Inchini, baciamano e terroristi in libertà…

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La Politica estera non è roba per tutti. Soprattutto è materia per gente con le spalle larghe e lo stomaco forte. In questi giorni in Italia prevale la sterile polemica antiberlusconiana che lascia però intravedere la faccia tosta e l’impreparazione di chi la propina…

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Episodio numero uno. Durante un incontro internazionale importantissimo e con tutti i principali Leaders mondiali presenti l’uomo più potente del Mondo, il Presidente degli Stati Uniti d’America “fa l’inchino” al Re dell’Arabia Saudita. Umiliazione? Forse. Gaffe internazionale? Può darsi. Tanti sberleffi in Patria. Vantaggi conseguiti. Tanti. Basi Militari USA in Arabia, accordi commerciali, vantaggi strategici per il suo Paese.

Episodio numero due. Durante un incontro internazionale tra Italia e Libia il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si lascia scappare un troppo confidenziale “baciamano” verso il Colonnello Muammar Gheddafi. Gaffe? Sicuramente. Umiliazione? Può darsi. Sberleffi assicurati. Vantaggi conseguiti. Tantissimi. Forniture di Energia a prezzo conveniente, commesse miliardarie per le imprese italiane in Libia, cessazione degli sbarchi di clandestini sulle nostre coste.

Episodio numero tre. E qua c’è poco da scherzare. Esponenti del Governo della Gran Bretagna si recano il Libia. Si tratta per il rilascio del terrorista condannato all’Ergastolo per la strage di Lockerbie, Abdelbaset Ali al Megrahi. La stampa britannica definisce il rilascio  una “umiliazione” del governo britannico. L’inglese BP ottiene importanti concessioni petrolifere da Gheddafi. Il terrorista è accolto in Libia come un eroe nazionale. Gran Bretagna e parenti delle vittime umiliati. Altro che hostess e baciamano…

Sono solo alcuni degli episodi più recenti che hanno caratterizzato la Politica Estera di tutti gli Stati Occidentali. La Realpolitik di cui tutti negano l’esistenza, è ancora la regina incontrastata dei rapporti internazionali. Un leader spesso è costretto ad azioni a volte sconvenienti per proteggere e salvaguardare gli interessi nazionali. Funziona così, il resto sono solo belle chiacchiere e belle parole per Ballarò e per i comizi in piazza “a favore del popolo libico” e cazzate varie. Che Casini eviti di dire le sciocchezze che sta dicendo in queste ore e ricordi gli insegnamenti su questo argomento della DC.

C’è anche un’altra categoria di Politici. Quelli dalla Faccia di Bronzo. Quelli che poi fanno finta di non essersi mai comportati così quando toccava a loro. A Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, toccò il compito di iniziare l’ultima fase dello sdoganamento ufficiale di Muammar Gheddafi in Europa. L’incontro fu talmente cordiale e confidenziale che il Colonnello così chiosò

“Voglio esprimere la mia gratitudine a mio fratello Romano”

Ed il Professore per non essere da meno concluse…

“Oggi è un grande giorno per l’Europa”

Oggi nega tutto. Faccia di Bronzo come poche, visto e considerato che furono proprio i Governi Prodi, D’Alema ed Amato negli anni ’90 ad iniziare il processo di riabilitazione per il Colonnello, un terrorista per gli USA ma un partner commerciale troppo importante per l’Italia. Che oggi questi ipocriti pretendano di dare lezioni è davvero comico. Comunque, Realpolitik, perchè finalizzata alla protezione degli interessi nazionali. La differenza tra il Cavaliere e loro è che l’attuale Premier ha portato a casa qualche risultato, loro pochini.

Già, qualche risultato. E che dire dell’altra categoria di politici, quelli che oltre ad essere delle facce di bronzo sono anche inutili? Ci riferiamo a Massimo D’Alema che da Premier e Ministro degli Esteri si è sempre distinto per gaffes e situazioni che hanno portato discredito all’Italia e tensioni con altri alleati. Come non ricordare il Caso Ocalan che portò quasi alla rottura delle relazioni diplomatiche con la Turchia? O come il Caso Hezbollah che ci portò ad una aspra tensione con Israele e con gli USA? La differenza con le situazioni precedenti? Facile. L’Italia non aveva nulla, ma proprio nulla da guadagnarci…Realpolitik, appunto, per chi ne capisce.

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