Gli “Indignados” finti Rivoluzionari che vogliono solo il Posto Pubblico…

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“Indignati” da una Società che si basa su di una Economia oramai malata e rivoluzionari, liberi ed anarchici, che vogliono cambiare il Mondo. Ma che nel frattempo si accontenterebbero di un Contratto a Tempo Indeterminato nella Pubblica Amministrazione. Non immaginano il Futuro, ma sognano il Passato…

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Non chiamateli Indignados. O meglio chiamateli anche Indignados aggiungendo però le altre mille qualifiche che si sono dati negli ultimi anni. Popolo Viola, No-Global, No-Tav, No-Dal Molin, Collettivi Studenteschi, Centri Sociali, No-Cav, e chi più ne ha più ne metta. Sono sempre gli stessi. I professionisti dell’indignazione e della piazza, violenta e “pacifista”.

“Un altro Mondo è possibile!”, gridano. Peccato che è uno slogan vecchio di dieci anni. E giù con tutti i luoghi comuni contro il capitalismo. Del resto da gente con look alla “zecca” e con maglietta di Che Guevara c’è poco da aspettarsi di tanto diverso e rivoluzionario rispetto ai soliti, vecchi sessantottini ai quali, in fondo, somigliano molto. Poi, come da copione, aderiscono i soliti attorucoli ed intellettuali, i cosiddetti precari e gli studenti. Ed il quadro, comico, è completo.

Cosa vogliono? Cosa c’è di così profondo, innovativo e rivoluzionario nella loro indignazione? Il Posto Pubblico. Un contratto a Tempo Indeterminato possibilmente nella Pubblica Amministrazione. Tutto qui. Gli Indignados sognano non il futuro, ma il passato, quello dei privilegi in cui vivono i loro genitori e che ha causato l’enorme debito pubblico che blocca il Paese e l’Europa. Sono quelli che tirano le uova contro le Istituzioni sperando un giorno di farne parte, come hanno fatto i loro maestri sessantottini.

Intanto scendono in piazza a sfasciare un pò di cose ed a rendere la vita difficile proprio a quella gente che per tirare avanti ogni giorno prende il tram o la metro per andare a lavorare. Loro sono i veri indignati, non solo da una classe dirigente mondiale oramai lontana ed autoreferenziale, ma anche dai soliti professionisti della piazza in favore di telecamera ed in attesa di sistemazione nella Pubblica Amministrazione…

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3 commenti su “Gli “Indignados” finti Rivoluzionari che vogliono solo il Posto Pubblico…”


  1. […] ma li avete ascoltati gli Indignados? Ma avete mai fatto caso a quale florilegio di cazzate escono dai cosiddetti giovani […]


  2. […] La Torre Normanna Bastione Lucano Liberal Conservatore « Gli “Indignados” finti Rivoluzionari che vogliono solo il Posto Pubblico… […]

  3. Nexus Says:

    Adesso questi pazzi di indignados italici cercano di scaricare le responsabilità della crisi sul capitalismo e liberismo ! Liberismo che in Italia non c’è, con una spesa al 52% del pil e una tassazione al 43% circa. Questa è la crisi dello statalismo, cioè della mentalità secondo cui la Stato deve fare tutto, gestire tutto, controllare tutto, monopolizzare tutto, decidere tutto: per farlo è necessario tassare tanto/spendere tanto, causando così il debito pubblico.
    Altro che liberismo, lo stato liberista è quello che spende/tassa al massimo il 20% del pil e che non si intrufola nelle scelte della gente. Il capitalismo non è solo “profitto” ma anche “fallimento”. Il fallimento è il modo per dire: “hai sbagliato, adesso ti fermi e poi potrai iniziare da capo”. Ma adesso ai danni causati dalla spesa e dal monopolio del controllo pubblico, si vuole risponde con altra spesa pubblica e naturalmente nuovo debito ? Gli indignados, ignoranti, propongono di risolvere tutto aumentando le tasse, aumentando la spesa e infischiandosene di sanare il debito, ASSURDO ! Insomma vogliono continuare con la ricetta che ha portato alla crisi, loro sono l’immagine della crisi stessa e dei piagnucoloni di Stato.
    Quella gentaglia chiassosa e sfascista non sa neanche che siamo costretti a pagare decine di miliardi di interessi sui titoli di debito, e che dunque abbattendo il debito potremo risparmiare quei miliardi (di interessi mancati) usandoli in riduzione delle tasse e investimenti. Ma far ragionare la gente con la bandierina rossa è più difficile che urlare, lanciare uova e vernice sui muri e monumenti.
    Ci vorrebbe una iniziativa forte per far capire che siamo stufi dello Stato che ci opprime con leggi, tasse, monopoli, caste, ordini, imposizioni e un domani perché no, con una morale bindiana di Stato….altro che indignados.


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