Tra i padri del “Porcellum” non dimenticate Ciampi

_________________________________________________________________________________

Tutti contro il “Porcellum” facendo finta di non sapere che furono Fini, Casini e Lega Nord e non Berlusconi a volerla così com’è. E che l’allora Presidente Ciampi contribuì non poco a renderla così confusa…

_______________________________________________________________________________

Più che “Porcellum” bisognerebbe chiamarla un “Papocchium”. E bisognerebbe sgombrare il campo dalle solite falsità ed esagerazioni che il fronte Referendario sparge, con l’ausilio della solita informazione “libera”. Iniziamo a ricordare a tutti che Forza Italia e Berlusconi non erano molto entusiasti di cambiare la Legge Elettorale a pochi Mesi dal voto nel 2006. Ad un giornalista che, dopo le Elezioni, gli chiedeva se era vero che secondo i calcoli degli uffici elettorali con la vecchia Legge avrebbe vinto la Casa delle Libertà Berlusconi rispose con un lapidario quanto eloquente: “Non voglio parlarne”, tra gli imbarazzati Casini, Cesa, Fini e Calderoli.

La verità è che quella legge ebbe molti padri. Lega Nord, UdC e AN spingevano per un ritorno al proporzionale. Per salvare il Bipolarismo e la governabilità si pensò all’obbligo di Coalizione prima del Voto ed al premio di Maggioranza. Già così era un casino. Poi ci fu la scelta di non introdurre la preferenze e di fare Liste bloccate. Spiace che oggi proprio Casini, Fini ed altri parlino spregiativamente di un parlamento di “nominati” quando loro furono tra i principali artefici di quella scelta. Spiace anche vedere che molti fanno finta di non ricordare che agli inizi degli anni ’90 le preferenze venivano da tutti additate come “uno strumento di controllo mafioso delle Liste”. Oggi tutti le rivogliono a gran voce. La coerenza prima di tutto, ma questo è tipico dei referendari…

Ma in tutto questo tutti fanno finta di non ricordare che fu il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a dare il colpo di grazia a questa già disgraziata legge. Il calcolo del Premio di Maggioranza diverso tra Camera e Senato. Alla camera su base nazionale, al Senato su base Regionale. Una sciocchezza incredibile, giustificata, secondo loro, dal rispetto della Carta Costituzionale.

Per inciso con questa stessa Legge Elettorale Prodi nel 2006 vinse per uno 0,002% alla Camera, perse al Senato ma prese qualche Senatore estero in più, e Berlusconi stravinse nel 2008. Dimostrazione che in Democrazia la Legge Elettorle è solo un modo tecnico di contare ed assegnare Voti e Seggi, ma vince comunque chi prende più voti. In Italia serve però anche per dare lavoro agli altrimenti disoccupati Mario Segni ed Arturo Parisi. (Parisi per la verità ha anche un secondo lavoro in nero: criticare il Leader del PD chiunque esso sia tranne Prodi)

Insomma, qual’è lo scopo dei referendari? Semplice: non solo creare l’ennesima polemica inutile per “fare ammuina“, ma anche quella di abbattere l’unica cosa buona della Seconda Repubblica e cioè il bipolarismo. Loro vogliono tornare alla partitocrazia oligarchica e venduta ai poteri forti stranieri, ai Governi sostenuti da coalizioni cangianti, alle crisi di Governo stagionali. Per questo serve far capire agli elettori che la legge Elettorale è sempre migliorabile, a patto che al Governo vada chi vince le Elezioni e non chi è più simpatico al Palazzo…di Bruxelless o di Giustizia di Milano o Napoli…


Bookmark and Share

Explore posts in the same categories: Italia

Tag: , ,

Both comments and pings are currently closed.

2 commenti su “Tra i padri del “Porcellum” non dimenticate Ciampi”

  1. Andrea Says:

    Pensieri dal bunga bunga:
    Il settentrionalista Calderoli ieri ha affermato che la lega non voleva la legge porcata, Berlusconi per la Torre non voleva la legge porcata…va a finire che a fare la legge porcata è stato Di Pietro scrivendosela e votandosela con l’astenzione collettiva di camera e senato….

  2. Nexus Says:

    Casini volle introdurre un sistema proporzionale, Fini le liste bloccate. Per fortuna Berlusconi impose il premio di maggioranza e l’obbligo di indicare il nome del presidente del consiglio, anche se come hai scritto tu, la legge fu azzoppata da Ciampi.
    Adesso Fini e Casini sono indignati dalla loro legge elettorale, dettata a Calderoli.


I commenti sono chiusi.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: