Basta ipocrisie, la UE aiuti Gheddafi

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In questi giorni viene a galla tutta l’impreparazione e la pochezza politica della UE e degli USA rispetto a quanto sta accadendo nel mondo arabo. Fare finta di stare dalla parte degli insorti significa consegnare i Paesi arabi ad Al Quaeda ed aprire la strada ad un esodo di disperati verso le coste italiane ed europee. E non possiamo permettercelo…

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E’ disarmate vedere con quanta indifferenza l’Europa e gli Stati Uniti hanno fatto finta di non conoscere Ben Ali e Mubarak abbandonandoli al loro destino. E’ assolutamente ridicolo vedere Leaders politici europei ed americani, ma anche giornalisti ed intellettuali, schierarsi senza se e senza ma con “la gente” che insorge. Dopo essere tornati da una vacanza a Sharm el-Sheik o al Club Med in Tunisia. Noi non siamo mai stati ipocriti e non cominceremo adesso, come fanno in tanti. La verità è che i dittatori più o meno autoritari che hanno governato tutti i Paesi arabi negli ultimi trent’anni sono stati sempre molto utili all’Occidente. La Realpolitik del mondo libero nei confronti dei vari colonneli, generali e sovrani è servita da un lato a garantire una relativa Pace in Medio Oriente e la sopravvivenza stessa di Israele, e dall’altro a salvaguardare i nostri interessi economici. Tutti, senza esclusione, hanno approvato questa linea politica. Tutti, senza esclusione, hanno fatto grandi affari in questi Paesi.

Si chiama pragmatismo, ed a ben guardare, non è tutto questo male, a patto di ragionare, appunto, come degli stastisti, come dei politici e non come dei romantici ed idealisti utenti di facebook. Anche se chiedere questo alla attuale classe dirigente occidentale è abbastanza difficile. Andiamo per ordine.

Nel Mondo ci sono pochi Paesi realmente democratici. Gli altri si dividono in Paesi sulla strada della Democrazia, che noi abbiamo l’obbligo di aiutare e sostenere, anche turandoci il naso, e Paesi totalmente privi di libertà. E’ stato giusto sostenere Gheddafi, Mubarak, Ben Ali? Sicuramente si. E non in senso assoluto, ma politico. Pragmaticamente, chi scambierebbe un Mubarak con un Amadinejhad o con un Saddam? E’ stato anzi fondamentale togliere questi paesi dalla sfera di influenza del terrorismo fondamentalista e far si che un minimo sindacale di diritto internazionale fosse riconosciuto anche nei loro confini. E poi ci sono gli affari. Solo gli ipocriti fanno finta di non sapere che dietro il pacifismo senza se e senza ma della Francia ai tempi della Guerra control’Irak c’era solo un tentativo di salvare i lucrosi contratti appena firmati dalla Total con il regime di Saddam. Lo stesso hanno fatto tutti in Libia, in Egitto, in Tunisia e dappertutto. Adesso fare finta di niente è addirittura comico.

Non stiamo parlando di Saddam che ha ucciso milioni di uomini e che pure era amico di tutti i Paesi europei. Non stiamo parlando di un Amadinejhad che sta preparando una Guerra nucleare contro israele nella totale indifferenza di Obama e dell’Europa. Stiamo parlando di Leaders che hanno comunque saputo mantenere i loro Paesi in uno stato di relativa calma e di relativo ordine. E soprattutto in pace. Bisognava aiutare Ben Ali e Mubarak a gestire la transizione verso una più compiuta democrazia, non abbandonarli alla piazza. Bisogna aiutare Gheddafi a gestire la transizione della Libia da semi-dittatura a democrazia compiuta. Senza parteggiare con codardia per delle piazze tanto improbabili quanto pericolose.

Il caos del mondo arabo porterà come conseguenza da un lato il riaccendersi del fondamentalismo islamico anche in questi Paesi dove era stato faticosamente tenuto a bada, dall’altro una nuova ondata migratoria che nessuno può permettersi di assorbire. Ed una nuova Guerra contro Israele. Tutto grazie alla ipocrisia ed alla impreparazione dei nostri leaders. Oggi ci vorrebbe un George W. Bush, invece abbiamo tanti piccoli Premier tra gli Usa e l’Europa più preoccupati di seguire gli istinti adolescenziali dei loro probabili elettori su twitter e di facebook che impegnati a capire come affrontare una crisi mondiale per risolvere la quale servirebbe una dose enorme di pragmatismo a costo dell’impopolarità. E’ la nemesi dei Social Network, che da un lato hanno liberato le energie dei giovani dei Paesi arabi, e dall’altro hanno ridotto i Politici occidentali a tristi immaginette da “condividere” nell’ipocrita mondo del Politicamente Corretto…

