Ieri gli scud, oggi gli immigrati, domani i kamikaze?

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Il Colonnello, o chi verrà dopo di lui, potrebbe riprendere la Guerra all’Occidente con le armi di sempre. Sono passati tanti anni dall’attacco a Lampedusa con i missili Scud. Oggi, come promesso, migliaia di disperati approdano alle coste italiane. Domani potrebbe trattarsi di kamikaze islamici…

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Sono passati oramai tantissimi anni dall’attacco libico all’Italia. Gli aerei americani avevano bombardato Tripoli e Bengasi. Come risposta due missili Scud furono lanciati dall’esercito del Colonnello contro l’isola di Lampedusa e fortunatamente mancarono il bersaglio. Anche allora ci furono polemiche e dibattiti con una Sinistra italiana, è bene ricordarlo, assolutamente schierata su posizioni antiamericane e pro-libiche. Si vocifera anche di una telefonata partita dal Governo italiano per avvisare il Rais dell’imminente attacco, permettendogli di mettersi in salvo, ma forse è solo una leggenda.

Oggi siamo di nuovo in guerra con la Libia, ma quanta acqua, anzi quanto petrolio, è passato sotto i ponti. La Sinistra italiana ha messo l’elmetto e plaude ai raid aerei. Sarà che c’è Obama, sarà che sognano che al posto di Gheddafi ci sia Berlusconi, sarà che oramai si sono auto-condannati ad essere delle contraddizioni viventi, ma di bandiere arcobaleno non se ne vedono. Nel Centro-Destra crescono i malumori. Perchè proprio adesso? Perchè proprio la Libia? Perchè la Francia? Sarà, ma di umanitario e di tanto urgente noi vediamo solo la situazione a Lampedusa. Tutto il Magrheb è in rivolta e tutto il mondo arabo è in subbuglio. Guarda caso, dicono anche i russi, la Lega Araba e la Turchia, l’Europa si preoccupa della Cirenaica.

Intanto partono non gli scud, ma i più lenti e precisi barconi carichi di disperati. Gheddafi lo aveva detto: le mie armi saranno queste. E sono armi che fanno paura perchè a meno di non essere francesi o spagnoli, in qualche modo appare terribile per noi italiani dover respingere dei poveri disperati. Ma da soli non ce la possiamo fare, quindi la baldanza neocolonialista di Francia e Gran Bretagna, prima o poi, dovrà fare i conti con questa emergenza. Ma non è nemmeno questo il problema più grave.

L’aver reagito in ritardo e soprattutto senza strategia comune adesso pone l’Europa in una posizione di finto vantaggio con una guida transalpina che non è Napoleone ma solo una sua controfigura. Ieri gli scud, oggi gli immigrati, domani i kamikaze islamici, perchè aver scaricato in tutta fretta dei dittatori con cui si sono fatti affari e si sono strette amicizie fino a poche settimane fa ha lasciato campo libero agli estremisti islamici, non solo in Egitto e Tunisia, ma, sospettiamo, anche in Libia. Il pericolo esiste ed è concretissimo perchè, a differenza di Sarkozy, i fondamentalisti islamici non hanno fretta. Lentamente prenderanno una fetta di potere in questi Paesi e lentamente inizieranno la loro opera di indottrinamento e di guerriglia. Ricordatevi di Komehini, il vero padre spirituale di Bin laden. Oggi è più vivo che mai, ed è vittorioso, perchè i suoi figli ed i suoi nipoti hanno sempre una possibilità di emergere a causa delle divisioni e dell’ingordigia di potere della vecchia Europa…

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