Quando il PD votava a favore di Gheddafi (ma con stile)

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E’ una questione “di stile”, non di Dittatore. Il Trattato di Amicizia Italo-Libico fu ratificato dal Parlamento il 3 Febbraio 2009 con il Voto Favorevole del PD. Allora in Aula prese la parola il Deputato Massimo D’Alema per difendere questo accordo e per criticare i pochissimi Parlamentari che a Sinistra avevano qualche dubbio. Oggi ci fanno sapere che avrebbero fatto tutto quello che ha fatto Berlusconi, ma con uno stile diverso…

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Oggi il PD in piazza contro Gheddafi. Ieri votava a favore del Colonnello. Anzi, in Aula durante il Voto di ratifica del Trattato di Amicizia Italo-Libico l’ Onorevole Massimo D’Alema rivendicava con forza il ruolo decisivo svolto dai Governi di Centro-Sinistra per arrivare a quel traguardo così importante. Oggi sia lui che Prodi fanno spallucce fidandosi della scarsa memoria di cui sono dotati i loro elettori. Durante il suo discorso alla Camera, infatti, ricordava a tutti che…

“Tale Trattato tra l’Italia e la Libia è il punto d’arrivo di una vicenda molto lunga e molto significativa per la politica estera italiana, che ha impegnato – nell’arco oramai di quasi un quindicennio – diversi Governi del Paese. All’inizio degli anni Novanta, come molti ricorderanno, la Libia era un Paese isolato nella comunità internazionale, colpito da sanzioni da parte delle Nazioni Unite ed era considerato un pericolo per la sicurezza e la stabilità nel Mediterraneo. Fu in quella fase che l’Italia avvertì anche una speciale responsabilità verso la Libia. Oggi la Libia è un Paese che ha normali relazioni diplomatiche e intense relazioni economiche con tutti i Paesi europei e con gli Stati Uniti d’America. Non abbiamo mai considerato il regime interno dei Paesi con i quali stipuliamo trattati come una pregiudiziale ad essi: se così fosse, dovremmo cancellare una montagna di trattati. Il trattato in oggetto corrisponde agli interessi del nostro Paese. Ma non ratificarlo, dopo quindici anni di lavoro e dopo negoziati che hanno impegnato cinque Governi, rappresenterebbe un drammatico errore nonché un gesto incomprensibile non solo per i libici, ma anche per la comunità internazionale. “

Insomma tutto normale, a parte le solite stoccate al Governo e le solite raccomandazioni per i “diritti umani”, cose che poi chiedevano ipocritamente un pò tutti, anche nel PdL. Ma poi, vista l’importanza economica dell’accordo, tutti zitti e mosca, si vota e si contano i soldi.

Oggi sia Romano Prodi che Massimo D’Alema sono impegnati a dire che loro sono diversi dal Cavaliere, non perchè, appunto avrebbero firmato accordi diversi, ma perchè lo avrebbero fatto in modo diverso. In soldoni, anche loro hanno rapporti con i Dittatori, anche loro erano amici di Gheddafi, ma con uno stile diverso, da salotto Radical-Chic, mica da baciamano e parata dei Carabinieri nello stile pacchiano di Berlusconi. Vuoi mettere? Abbiamo scoperto anche questo. Tutti possono avere rapporti affettuosi con i Dittatori del Mondo, a patto che lo facciano con stile ed eleganza. Questa l’ennesima lezione di Politica Estera dei due esponenti del Centro-Sinistra italiano. Andate in piazza voi che a noi viene un pò da ridere…

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4 commenti su “Quando il PD votava a favore di Gheddafi (ma con stile)”

  1. Nexus Says:

    Gheddafi: i giovani manifestanti sono drogati da Bin Laden.

    Fini: chi lascia Fli è allucinato da Berlusconi.

    24 gennaio 2011

  2. Nexus Says:

    L’ipocrisia di larga parte della classe politica e dei commentatori italiani è insopportabile.
    Ma a quanto pare anche in Francia non scherzano, ho letto delle dichiarazioni di Juppé, ministro della difesa francese, che è costretto anche lui a “difendersi” dalle accuse di amicizia con dittatori nord-africani. Juppè ha detto che che la Francia non ha nulla da rimproverarsi rispetto al regime della Libia. Dice: “Oggi questa moda che consiste nel puntare il dito sulla diplomazia francese ad ogni occasione è inaccettabile”. “Ci sono stati degli errori, ma collettivi. Qual è il Paese europeo che ha preso sulla Tunisia, l’Egitto e la Libia delle posizioni anticipatrici particolarmente illuminate? Nessuno. E nemmeno gli Stati Uniti”, ha tagliato corto Juppè.
    30 diplomatici francesi si sono “ammutinati” in queste ore, ma naturalmente in forma anonima, criticando la politica estera di Sarkozy in nord Africa ma anche in sud america.
    I “magnifici 30″ sarebbero manovrati da De Villepin, ex ministro degli esteri francese…”il Fini di Francia” si potrebbe dire, anche se lui non ha sfasciato il partito per tentare un’alleanza con la sinistra…
    Il fatto è che finché la tavola è imbandita si abbuffano tutti, poi dopo qualcuno dice che il cibo era schifoso !

  3. Fort Says:

    Beh, non sono mica dei zoticoni ignoranti come i berlusconiani!!
    E’ gente fine, perbacco!! Anzi, sottile.


I commenti sono chiusi.


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