Dal Tg3 all’Unità, quanta ipocrisia sui precari…

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Il Ministro Brunetta ha mandato a quel paese non una precaria ma una raccomandata figlia della casta. Ma è da troppo tempo che viene strumentalizzata la situazione di chi ha un lavoro a tempo determinato,  senza garanzie e magari sotto pagato. Spesso da quelli che poi i precari li sfruttano nelle loro redazioni. Oppure come il caso della precaria che poi confessò che avrebbe votato per il PdL…

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La nuova eroina della Sinistra italiana è una precaria davvero particolare. Brunetta è in questo momento molto più precario insieme a tutto il Governo rispetto a questa signora, figlia di un ex-Senatore, che lavora da anni presso il Ministero del Lavoro a 1.800 € al Mese. Non proprio un esempio per la categoria. Ma non è la prima bufala sui precari che siamo costretti a sorbirci da parte della disinformazione di regime.

Vi ricordate ad esempio la giovane precaria vittima di una delle battute (che oramai fanno ridere solo lui) del Premier? Per giorni divenne la paladina di tutti i precari d’Italia offesi dalle parole del Leader del PdL. Poi si scoprì non solo che il Premier  aveva risposto ampiamente alla domanda della signorina, ma anche che quest’ultima si disse convinta di votare per il PdL.

Probabilmente voterò per il Pdl, ma certamente non sono stata convinta dai complimenti di Berlusconi sul mio sorriso. Ho motivazioni più profonde”

Ma che dire dei precari che lavorano nelle redazioni di Repubblica, L’Unità o Il Corriere della Sera? Prendiamo L’Unità ad esempio, cioè quel quotidiano di gossip e antiberlusconismo, sempre attento ai bisogni ed alle difficoltà dei giovani. Anche oggi difende i precari ed attacca duramente Brunetta. Peccato che i precari che lavoravano a L’Unità siano stati tutti licenziati. Bell’esempio di ipocrisia. E brava Concita, anche lei abbastanza precaria, ultimamente.

Insomma esistono molte italie diverse: quella dei precari veri, dei call-center e delle imprese private, ed i precari falsi, che lavorano nella Pubblica Amministrazione dove sono entrati grazie alle loro conoscenze e che scalciano per essere assunti a tempo indeterminato. Così come esistono molti più disoccupati e lavoratori in nero di cui non si occupa nessuno e che, secondo noi, vengono prima dei cosiddetti precari. Soprattutto prima di quelli a 1.800 € al Mese che vengono difesi dal Tg3 della direttora raccomandata dal cognome e da Cossiga, Bianca solo di nome.

Esiste, insomma, l’Italia raccontata dal Tg3 e da L’Unità, che è l’Italia delle caste e dei raccomandati e l’Italia reale, ultimamente stanca di promesse e totalmente disillusa. Di questo dovrebbero preoccuparsi al Governo, Brunetta incluso, e non di polemizzare con la Casta…

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23 commenti su “Dal Tg3 all’Unità, quanta ipocrisia sui precari…”


  1. I FATTI
    «Scusate, possiamo fare una domanda al ministro per favore?»
    «Non sento»
    «Vogliamo fare una riflessione, vogliamo raccontare…»
    «Scusate non vi vedo e non vi sento, se venite qua…»
    (La donna si avvicina, sale sul palco e prende la parola)
    «Noi siamo della rete dei precari»
    «Grazie e arrivederci, buongiorno»
    (Subito dopo)
    «Questa è la peggiore Italia».

    La versione del ministro Brunetta:

    «Quando capisco che la signora, arrivata sul palco, vuole parlare di precari, Pubblica amministrazione, dico ‘Scusi, l’argomento è troppo complicato e lungo, non ho il tempo per trattarlo’.

    Mentre scendo dal palco vengo insultato: ‘buffone!’, ‘vai a lavorare!’, compare uno striscione, cominciano gli spintoni, e a questo punto dico ‘beh, voi siete l’Italia peggiore’».

    Basta confrontare i video per capire che la ricostruzione del ministro è falsa.

    Sottrarsi a un confronto con un pugno di cittadini nel modo in cui l’ha fatto Brunetta è maleducazione. Ma mentire a tutti gli altri è inaccettabile.

    Per questo concordo con i tanti che, in queste ore, ne stanno chiedendo le dimissioni.


