In Libia oramai è Guerra Civile e l’Occidente ha perso l’ennesima occasione per contare qualcosa…

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Un Continente che privilegia la Retorica invece che il Pragmatismo è destinato al declino. Fino ad ieri tutti erano amici di Ben Ali, Mubarak e Gheddafi. Oggi tutti fanno a gara a fare finta di non conoscerli. Coprendosi solo di ridicolo. Ed esponendo i loro Paesi al pericolo…

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Prendiamo il caso paradigmatico dell’Italia, cioè il Paese che più rischia di fronte al collasso del Nord Africa. Tutti i nostri sedicenti Leaders politici di maggioranza ed Opposizione, stanno recitando la parte che più li qualifica e li accomuna: quella degli Ipocriti. Non è una novità. Vediamo perchè è proprio l’Italia che doveva invece parlare la lingua del Pragmatismo rivolgendosi a questa inutile e dannosa Europa di burocrati tanto inconcludenti  quanto ipocriti e codardi.

Il Paese che più è esposto a tutte le incognite che riguardano la Sicurezza è proprio il nostro. Sia per quanto riguarda la ovvia nuova ondata di Immigrazione Clandestina che si preannuncia Epocale, sia per quanto riguarda l’infiltrazione di Terroristi. Noi siamo in prima linea. Gli altri per un pò di tempo faranno finta di niente, magari accusandoci di “razzismo” se non accettiamo, noi, non loro che devono salvaguardare il loro Turismo,  le nuove ondate di disperati che stanno per abbattersi sulle nostre coste. Una scena già vista. Una scena che ci fa da sempre dubitare della reale utilità dell’ “Europa” con la cui retorica da quattro soldi ci hanno rotto le scatole dalle Elementari fino ad oggi e di cui ne abbiamo veramente le scatole piene.

Il Paese che più avrà ripercussioni economiche di fronte a questo disastro è il nostro, che è il maggior Partner commerciale della Libia, ma anche uno dei più importanti della Tunisia e dell’Egitto. Sono le nostre imprese ed i nostri lavoratori a rischiare commesse e posti di lavoro. Anche qui con non poche risatine dei nostri “amici” europei che ancora non ci hanno perdonato il nostro attivismo imprenditoriale in Nord Africa e per questo hanno fatto vergognosamente finta che loro con questi Dittatori non hanno mai avuto molto a che farci. Al massimo, oggi dicono, era un amico di Berlusconi. E noi saremmo i voltagabbana?

Si fa un gran parlare di Interesse Nazionale, di Patria proprio in questi giorni. Quante belle e vuote parole. Sembrano il Testo di Vecchioni. Buono per vincere il Festival e per fare da colonna sonora alla prossima buffonata del Popolo Viola o magari per attaccare la Lega Nord. Ma il vero Interesse Nazionale, oggi, era di far valere in ogni Sede il Pragmatismo che per decenni ha sostenuto questi stessi Dittatori che adesso vengono con tanta faciloneria abbandonati dalla sedicente Comunità Internazionale. Tutti i Paesi, nessuno escluso, ha fatto affari con questi scomodi personaggi. Perchè oggi tutti si stanno girando dall’altra parte?

Semplice, perchè il nostro Continente è privo di grandi Statisti. Siamo inflazionati di sedicenti Leaders politici, eterne future promesse oramai tutti o già vecchi o giovani nati vecchi. Nel Mondo si sente la mancanza di gente come George W. Bush, un Presidente capace di sfidare luoghi comuni, salottini politicamente corretti, l’impopolarità presso masse di gente indottrinata dai vari Assange, eroi del luogocomunismo ipocrita ed impreparato, buono si e no per aprire al massimo un Gruppo su facebook. Oggi abbiamo il Presidente nero, democratico e giusto a prescindere che però ha paura a prendere decisioni se i suoi fans su Twitter non sono d’accordo. Bella roba.

Oggi l’Italia doveva essere promotrice di una Politica Estera Europea aggressiva e spregiudicata e sopratutto attenta agli interessi nazionali e continentali. Si alla transizione, ma “morbida”, controllata, evitando di legittimare le piazze piene di fondamentalisti e di gente disperata pronta a seguire il primo Masaniello, ma con bomba atomica, di turno. Aiutare i leaders amici dell’Occidente, anche se poco presentabili, ad uscire di scena in breve tempo ma con la situazione sotto controllo. Evitare di chiamare “Dittatori da strapazzo” gente di cui si è perfino stati ospiti a Sharm el-Sheik. E soprattutto evitare le frasi da Sanremo: “Noi siamo con la gente, condanniamo le violenze”, come se negli ultimi vent’anni non ce ne fossero state! Come se tutti i Paesi europei non sapevano cosa accadeva giornalmente in Egitto, Libia e Tunisia. Una vomitevole prova di codardia indegna dei sedicenti grandi Statisti che tanto affollano il vecchio Continente, e purtroppo anche il Nuovo.

Ma tant’è. Anche in questo caso prevale il buonismo suicida dell’Occidente, che però si guarda bene dal condannare le violenze in Iran, o di schierarsi da quelle parti, oggi come due anni fa, dalla parte dei “rivoltosi”, almeno fin quando il Regime, un Vero Regime, sarà saldamente al comando…ed Israele ringrazia il nostro coraggio…

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3 commenti su “In Libia oramai è Guerra Civile e l’Occidente ha perso l’ennesima occasione per contare qualcosa…”

  1. Frank77 Says:

    Si sente la mancanza di Bush è la battuta dell’anno 😀


  2. Che vergogna…inutile pure guardare un coglione simile…

  3. nexus Says:

    Ho messo per sbaglio l’ “infedele”, c’era Lerner che parlava di “caduta dei tiranni”, e naturalmente oltre che di Gheddafi si parlava di….. ? indovinate un pò: non è troppo alto, racconta barzellette e addirittura gli piacciono le donne !
    Postribolo televisivo !


I commenti sono chiusi.


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