Silvio, da inventore della Seconda Repubblica ad ultimo Statista della Prima…

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Surclassa perfino Prodi nell’antica arte del tirare a campare che come diceva Andreotti “è meglio che tirare le cuoia”. Silvio stupisce ancora tutti e da inventore e primo vero politico della Seconda Repubblica si rivela mostruosamente l’ultimo grande esponente della Prima. Entrerà nei libri di Storia, e per questo lo odieranno ancora di più…

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Oggi, 14 Ottobre 2011, è l’inizio della fine. Ma non di Berlusconi o di questo, passeggero Esecutivo, ma di tutto quello che noi chiamiamo Prima e Seconda Repubblica. Anzi, per la precisione, finisce la Prima Repubblica che dal 1994 ad oggi ha visto come suo ultimo grande esponente e Commissario Liquidatore, Silvio Berlusconi, l’ultimo grande Statista della vecchia classe dirigente italiana. Qualcuno ha definito quest’ultimo ventennio “Seconda Repubblica”, ma oramai nessuno è d’accordo nel definirla tale. Diciamo che dalla Prima si passa, forse, direttamente alla Terza, perchè la Seconda è stata solo un periodo di intermezzo dominato da Silvio Berlusconi e dal “berlusconismo”, e dagli schiamazzi antiberlusconiani.

La Repubblica, da oltre trent’anni, sta soccombendo sotto i duri colpi della Magistratura politicizzata e militante e delle ingerenze straniere. Ma la vecchia classe dirigente, la stessa che ha garantito democrazia e libertà, resiste e non si arrende. Quello che si chiamava Centro-Sinistra è completamente in balia dei Poteri forti e di Magistratura Democratica, che oramai controlla Partiti, esprime Sindaci, Governatori e direttori di giornali. Quello che era il Pentapartito e che oggi si chiama, più o meno, Centro-Destra, resiste e continua la sua battaglia per traghettare il Paese verso una nuova forma Costituzionale che salvi il salvabile smettendo di produrre Debito Pubblico.

L’ultimo grande maestro del trasformismo, della sopravvivenza parlamentare e della Politica stagionale ma anche della resistenza alle ingerenze antidemocratiche nella vita civile del Paese, è Silvio Berlusconi. Tutti gli altri sono comparse più o meno importanti o venduti alla causa dei Poteri Forti. Per questo lo odiano.

Fini, Casini, Veltroni, D’Alema, Rutelli, Bersani, Bindi, Prodi, Scajola, Formigoni, Miccichè, Vendola, Montezemolo, Marcegaglia, Monti, Draghi. Oramai fanno parte, anche loro, del Passato, come Berlusconi, senza però mai aver contato nulla. Silvio ha occupato la scena facendo il Regista, il Protagonista e la Comparsa nello stesso tempo. A loro, eterni giovani e sedicenti “Statisti”, non rimangono che le note a piè pagina. Se va bene, nei libri della Feltrinelli o Edizioni Mulino. Per questo lo odiano: anche loro sono oramai vecchi ed anche loro finiranno rottamati da qualcuno, senza aver  mai contato nulla per colpa di Berlusconi…

E mentre Berlusconi sarà ricordato come l’unico grande politico, nel bene e nel male, del periodo che va dal 1992 al 2013, loro forse non saranno nemmeno nominati. Silvio accanto ai grandi Statisti della Prima Repubblica di cui è stato l’ultimo esponente. Loro, piccoli peones del Parlamento prima, durante e dopo…

L’Italia è finita, auguri a tutti…

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