  2. Quanta ipocrisia: siamo TUTTI precari. Il Mondo è precario. Solo i RACCOMANDATI pretendono la stabilizzazione (Cioè il contratto nel Pubblico Impiego a tempo indeterminato) ovvero una OFFESA per tutti gli altri che invece sono costretti a sbarcare il lunario quotidianamente e senza protezioni. E’ solo IPOCRISIA quella di RAI3 o de L’Unità, ovvero impiegati statali e raccomandati statali.


  3. QUESTO STA FACENDO IL GOVERNO PER I PRECARI DEI CALL CENTER MENTRE QUEL CATTIVONE DI DAMIANO HA FATTO STABILIZZARE MOLTISSIMI PRECARI CHE HANNO POTUTO APRIRE MUTUI,FARSI UNA FAMIGLIA….QUESTI CATTIVI DEL CENTROSINISTRA ….INVECE SACCONI HA BLOCCATO TUTTE LE STABILIZZAZIONI….E BRUNETTA HA ANCHE IL CORAGGIO DI DIRE CHE PENSA AI PRECARI DEI CALL CENTER…MA NON VI VERGOGNATE NEMMENO UN PO?
    Call center, Sacconi preferisce insabbiare gli accordi fatti
    Cesare Damiano – L’Unità
    Duecento imprese e oltre 80mila addetti, soprattutto giovani e donne in possesso di laurea o di diploma. Descritti come la catena di montaggio del nuovo millennio, i call center sono stati duramente colpiti dalla crisi globale, che ne ha evidenziato i limiti intrinseci causando situazioni di difficoltà aziendale e mettendo in pericolo migliaia di posti di lavoro.
    Eppure, nonostante l`importanza del settore e i rischi per l`occupazione, il governo sembra non accorgersi di niente. Il ministro del Lavoro, Sacconi, anziché intervenire lascia che le aziende licenzino – ultima in ordine di tempo è la vicenda di Teleperformance – con tutte le conseguenze del caso, sul piano economico e sociale. Un comportamento incomprensibile.
    Soprattutto se si tiene conto del fatto che, proprio per affrontare le criticità del settore, su indicazione della Presidenza del consiglio, a inizio 2010 è stato costituito un gruppo di lavoro, coordinato dai ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, al quale hanno partecipato le confederazioni sindacali Cgil Cisl Uil e Ugl e le associazioni imprenditoriali. E che il gruppo di lavoro ha prodotto una relazione contenente proposte condivise di intervento sulle questioni più delicate: lavoro, domanda e offerta, fisco e investimenti.
    Se attuate, attraverso il riordino degli incentivi, la lotta alla concorrenza sleale, il potenziamento della formazione e l`introduzione di nuove regole per le gare d`appalto, queste proposte darebbero un contributo determinante al rilancio del settore.
    E con un minimo di copertura finanziaria consentirebbero di risparmiare le somme oggi necessarie per la cassa integrazione in deroga. Ma soprattutto garantirebbero un futuro ad aziende che, specie nel Mezzogiorno, giocano un ruolo importante per l`economia di intere zone. La concorrenza dei Paesi low cost quali l`Albania, con le sue paghe da tre euro l`ora, in un settore in cui il costo del lavoro incide per il 75%, è potenzialmente micidiale e non garantisce gli utenti sulla privacy.
    Proprio per questo il gruppo di lavoro ha previsto benefici quali la deducibilità dall`Irap di parte del costo del lavoro, la detraibilità degli interessi passivi e delle spese telefoniche, la riduzione degli oneri fiscali per le aziende che attuano politiche di stabilizzazione e riqualificazione del personale o che operano assunzioni a tempo indeterminato. Mentre per combattere le insidie degli appalti al massimo ribasso, ha indicato l`obbligo di inserire nei bandi il riferimento alle retribuzioni minime contrattuali.
    A queste proposte, definite nel luglio 2010, il governo non ha però finora dato alcun seguito. Piuttosto che riconoscere il lavoro svolto dalle parti sociali Sacconi ha preferito insabbiare. E intanto i call center licenziano.


