Trasformista a chi? (Elogio semiserio di Barbareschi e Scilipoti)

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Odiati e criticati da tutti, in realtà rappresentano solo la cattiva coscienza di chi li denigra e la dimostrazione che l’antiberlusconismo da qualunque parte provenga, scade sempre nel ridicolo.

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Grande puntata di Agorà, stamattina su Rai3. Più che un approfondimento è la solita trasmissione antiberlusconiana, in stile Ballarò, dove la piazza evocata nel nome del programma richiama solo forche ed ostracismi giustizialisti. Ma oggi era una puntata da antologia perchè in studio erano presenti sia Luca Barbareschi che Domenico Scilipoti, ovvero gli ultimi due esempi negativi che il circo dell’odio ha deciso di crocifiggere quali esempi di trasformismo (il titolo della puntata ed il titolo del Film di Barbareschi) e di qualunquismo politico. Ebbene siamo forse gli unici a dire che la cattiva figura l’hanno fatta  il conduttore e tutti gli altri ospiti sempre tesi (come diceva Verdone) ad ironizzare/insultare i due malcapitati. Vediamo perchè…

Andrea Vianello, tra un sorrisetto ed una battuta, martellava solo su di un punto: come fa uno eletto nell’IdV a passare nella Maggioranza che sostiene Berlusconi? Benissimo. Chissà perchè lui e tutti i liberi giornalisti come lui dimenticano sempre di fare la stessa domanda a parti invertite. Come fa uno eletto da 17 anni sotto il Simbolo “Berlusconi Presidente” a diventare più antiberlusconiano di Di Pietro? Vianello, come Floris, come la Berlinguer, come l’Annunziata, come Santoro, come tutto il resto della Combriccola del Blasco di Bettola (PC), si fa una domanda ma non si dà che la solita risposta: perchè chi passa con noi si è ravveduto, chi va con loro è un venduto. Nemmeno a Barbareschi ha avuto il coraggio di chiederlo. Evviva la Rai.

Momenti topici di comicità involontaria si raggiungono quando Barbareschi accusa lo scandalo taciuto del giornalismo prezzolato che si finge libero con Vianello che lo segue dicendo, “noi se lo scandalo scoppia, ne daremo notizia“, oppure quando Barbareschi vaneggia del suo Film ingiustamente censurato da 10 anni e Vianello subito ammicca “per fortuna che c’è Rai 3 che stasera lo manda in onda”. Non si capiva a quel punto se il pagliaccio era Barbareschi o Vianello. Decidete voi.

Scilipoti da parte sua parla di se stesso in terza persona. Barbareschi e Vianello lo prendono in giro “come Cesare”! Come Maradona, diciamo noi. Ma alla fine non riesce a parlare visto il tono delle risatine del conduttore super-partes almeno quanto Fini e degli insulti dell’altro giornalista sinistrato ospite del programma, uno tra i tanti di cui ovviamente non ricordiamo nemmeno il nome, tanto era degno dell’ovvio dei popoli stile Palasharp. Ma il momento più drammatico è quando Paolo Cirino Pomicino prende la parola a nome del Terzo Polo, chiedendo a tutti di prendere appunti, perchè sarà lui a spiegare la degenerazione trasformista della Maggioranza che sostiene Berlusconi. A quel punto ci è mancato anche il respiro perchè l’emozione e la nostalgia hanno prevalso.

Luca Barbareschi è la cattiva coscienza di FLi, perchè ha semplicemente ricordato a tutti che lui pensava di costruire il futuro del Centro-Destra post-Berlusconiano e si è ritrovato in un partito di spioni, giustizialisti e violenti che parlano della prostata del Premier mentre lavorano ad una alleanza con la Sinistra. L’antiberlusconismo duro e puro non era il Futuro e la Libertà che ci si aspettava da Gianfranco Fini. Bene ha chiosato dicendo che i pagliacci possono fare anche piangere, ma fanno anche meditare. Dubitiamo che i vari Napoli, Briguglio, Fini o Granata siano capaci di tanto.

Domenico Scilipoti ha ricordato all’IdV che un Partito che pretende di andare al Governo non può alimentarsi esclusivamente di antiberlusconismo. Ha ricordato a tutti i fans di Di Pietro la loro pochezza non solo politica. Un Partito che difende una Casta di Magistrati, che pur di abbattere Berlusconi è disposta alla Guerra Civile mandando tutto il Paese a puttane, non è un Partito serio e tantomeno perbene.

Due personaggi simpatici di cui tutti farebbero a meno ma di cui tutti poi ricercano il prezioso Voto. Trasformista a chi?

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One Comment su “Trasformista a chi? (Elogio semiserio di Barbareschi e Scilipoti)”

  1. GG Says:

    non è proprio esatto: a Barbareschi ai tempi della fondazione di FLI glie lo chiesero molto spesso perchè si fosse fatto eleggere con Berlusconi per poi andarsene via. Sicuramente una volta ad Omnibus, lo vidi io. E la sua risposta fu assurda:sostenne che era con Berlusconi perchè qest’ultimo aveva promesso che avrebbe fatto la legge sul Conflitto d’Interessi e quella sull’Antitrust. Così disse, giuro.
    Ora, se ha ri-cambiato idea, forse Berlusconi gli avrà promesso le stesse cose… Stai a vedere che alla fine Barbareschi è un ingenuotto!


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