La gestione del Petrolio è da Commissariare, altro che autonomie locali…

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In Basilicata la gestione delle Royalties del Petrolio è paragonabile alla gestione dell’Emergenza Monnezza in Campania. Solo clientelismo, sperperi e manovre politiche ai danni della salute dei cittadini. E’ un problema Nazionale e non Locale esattamente come in Campania…

_____________________________________________________________________________________Il Petrolio non è nostro. Non è della Basilicata. Spiace dirlo ma è così. Il Petrolio è un Bene Nazionale. E’ di tutti, perchè serve a tutto il Paese. A tutta l’Italia. Scordatevi gli slogan politici e le macchiette pseudo-artistiche stile “Simm’Brigant'”. Non facciamo paura a nessuno, perdipiù la musica è sempre la stessa (e puzza di PD), e la terra è anche, non solo, la nostra. Come la TAV. Così come la Val Susa non può bloccare un opera di Interesse Nazionale,  la Basilicata non può disporre da sola di una risorsa nazionale. Sad but True. E’ la Democrazia, ragazzi: l’interesse della Collettività prevale sull’interesse dei singoli. Ma non eravate tutti di Sinistra?

Il vero problema non è se estrarre il petrolio, ma a quanto ammonta la compensazione che giustamente i cittadini e le Istituzioni della Basilicata hanno diritto di ricevere. Noi rinunciamo ad un pezzo del nostro territorio ed ad un pezzo della nostra salute. Vogliamo sapere a che prezzo, quindi basta innanzitutto con le rilevazioni-farsa dei livelli d’inquinamento gestite direttamente o indirettamente da chi lo fa o da chi lo copre e ne trae vantaggio, cioè ENI e Regione.

Per ultimo la cosa più importante. Non serve sapere quanto, ma piuttosto come i soldi delle Royalties vengono spesi. E qui casca l’asino. Ecco la vergogna, tutta nostra, tutta lucana, di cui nessuno ha il coraggio di parlare apertamente. Tipico basilisco. Fin’ora tutti questi soldi sono stati distribuiti a pioggia sulle varie Amministrazioni Locali che li hanno utilizzati soprattutto per la gestione delle proprie clientele. Da qui lo scandalo di una Regione ricchissima ma con il più alto tasso di emigrazione e di disoccupazione. Nel silenzio assoluto dei più. Adesso basta.

Nell’evidenza della più assoluta incompetenza nella gestione di tutti questi soldi, l’unica soluzione è quella del Commissariamento Governativo. Il Governatore della Basilicata viene nominato dal Governo Commissario alla Gestione dei Soldi delle Royalties e ne diventa responsabile politicamente e giuridicamente. I cittadini potranno così vedere e giudicare sul come e non sul quanto viene speso in Basilicata dalla nostra classe dirigente. Inoltre tutti i soldi dovrebbero essere trasferiti in un Fondo Unico con cui finanziare esclusivamente Opere di Pubblico Interesse nel campo delle Infrastrutture. Strade, autostrade, ferrovie, acquedotti, e così via.

Quando invece tutti questi soldi rimangono a disposizione di ogni singolo amministratore locale, che provvederà così a finanziare marciapiedi, nuove piazze o illuminazioni, corsi di formazione, film di regime e spettacoli di sedicenti briganti, improbabili iniziative “per i giovani” o per “l’ambiente”, non si fa altro che foraggiare l’endemico clientelismo che uccide da Secoli questa terra. A volte serve un passo indietro per risolvere un problema evidente. Dubito che la nostra Classe Dirigente locale abbia l’intelligenza e l’onestà, intellettuale e non, per farlo…

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3 commenti su “La gestione del Petrolio è da Commissariare, altro che autonomie locali…”


  1. Anche, ma questo è innanzitutto il Fallimento di una intera classe dirigente locale, e come in Campania, tutta di Sinistra…SEL compresissima a nche qui…

  2. andrea Says:

    E’ il LIBERISMO….bellezza!

    • pietro Says:

      se il liberalismo è dismettere per regalare le aziende al Colaninno di turno o al Soru di turno,dismettere le case degli enti e regalarLe, a quei prezzi, alle Bindi di turno o regalare la casa o parte di essa(sicuramente a sua insaputa…e chi ne dubita.ma va là…)all’on Scajola mentre a qualcuno viene magari pignorata per qualche migliaio di eu non potuti pagare o come ,in questo caso favorendo interessi locali con la ridistribuzione,sicuramente di ritorno,specie nel campo ‘cultura e spettacolo’…di bellezza non c’e proprio niente e così inteso non mi piace proprio.


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