeo o americano di turno. Stile Ciampi o Prodi, tanto per non fare nomi…

Se la Maggioranza piange, l’Opposizione non ride, anzi fa ridere (come diciamo oramai da tempo). La letterina alla UE smaschera definitivamente l’inaffidabilità del Centro-Sinistra e l’ambiguità del Terzo Polo. Tutti, in Italia ed in Europa, possono constatare che l’unico programma in grado di salvare il Paese è esattamente il contrario di quello (male) esposto dal Centro-Sinistra. Questo il dramma di un PD più frattaglie giustizialiste e comuniste. Mentre l’ambiguità del Terzo Polo, che parla di liberismo e liberalismo mentre stringe la mano a Vendola e strizza l’occhio a Di Pietro è tutta da ridere. Il peggio messo è Casini, che a forza di pontificare di serietà e responsabilità adesso dovrà spiegare perchè preferirebbe regalare l’Italia a qualche Stato straniero piuttosto che votare questi provvedimenti. Aprire una Crisi di Governo ora sarebbe l’atto più irresponsabile compiuto da un democristiano dai tempi del Compromesso Storico.

Insomma il Paese è con le spalle al muro. Cambiare facendo molti sacrifici oppure affogare nell’ipocrisia. Continuare a credere in questo Paese, difendendolo con i denti, oppure svendersi al migliore offerente in cambio di una pacca sulla spalla del prossimo Commissario UE o di un articolo compiacente dell’Economist. Parte del Governo sembra aver scelto la prima soluzione. Allora sarebbe ora di fare qualche cambiamento al suo interno. La Maggioranza ancora non lo sappiamo, ma sarebbe ora di giocare a carte scoperte. L’Opposizione propende decisamente per la seconda soluzione. Ricordarsene quando, tra un anno o due, si tornerà a votare…

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6 commenti su “Spalle al Muro”

  1. Andrea Says:

    Ma davvero qualcuno pensa che sia l’eccessiva rigidità del mercato del lavoro il problema numero uno d’Italia? Il dato è che berlusconi non ha mai saputo andare aldilà delle leggi salva ladri ed evasori fiscali (leggi ad personam) …un ventennio buttato via, buono solo per ingrassare lecchini paraculi imboscati portaborse cortigiani e tanto ma tanto troiame. Quando si parla di berlusconi non si parla di politica, non si potrebbe, il rimando è uno solo: BUNGA BUNGA, culturale, morale economico politico sociale…una sbornia semi collettiva che gli italiani pagheranno a caro prezzo

  2. Nexus Says:

    La sinistra italiana si è rivelata per quello che è, una ammasso di gentaglia che dice NO a qualsiasi cosa propone il governo.
    Fino a ieri ridevano con Sarkozy perché il governo non aveva preso certi impegni, adesso che li ha presi gli va contro comunque. Sono dei falliti, le proposte di Bersani sono inesistenti o inconcludenti. Di fronte alle parole di Bindi e Franceschini, nonostante tutto, penso che sia un bene che ci sia questo governo, a cui non c’è alternativa.
    L’interrogativo viene da Tremonti, pare che non abbia partecipato alla stesura della lettera, se non la condivide o non la vuole concretizzare allora non può che dimettersi.

  3. Andrea Says:

    Berlusconi va davanti alla U.E. e promette MACELLERIA SOCIALE, pensioni a 67 anni libertà di licenziare senza se e senza ma, cementificazione delle coste ecc ecv…tutto questo dopo aver fatto una finanziaria senza precedenti nella storia della repubblica. Amato al confronto era un contabile delle tasse. Ieri dava vanto di non mettere le mani nelle tasche dei soliti evasori, oggi raccoglie il sangue di chi le tasse le ha sempre pagate…Nessuna novità è il solito ciarlatano

  4. Andrea Says:

    In Italia c’è qualcuno che ancora non è caduto vittima degli INCANTESIMI

    • Nexus Says:

      Giulietto non mi sta antipatico perché non è banale, ma certamente non gli do credito, è il re dei complottisti.

      • Andrea Says:

        Chiesa ha il coraggio di trattare temi che la disinformazione di regime (berluscon d’alemiana confindustriale) finanziata col denaro pubblico ben se ne guarda fin anche di accennare. Appare complottista? Berlusconi non perde un secondo per parlare di complotti nei propri riguardi, sono buoni sono i complotti verso berlusconi o forse è la NON INFORMAZIONE generale che ci fa apparire Chiesa un complottista?


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