Tripoli, bel suol d’amore…


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E’ Guerra, ma della Total e della BP all’Eni. Il resto sono sciocchezze. Non si chiama Dittatore chi fino al giorno prima si è vezzeggiato e corteggiato. Tutti, nessuno escluso. Se è guerra, che guerra sia: l’Italia non si tiri indietro e difenda i suoi legittimi interessi contro gli ipocriti francesi ed inglesi che dietro la buffonata dell’Onu e della UE vogliono loro prendersi il Petrolio e a noi rifilare gli immigrati…
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E’ Guerra sia. Che l’Italia si risvegli dalle patetiche ed anti-leghiste celebrazioni del 150° aniversario officiate da un ex fascista e da un ex comunista, che all’Italia non hanno mai creduto, e ricominci a parlare di cose serie. In Libia c’è la nostra Energia, e gli altri, mentre noi litighiamo, se la stanno prendendo.

Se il Presidente della Repubblica è Napolitano e quello della Camera è Fini, già partiamo male: due persone più concentrate su se stesse che sugli interessi dell’Italia. Due persone più concentrate sul loro passato da sdoganare nel presente che alle esigenze immediate del Paese. Basta, la loro retorica risulta insopportabile ed inutile. La bolletta non diminuisce per le ovvietà che sparano ad ogni appuntamento Istituzionale.

Piuttosto è iniziata una nuova Guerra Colonialista in Libia, fatta dalla BP e dalla Total ai danni dell’Eni. Questa è la vera notizia di oggi. Per adesso facciamo finta di bombardare in comune il nostro ex-amico beduino. La vera Guerra inizierà subito dopo la sua morte. Bisognerà a quel punto decidere da che parte stare. Romano Prodi, ad esempio, è un consulente della BP…

 


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