Shooting Gheddafi

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Gheddafi come Mussolini, gli “alleati” come i partigiani comunisti: uccidere il Dittatore per sfaldare le sue milizie ed evitare imbarazzanti rivelazioni. La Coalizione dei sedicenti “alleati” costretta a puntare sulla morte di Gheddafi per risolvere velocemente la Guerra. Ma snidare la serpe del deserto non sarà facile. Ancora una volta vince l’ipocrisia Occidentale, quando si colpiscono i bunker del Colonnello e senza senso del ridicolo si dice che non era lui l’obiettivo…

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Oramai nessuno può tirarsi indietro, le uova sono state rotte e la frittata va fatta anche velocemente. Ancora qualche giorno e se le forze del Rais libico non si sfalderanno, se le tribù della Tripolitania e del Fezzan non abbandoneranno Muammar in Libia si rischia grosso. A questo punto appare chiaro che una soluzione possibile, anzi, forse l’unica soluzione, è l’eliminazione fisica di Gheddafi per gettare nello sconforto le sue truppe. Ieri sera è stato colpito il suo bunker, ma senza una guida certa e senza senso del ridicolo la Coalizione si è affrettata a dire che non era Muammar l’obbiettivo del missile. Oramai conviene giocare a carte scoperte.

Ci spiace per il Colonnello, ma sarà lui, molto probabilmente, a fare la fine di Mussolini. Non solo per la ragione esposta poco sopra: senza la sua guida, anche carismatica, le sue milizie forse si sfalderanno più velocemente, ma anche per la stessa ragione per cui il dittatore italiano fu “giustiziato” in fretta e furia da una banda di partigiani comunisti. Evitare che il Duce, davanti ad un Tribunale del CLN, potesse salutare suoi vecchi amici o ex-convinti camerati, per l’occasione presentatisi con le insegne di qualche movimento antifascista. Oggi come allora. Davvero pensate che gli “alleati” concedano al Rais il palcoscenico di un Tribunale Internazionale? Per raccontare cosa? Tutti i rapporti, anche personali, che ha intrecciato con tutti i Leaders europei ed americani negli ultimi quindici anni? Sarkozy ed Obama compresi. Cameron di meno, ma basterebbe citare Blair o Brown. E L’Unità o Rai3 farebbero comunque fatica a censurare le rivelazioni su “suo fratello Romano Prodi” o sulle visite del compagno della Internazionale Socialista D’Alema. A quel punto il baciamano risulterebbe solo poco più che una sciocchezza. No, meglio farlo fuori. A questo punto conviene a tutti, poi si vedrà.

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One Comment su “Shooting Gheddafi”

  1. andrea Says:

    Tu ancora pensi e ti esprimi come prima della caduta del muro Berlino. Usi sempre gli stessi termini di allora Comunista, Mussolini, fascisti antiamericani pacifisti a senso alterno, reazionario ecc ..rischi di ripetere la stessa esperienza dell’ultimo giapponese in trincea. Affermare che d’alema è un comunista e che la sinistra bla bla bla…fa sorgere il dubbio che per rimanere di destra ci deve essere per forza una sinistra. Tempo perso caro, la politica oggi è altra cosa, adesso è il “programma” il carattere distintivo tra una coalizione e l’altra…Prodi come Berlusconi, D’alema come cicchitto Veltroni come gasparri. Eresia? Leggiti i programmi e osserva i comportamenti degli uni e degli altri..se manca la maggioranza al premier interviene l’opposizione fornendogli propri uomini, se uno dell’opposizione ha problemi con i giudici, la maggioranza lo salva con la NON autorizzazione a procedere Svegliati, i partiti di destra e di sinistra son morti nel 1993 con la 1 repubblica, oggi fanno buisnees con le concessioni pubbliche ai privati (confindustria)…altro che impegno pacifista, bisogna lavorare per i potentati, non c’è tempo per le chiacchiere, tanto agli italiani non gliene frega un tubo di nulla ..ognuno ha quel che si merita


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