Quando il Tribunale di Potenza dava le sue password ai giornalisti amici…

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Come funziona la Macchina del Fango? Uno degli esempi più incredibili proviene proprio dal Tribunale della nostra Regione reso famoso dalle inchieste-bufala di Woodcock e denunciato da uno sbigottito Ministro del Governo Prodi. Chissà cosa ne pensava Saviano…

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Un esterrefatto Ministro degli Interni, Giuliano Amato, del poco compianto Governo Prodi, attaccava duramente la Macchina del Fango, il fuorilegge circuito mediatico-giudiziario che riduce la Giustizia ad una semplice macchina di propaganda e sputtanamento della Politica. Nel mirino il Tribunale di Potenza, già all’epoca reso famoso proprio da Woodcock per le sue mirabolanti inchieste su veline, calciatori e sedicenti re d’Italia.

Sono esterrefatto da ciò che accade in Italia e mi dicono che accade da molto tempo“. Usa parole dure, il ministro dell’Interno Amato in commissione Affari costituzionali della Camera, per condannare la diffusione delle intercettazioni che appaiono sui giornali. E mentre il responsabile del Viminale annuncia di aver trasmesso al ministro della Giustizia una comunicazione ricevuta dal prefetto di Potenza, il ministro della Giustizia Mastella anticipa che fra qualche giorno presenterà un disegno di legge sulle intercettazioni”

Tutti sappiamo come andò a finire. Un altro PM d’assalto, tale De Magistris, inquisì il Guardasigilli Mastella causando la caduta del Governo Prodi già sommerso dall’ Emergenza Monnezza a Napoli. Divertente notare che oggi chi osa parlare di intercettazioni venga criminalizzato come esponente di una fantomatica macchina del fango e che il PM che causò quel disastro sia oggi Sindaco nella monnezza ritornata in grande stile a Napoli insieme al “vento nuovo” che altro non è, appunto, che monnezza.

“Quella di cui ha parlato Amato davanti alla commissione Affari costituzionali, “è una prassi talmente consolidata – osserva il ministro dell’Interno – che alcuni giornalisti mi dicono che esistono contratti di fatto tra giornalisti e chi fornisce le notizie e collegamenti tra procure e giornali per cui viene data al giornalista una password per entrare nel momento in cui un atto viene dato ai difensori“. La propensione alla circolazione di questo materiale “è sconcertante”. 

Avete letto bene. Veri e propri accordi tra giornalisti e personale del Tribunale, Magistrati compresi, per “spacciare” illegalmente elementi magari coperti da segreto istruttorio ai danni degli imputati. Addirittura rivelando le password dei sistemi informatici del Tribunale, per rendere più agevole e quasi “in tempo reale” la diffusione dei contenuti di una inchiesta. Tutto questo al Tribunale di Potenza, in Basilicata, la Regione più chiusa ed autoreferenziale dell’Europa Occidentale…

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4 commenti su “Quando il Tribunale di Potenza dava le sue password ai giornalisti amici…”

  1. Nexus Says:

    Se ti chiami Papa per una cosa del genere finisci in galera senza processo.

    • Andrea Says:

      arresto ai domiciliari…pericolo reiterazione del reato e inquinamento delle prove..come ogni comune essere umano che vive in uno stato di diritto&doveri
      Sarei curioso di sapere cosa intende un berluskones per democrazia libertà e diritti garantiti…son passaati 20 anni e ancora non lo so..mah, se il pensiero comune che unisce tutti i berluskones è uguale a quello di Berlusconi, allora i dubbi sono subito fugati

      • Nexus Says:

        Arrestare questa gente è del tutto inutile, dimmi che senso ha arrestare Tedesco dopo 5 mesi !? E’ solo spettacolo, e nel caso di Papa è anche un tentavo di far cadere il governo perché come si sa, alla Camera c’è una maggioranza fragile.

  2. andrea Says:

    Le bufale di Woodcock?


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