  4. Meglio Berluskones che Kogliones…(vogliamo buttarla a battute?)

  5. Nexus Says:

    Adesso voglio parlare dei precari che mi stanno più simpatici.
    Sono tutti gli artigiani, i piccoli commercianti, gli agricoltori, i fabbri, i falegnami e tutti i medio-piccoli professionisti che lavorano in proprio.
    Niente malattia pagata, niente ferie pagate, spesso niente ferie proprio. Ti ammali e non puoi lavorare, ma le banche ti chiedono comunque i soldi del mutuo che hai fatto per mettere su l’attività ? Fanculo e paga ! Devi partire per motivi personali e non puoi produrre ? Fanculo e paga !
    Gente che se fallisce gli portano via l’azienda e anche la casa, se sono giovani magari gli portano via la casa dei genitori che hanno ipotecato per pagarsi il mutuo.
    Questa è gente che lavora sodo, che non fa vittimismo e che non va a rincorrere i ministri perché per loro il tempo è denaro….sono diametralmente opposti a quelle persone abbattute dalla vita che pensano che tutto gli sia dovuto e che lo Stato deve pensare a tutti, pensano solo a diventare per forza dipendenti pubblici perché così possono essere pagati e mai licenziati, ultragarantiti e con gli stipendi che sia alzano a prescindere da tutto, come ha rivelato l’istat pochi giorni fa.
    Per ora il fallimento del governo è stato proprio qua, e sarebbe ora di ricordarsi delle persone che si dice di voler rappresentare.
    Mia madre era dipendente pubblica, e lavorava, lavorava, lavorava, senza vittimismo e mistificazioni e le uniche volte che è stata fregata è stato ad opera della cgil a cui all’epoca era iscritta ! Vuoi sapere il motivo ? La mentalità comunista di mettere sullo stesso livello tutti, a prescindere da chi lavora bene e chi non fa un cazzo.

  6. Andrea Says:

    Certo che la prima iniziativa fu di Treu (portata a termine da Maroni) ministro del Governo Prodi, quel governo cadde proprio su questo punto l’art. 18.. Bertinotti non diede piu’ la fiducia al capo del governo Prodi…(funzionario della Gooldman Sasch..uno dei soggetti cardine del neoliberismo anglo a mericano) …e mentre gli elettori del Corruttore di arcore gioivano IL PRECARIATO DEL LAVORO MUOVEVA I PRIMI PASSI., precari che non vedranno MAI, DICO MAI riconosciuti i propri diritti (sanità, finanziamenti bancari, pensione sociale) ..notizia di ieri che i precari della scuola e non solo, non avranno la ricostruzione degli anni di insegnamento svolti La signora Russo Spena è figlia dell’ex PCI? E allora? se fosse figlia di un berlusckones, cosa cambierebbe nell’economia del discorso?

    • Nexus Says:

      Ci sono troppi dipendenti pubblici e non sappiamo cosa fargli fare. Dimmi tu cosa serve assumerne altri.
      Per le amministrative sono andato nel mio comune a farmi fare un nuovo libretto elettorale. Ebbene c’erano 7 impiegati addetti, 2 lavoravano, gli altri 5 erano inutili, superflui e chiacchieravano.


    • Cambia eccome! NON è credibile! E’ una figlia della Casta del Centro-Sinistra, non una Precaria!!! Tutti i Precari sona dalla stessa parte, ma è sbagliato pensare che sono dalla parte di Annozero (cervello), Floris, Gabanelli, Santoro e Grilli vari…

  7. Nexus Says:

    Soltanto degli stupidi o finti-stupidi non hanno capito cosa intendeva dire Brunetta con quella frase, che non era certo rivolta ai così detti “precari”.
    Brunetta è ad un livello troppo alto per essere capito da quella gente.

    Alto non in altezza, ma questo non conta.

    • Andrea Says:

      tu invece sei un finto tonto , mi auguro per te… altrimenti dovresti chiedere aiuto alla sanità, reparto igiene mentale

      • Nexus Says:

        Continui con la sceneggiata di non aver capito le parole del buon Brunetta ?

  8. gabrielefossa Says:

    Mai replica fu più poetica. complimenti andrea, l’avrei voluta scrivere io.

  9. Andrea Says:

    Quello che scrive l’articolista della Torre lo possiamo ascoltare (forse anche con parole migliori e con più pudore) nelle veraci osterie di provincia. La precarizzazione del lavoro è opera della destra, non credo che la Torre ricordi il referendum sull’art. 18 promosso dal’umile servitore di Berlusconi tal F. Bertinotti ( gli elettori di Fausto scoperto l’inganno non lo votarono più). La legge Maroni che riprendeva la legge Biagi sui contratti a termine e cosiddetti ro.co.co. e via via con altri acronimi. La Torre lo sa che un lavoratore precario non ha diritto al riconoscimento dei contributi versati all’inps quindi al diritto alla pensione? Credo di no altrimenti la Torre avrebbe composto articoli piu’ coerenti con la realtà, invece di scrivere di alleanze strategie, orientamenti equilibri, di chiara matrice castista. Comincio a convincermi che l’articolista della Torre Normanna “liberal” (ODDIIIOOO…liberal) altro non sia (visto la “profondità del proprio pensiero) che un automasturbatore coadiuvato da immagini porno- castiste…se continua cosi’ perderà la vista…del pensiero invece..bè, ne ho già accennato