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6 commenti su “Basta ipocrisie, la UE aiuti Gheddafi”

  1. Giuseppe Del Giudice Says:

    I Paesi europei dovevano sostenere l’uscita “morbida” dei vari Dittatori del Nord Africa, se avessero avuto una Politica Estera con gli attributi, non abbandonarli alla piazza. Ma, appunto, avendo tanti politici provinciali e non essendoci più Bush, succede che gli amici di ieri oggi fanno ironie da quattro soldi su Ben Ali, Mubarak o Gheddafi…intanto sarà l’Italia il paese più colpito…checchè ne ciarli la Perina o Franceschini, degni esempi di gentaglia che non sarebbe in grado di amministrare nemmeno un condominio…

  2. DanieleB Says:

    Argomentazioni ridicole che si autosostengono, prive di qualsiasi dato oggettivo. Sei esattamente come quei comunisti italiani che negli anni 50 e 60 hanno giustificato gli interventi sovietici a praga e budapest in nome della loro ideologia. L’estremismo islamico è stato covato nella “filooccidentale” arabia saudita, la guerra in Irak del tuo amichetto Bush gli ha dato modo di espandersi creando un terreno ideale di propaganda, oltre ad aver fatto dell’Iran una potenza regionale rimuovendo il suo nemico principale. La creazione di forme di democrazia nei paesi arabi è l’arma piu’ promettente sia contro l’estremismo islamico che contro l’emigrazione sregolata. Non sto dicendo che si creeranno forme di democrazia, ma che adesso ci sono le condizioni perchè questo avvenga. Le manifestazione nascono da condizioni materiali di povertà unite a deboli segnali di democrazia non da integralismo religioso come il terrorismo algerino o di al quaida.

    • Nexus Says:

      Sei ottimista !
      Io non ho nessuna simpatia verso chi bombarda i civili inermi e non ci penso proprio a giustificarlo. Ma se ne sono viste troppe di “rivoluzioni” che sono diventate dittature peggio di quelle precedenti, in Africa e in sud America sostenute sia dagli USA che dall’URSS. Ma mi fa schifo l’ipocrisia di chi pochi mesi fa celebrava e omaggiava Mubarak alla casa biancha per il suo ruolo di pace in medio oriente e poi lo ignora come se non ci fosse stato niente in questi anni.

      • DanieleB Says:

        Non sono ottimista, sono darviniano, credo che l’uomo e le società umane evolvano, non in maniera lineare ma con scossoni e ripiegamenti. Ci sono delle linee di tendenza una di queste è la maggior condivisione del potere e la minore conflittualità tra stati. In questo caso è promettente la presenza di internet e di altri mezzi di comunicazione ababstanza libero. Se poi la ribellione ci fosse stata solo in tunisia e egitto sarebbe stato un segnale di manovre islamiste, mentre ha toccato anche la libia che are uno stato con legge islamica e l’iran. Inoltre la motivazione base è economica. Infine le elite militari nei paesi arabi sono sempre state evolute e laiche. Insomma gli elementi ci sono, poi non dici che vada bene, ma questo cinismo (e presunto realismo politico) con centinaia di morti ancora caldi mi sembra incredibile.

    • Giuseppe Del Giudice Says:

      A differenza dei comunisti degli anni ’50 come Napolitano, io non ho nulla da guadagnare e non sto “difendendo” le Dittature. Infatti la mia è la differenza che c’è tra paesi democratici, sulla via della democrazia e dittatoriali. la Libia, come l’Egitto, com la Tunisia sono appunto Paesi sulla strada della democrazia. Questa “rivolta” li precipiterà nel baratro dell’estremismo islamico. Per come ragioni tu noi non dovremmo avere rapporti con la Cina, con la Russia, con il Brasile e con l’India, paesi ancora non democratici. Allora perchè tutti ci andiamo?

  3. Nexus Says:

    In Europa ci si limita a parteggiare per i “manifestanti”….non importa chi siano, non importa conoscerli. E se sono peggio del dittatore di prima ?
    In Egitto chi c’è al potere ? E in Tunisia ?


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