Voglia di Quirinale…

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Lo scontro tra Berlusconi, Fini e D’Alema potrebbe essere dettato dalla voglia di Quirinale. Il primo per rivoluzionarlo, il secondo per imbalsamarlo ed il terzo per sfruttarlo. Molte delle ultime mosse, giuste e sbagliate, dei tre protagonisti della Politica italiana si spiegherebbero anche così…

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La battaglia per il Quirinale è già partita e stavolta non ci saranno le solite cariatidi novantenni in pole position ma nientedimeno che tre tra i principali leaders politici del momento. Tutti e tre in via di pensionamento, per la verità, ma tutti e tre ancora convinti di essere comunque i più adatti a ricoprire questo delicato incarico in tempi tanto importanti per il Paese e per il suo futuro. Oramai appare evidente che Berlusconi, Fini e D’Alema ambiscono ad essere i successori di Napolitano. 

Silvio Berlusconi sogna il Quirinale perchè gli darebbe comunque un ruolo pratico ed operativo ma distaccato dal Governo e dalla Politica di Partito. Ed anche perchè spera che l’antiberlusconismo più becero che non lo ha rispettato da Presidente del Consiglio o da Parlamentare della Repubblica si fermi almeno davanti alle porte del Colle. Il suo progetto è di spronare la Politica alle riforme da Presidente della Repubblica. Un pò alla Cossiga, insomma. Ha capito che potrebbe farlo solo una volta liberatosi degli assilli giudiziari. Ecco spiegata anche l’offensiva in Tribunale per liberasi in tempo da ogni sospetto sulla sua persona.

Gianfranco Fini sogna il Colle perchè fondamentalmente è un uomo di Palazzo. E’ un uomo delle Istituzioni, nel senso che ne ha sempre fisicamente fatto parte. La sua logica è piuttosto quella alla Scalfaro, e cioè la figura di un Presidente apparentemente austero e moralmente integerrimo, in realtà con molti scheletri nell’armadio, e soprattutto terribilmente avverso a qualsiasi forma di cambiamento. Un rigido custode dello status quo soprattutto della Casta, AnM in testa.

Massimo D’Alema è quello che ci lavora da più tempo. La sua candidatura sfumò per poco proprio nel 2006. E’ stato il primo Premier ex-comunista, voleva tanto essere anche il primo Presidente della Repubblica ex-comunista ma gli fu preferito Napolitano. Ma rimane il suo sogno. Un misto tra Napolitano e Ciampi. Intelligente ed autorevole, ma soprattutto attento agli interessi politici della propria parte.

Ecco perchè tutti e tre si stanno lentamente allontanando dalla politica dei rispettivi partiti. Diverse però le strategie. Berlusconi ha capito che solo dimostrando di avere un largo consenso popolare potrà costringere il Palazzo, la Politica di Professione ad eleggerlo. E sarà un’impresa difficilissima, ma in Parlamento c’è sempre Casini che potrebbe essere interessato ad uno scambio. Invece Fini crea e distrugge partiti nel giro di pochi mesi perchè fondamentalmente per lui Fli è solo l’ultimo taxi verso il Quirinale, del resto poco gli importa degli illusi Bocchino o Granata, o della Destra. Infatti cerca simpatie a Sinistra, e soprattutto in Parlamento e nel Palazzo, non nel Paese. Ecco perchè D’Alema da tempo ha rinunciato ad essere protagonista, ma mai a ritirarsi, anzi. Continua ad essere il manovratore (un pò imbranato, ultimamente) delle trame che reggono il PD e quel che resta della Sinistra italiana. Forse millanta un potere che non ha più, ma intanto in molti ancora lo temono. E questo gli servirà nel 2013…

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3 commenti su “Voglia di Quirinale…”

  1. lilipi Says:

    Se non sbaglio il mandato di Napolitano scade tra due anni;quindi certe discussioni mi sembrano premature e potrebbero autorizzare il Presidente a fare gli scongiuri.Inoltre sono un’ulteriore dimostrazione che la politica non è servizio al Paese ma soddisfacimento di ambizioni personali. E questo è gravissimo di fronte ai problemi della situazione socio-economica attuale.Personalmente,per motivi diversi, mi auguro che nessuno dei tre politici nominati diventi Presidente,perchè ritengo che questa carica debba andare ad una personalità eminente, equilibrata,che sia al di sopra delle parti e che possa ottenere la stima di tutti,in patria e all’estero,così come Napolitano,ad onta della sua provenienza politica

  2. Nexus Says:

    BERLUSCONI. Ufficialmente ha sempre negato il suo interesse per il colle, facendo il nome di G.Letta. In fondo a lui piacerebbe ma non credo ne farà una grande battaglia, con questa legge elettorale il senato non ha maggioranza assoluta perchè il 3° polo è determinante. Certo lo scambio Casini a governo e Berlusconi al colle sarebbe possibile in caso il cdx vinca alla camera, dove il premio di maggioranza è su base nazionale e quindi basta 1 voto in più per avere una larga maggioranza.

    FINI. Non diventerà mai ne presidente del consiglio ne presidente della repubblica, sarà già molto se riuscirà ad entrare in parlamento superando il 4%. Secondo me si è rovinato, e non si è ancora capito bene il perchè.

    D’ALEMA. A lui si che piacerebbe tanto ! Ma per il 2013 non credo, due comunisti laici consecutivi non credo che verrebbero accettati.

    Secondo me PISANU si sta facendo la campagna elettorale per diventare il nuovo presidente della Repubblica. E’ del centro destra ma non un ultras, è stimato da molti a sinistra ed è cattolico.

    • Andrea Says:

      Berlusconi due conti se l’è già fatti; la presidenza della repubblica gli permetterebbe di sfuggire in modo definitivo dai processi a suo carico..cattolico non cattolico, son balle da Sala Biliardo.


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