    • Nexus Says:

      La flessibilità nel mondo del lavoro è iniziata con la legge Treu del governo di centrosinistra, e poi ampliata con la legge Biagi-Maroni. Legge SACROSANTA, che ha prodotto moltissimi posti di lavoro, di gente che non sarebbe stata mai assunta perché non si può sposare una persona prima di conoscerla. Inoltre è pieno di gente che è contentissima di contratti a tempo determinato perché può fare esperienze, cambiare lavoro e soprattutto trovare lavoro, visto che l’alternativa è solo la disoccupazione stabile. Naturalmente come per ogni cosa il processo di riforma non è stato portato a termine, e talvolta la giustissima flessibilità si è trasformata in precariato.
      Naturalmente questo non ha niente a che vedere con la signorina in questione.

      • Andrea Says:

        La precarizzazione del lavoro E’ UNA SCONFITTA non UNA CONQUISTA, perchè porta gradualmente allo sfaldamento delle basi democratiche e prima o poi alla distruzione del concetto stesso di stato, nazione, paese, società, comunità..RIESCI A CAPIRE QUELLO CHE TI STO SCRIVENDO, NEXUS?
        A prescindere da questo e non solo, Non è un caso che a difendere spada tratta la precarizzazione sia principalmente la Lega Nord, Maroni , ricordi Maroni? Fu lui l’artista della manipolazione della legge Biagi, ricordi Calderoli? Fu lui l’artista che impose la legge porcata che inibiva l’espressione democratica delle rappresentanze…svegliati LUCANO

      • Andrea Says:

        Nexs rileggo il tuo commento e rimango ancora una volta BASITO..Il tuo pensiero è colmo di stupidaggini..come fai a sostenere che con il precariato è più facile trovare lavoro? Addirittura il precariato ti da la possibilità di cambiare lavoro se lo desideri…ROBA DA PAZZI…siamo tra i paesi col piu’ alto tasso di disoccupazione d’europa, specialmente quella giovanile e, nel sud le tre mafie sono il solo ammortizzatore sociale( parole testuali di Brunetta…..il tuo mentore)

      • Nexus Says:

        I tuoi commenti e convincimenti sono quelli di un uomo con la testa ancora saldamente radicata nell’unione sovietica.
        La flessibilità oggi è semplicemente il modo più facile di trovare lavoro in tantissimi paesi occidentali, di fare esperienza e di mollarlo se non piace o se si vuole cambiare. Conosco molta gente, miei coetanei, che devono tutto a questo tipo di contratti, e sono contentissimi così. Il tasso di disoccupazione giovanile è alto ? E’ vero, ma è anche vero che tra i 18 e i 25 anni si deve STUDIARE, sennò hai poco da lamentarti, …e certamente la laurea in scienze politiche o peggio in orientalistica non sono abbastanza !
        Certi precari mi ricordano i “disoccupati napoletani”, quel gruppetto organizzato di disoccupati da decenni che fa blitz e provocazioni in giro per la città. Non possono e non vogliono lavorare, sennò perderebbero il loro status di “disoccupati”. Certa gente è propensa al vittimismo e al martirio, io no, sono orgogliosamente uno che non si lamenta mai, e penso che la mia condizione dipenda solo esclusivamente da me stesso, non dagli altri, tanto meno dallo Stato, IL CUI COMPITO NON è TROVARE LAVORO ALLE GENTE. C’è la convinzione che lo Stato debba trovarti un lavoro consono al proprio livello di istruzione…assurdo !

      • Andrea Says:

        Nexus..mi pare di avertelo già detto..SEI UN BERLUSKONES…che è tutto dire..sei primitivo intriso di Castismo fino al midollo…non sai cosa dire se non hai davanti un interlocutore di sinistra, inciampi balbetti, arranchi cerchi di cavartela alla meno peggio, insomma soffri da morire senza un comunista che ti sta davanti…sei un BERLUSKONES, appunto. Cosa sarà di Te quando il nano non ci sarà piu’…ti riciclerai in che cosa? Nexisu sei un pensiero debole e perdente..vedrai vedrai…


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