Quando la Francia amava i Dittatori

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I più strenui difensori di Saddam Hussein oggi sono diventati i più intransigenti nemici di Gheddafi. I più grandi amici di Ben Alì si schierano senza se e senza ma dalla parte della “gente”. E sono pronti a bombardare, per motivi umanitari, la Libia. Facile fare gli eroi quando gli interessi in gioco non sono i propri. Ridicolo chiamare ancora in causa la UE o l’ONU, due carrozzoni tanto inutili quanto ipocriti…

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C’era una volta la Francia, che nel 1994, con uno Chirac appena eletto, riprendeva gli esperimenti militari nucleari nel Pacifico. C’erano già allora i “pacifisti”, cioè i comunisti italioti che di volta in volta trovano un travestimento diverso a seconda dei tempi per portare avanti la loro causa. C’era Gianna Nannini che si puliva il naso con la bandiera francese durante una manifestazione davanti all’Ambasciata francese a Roma. C’era tutto il bel mondo Radical-Chic scandalizzato per questa oscena decisione dei galli.

Sei anni più tardi c’era sempre la stessa Francia, lo stesso Chirac, e c’era Saddam Hussein. Nemmeno l’11 Settembre convinse i francesi che togliere di mezzo il Dittatore più sanguinario del Medio Oriente era comunque una scelta da condividere. Senza se e senza ma la Francia si schierò contro la guerra e contro Bush. Di nuovo manifestazioni davanti all’Ambasciata francese degli stessi “pacifisti” di qualche anno prima ma stavolta per esaltare lo stato transalpino la cui bandiera veniva portata orgogliosamente in giro per le strade come simbolo di pace.

C’è la Francia di oggi, con Ben Alì declassato da amico a dittatore, e con Gheddafi promosso a criminale internazionale. Sullo sfondo sempre e solo i loro interessi politici ed economici. Libertè, Egalitè, Petroliè. Pronti a sganciare le bombe per motivi umanitari. Così dicono. Sembrano Bush. Noi invece continuiamo a sostenere che in un momento così difficile, per cui è già un sacrificio ed un atto di fede fidarsi dell’Italia e del nostro Governo, perchè dobbiamo continuare a fidarci della UE, dell’ONU e soprattutto della Francia? Facile fare i paladini della libertà a convenienza, facile convincere le bocche buone della nostra provincialissima Sinistra. Facile ospitare i terroristi ed espellere (in Italia) i tunisini. Facile giocare a  fare la superpotenza quando a rischiare economicamente e socialmente è l’Italia.

Si è perso troppo tempo, ci si è fidati delle schiocchezze di Al Jazeera, si è messa in piazza tutta la nostri ipocrisia. Adesso andare a bombardare Gheddafi è solo un tentativo disperato di salvare una situazione dove l’Occidente tutto ha fatto una colossale figuraccia diplomatica e politica. L’intervento militare o è totale, quindi con truppe di terra, o non farà altro che aumentare la confusione e la cattiveria del regime del Colonnello. La UE e gli USA hanno perso credibilità, paradossalmente ha fatto bene l’Italia a stare in silenzio per non peggiorare la situazione. Ma adesso lasciare l’iniziativa ai francesi è l’ultimo atto del suicidio politico dell’Europa…

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2 commenti su “Quando la Francia amava i Dittatori”

  1. Nexus Says:

    La Russa offre basi e raid aerei.
    Che l’Italia abbia avuto qualcosa in cambio dell’intervento ? In ogni caso la no-fly zone non sposta Gheddafi, dunque cosa mai possiamo guadagnarci se lui continua a governare ?
    Bersani: “siamo d’accordo con i raid aerei” ! Cavolo, sono diventati interventisti !!! Ma non avevano detto che erano pacifisti, mai bombe e banalità del genere ? La nostra flotta è mediocre, quando il governo voleva comprare gli strepitosi F-35 Lightining II, la sinistra si è opposta dicendo che erano aerei per guerre, e che l’Italia non ne deve partecipare ! E il famoso articolo 11 della Costituzione che la sinistra ripeteva fino alla noia (male interpretandolo) ??
    E Vendola cosa farà a questo punto ? Rimane pacifista o si mette l’elmetto ?

  2. Nexus Says:

    Bersani: “A buon ora !” Riferendosi alla risoluzioni ONU.
    Se ci fosse lui a capo dell’ ONU sarebbe avvenuto tutto più presto…
    Adesso aspetto che si prendano le stesse misure contro il Bahrain e Yemen. O li i civili non contano ? O la smettiamo di prenderci in giro e di far finta di non capire i motivi dell’intervento in Libia ?
    Scherzi a parte, dal momento che ci saranno i bombardamenti, l’Italia deve fare ciò che va più incontro ai propri interessi, in qualsiasi modo.


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