Il PdL non è la DC

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Le ragioni del NO e dell’ASTENSIONE lasciate a pochi blogger, ed a Comitati poco organizzati e non sostenuti da alcun Partito della Maggioranza. Mentre il SI veniva spinto da tutta la macchina elettorale della Sinistra. Ma davvero nel PdL e nel Governo qualcuno credeva che sarebbe bastato dire “noi lasciamo libertà di voto ai nostri Elettori” per salvarsi dallo Tsunami che ha travolto non solo il Nucleare, ma anche il Governo?

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Ma perchè il PdL e la Lega Nord non hanno fatto Campagna Elettorale per il NO o per l’Astensione mentre a Sinistra si mobilitavano tutti i Partiti a riprova della politicizzazione di questo Referendum? Come sarebbero andate le cose con una Campagna Elettorale alla pari con il PdL e la Lega Nord mobilitate per l’Astensione, visto che addirittura un 4-5% di NO è emerso dallo spoglio soprattutto sul quesito del Nucleare e del Legittimo Impedimento? Diciamocelo, il PdL ha meritato di perdere ed il Governo merita di andare a casa, per palese incapacità a gestire ed a capire il Paese che pretende di guidare. Ma se noi, nel nostro piccolissimo, abbiamo capito l’importanza dell’appuntamento e ci siamo prodigati ben oltre le nostre possibilità, perchè la stessa cosa non l’hanno “sentita” i dirigenti del PdL e della Lega Nord o gli esponenti del Governo? Davvero qualcuno credeva che bastava schierarsi per la “libertà di scelta” per evitare questa catastrofe?

Signori, mettetevelo in testa: non siete come la DC, l’unico Partito della Storia della Repubblica italiana che poteva permettersi simili leggerezze. Non ne avete lo spessore, la cultura, la forza elettorale e soprattutto Politica. Non basta prendere le stesse percentuali (ed oramai, nemmeno quelle), non basta autodefinirsi “moderati” alla Casini. La Politica della Seconda Repubblica l’avete spiegata voi, l’ha intuita per primo un certo Berlusconi. Si tratta di stare sempre in campana, sempre pronti allo scontro (delle idee) e sempre attenti ai repentini cambiamenti d’umore dell’opinione pubblica per anticipare non solo l’avversario politico, ma direttamente il suo potenziale elettore.

Non si campa di rendita, non esistono più gli “zoccoli duri” di elettorato. Anche a Sinistra lo stanno, lentamente, cominciando a capire subendo l’iper-attivismo di Grillo e della anti-politica. Esiste solo un Paese a cui andavano spiegate le ragioni di un Voto per non lasciarlo in balia della disinformazione comica e francamente carica di ignoranza del SI. Poi, solo poi, si poteva dire “accettiamo il risultato delle Urne” perchè il Popolo è sempre Sovrano. Se il PdL ed il Governo non capiscono nemmeno più questo, beh, è ora di levare le tende…

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6 commenti su “Il PdL non è la DC”

  1. Nexus Says:

    Il PDL esce sconfitto, non avendo fatto campagna elettorale. Si sono visti ministri, sindaci, presidenti di regione del cdx andare a votare.
    Il PD ormai è sbugiardato, che non ci vengano a dire che sono riformisti e che vogliono le liberalizzazioni. Bersani prima di tutto.
    E FLI e UDC ? Come sono messi ? Hanno detto che sull’acqua avrebbero votato NO, ma in realtà sono andati a votare, sapendo di essere determinanti, solo per far raggiungere il quorum a favore del SI.

  2. Nexus Says:

    Per la precisione, a questo’ora, in base alle schede scrutinate fin’ora, nel quesito sul legittimo impedimento, NO+ASTENSIONE = 47.9%
    Il SI è al 52.1%.
    Sono andati al voto 27 milioni circa.


  3. Certamente, ma sempre di referendum si tratta, non di Elezioni politiche. Io, infatti, contesto che il PdL e la lega Nord non abbiano fattom alcuna Campagna Elettorale. Le cose sarebbero andae diversamente, o comunque in mnodo meno eclatante, se per il SI si fossero schierati PD,SEL, IDV e per l’Astensione PdL e Lega Nord e non solo La Torre Normanna e pochi altri sfigati…

  4. Andrea Says:

    Continuate a definire Grillo antipolitica….l’unico che ha un programma politico ( curioso, i comici hanno un programma i politici, no) qual’è il programma di Berlusconi? Sono 20 anni che ce lo chiediamo, escluso il suo anticomunismo senza comunismo, ovviamente.


    • Su questo di dò ragione: se in Italia solo un Comico (peraltro da me amatissimo dai tempi di “Te La dò Io l’America!”) ha un programma politico 8che io non condivido)…c’è da rimanere davvero basiti…

  5. Andrea Says:

    Al referendum è andato a votare il 57% degli italiani, cioè 29 milioni di cittadini. Una cifra sbalorditiva: nel 2008 la Casa delle Libertà vinse sì con il 45%, ma era il 45% del 77% del totale: una minoranza molto lontana dai 29 milioni che ieri sono andati alle urne.


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