Quando Carlà era contenta di non essere più italiana…

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Disgustata dalle battute del Premier e dall’ondata di razzismo, a suo dire, che si respirava in Italia, Carlà vantava la sua nuova vita in un Paese aperto, multiculturale e libero come la Francia…

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Il Governo Berlusconi si era insediato da poco e prendeva il via una nuova fase di Governo che prevedeva una linea molto dura riguardo all’Immigrazione Clandestina. In pratica anche l’Italia faceva i respingimenti ed i rimpatri come tutti gli altri Paesi europei. In Europa si cominciò a parlare di una nuova ondata “neofascista” o “razzista” nel nostro Paese. Già all’epoca avemmo molto da ridire, appunto perchè l’Italia non faceva altro che fare quello che facevano tutti. Ma tant’è, questa era ed è la UE.

In quell’occasione intervenne la moglie di Sarkozy per denigrare le sue origini italiane e per vantare la sua nuova nazionalità francese…

“…i francesi hanno votato per il figlio di immigrato ungherese, il cui padre ha un accento, la cui madre è di origine ebrea; e ha sempre rivendicato di essere un po’ un francese venuto da altrove. E anch’io non corrispondo al profilo di première dame: sono un artista, nata italiana!”

Insomma, evviva la Francia, modello di Stato libero, moderno, multiculturale e soprattutto aperto e non razzista dove il figlio di un immigrato diventa Presidente. Oggi la situazione è un pò diversa. Nei salottini parigini si ospitano con riguardo molti terroristi ma non si gradisce la presenza di pezzenti nordafricani. La Francia distrugge quel poco di credibilità che rimaneva della UE e della NATO ed in più celebra la fine del Trattato di Shengen. E’ perfetta la figurina di Carlà, tipica intellettuale di Sinistra de noantri, in questo festival dell’ipocrisia…

Aspettiamo con ansia una nuova intervista della Signora Sarkozy riguardo alla posizione presa dal Governo francese sugli immigrati clandestini tunisini che a migliaia sbarcano sulle nostre coste chiedendo, appunto, non di rimanere nella squallida e provinciale Italia ma di poter emigrare, come lei e come il padre del  marito, nella libera e solidale Francia…

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2 commenti su “Quando Carlà era contenta di non essere più italiana…”

  1. andrea Says:

    Le BR nacquero a Parigi in ambienti diplomatici …eppure c’è gente come tal STRACQUADANIO che ochetto come pochi continua ad associare le BR la partito comunista italiano…UN IDIOTA in forza al partito di GOMORRA


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