Il Cittadino di fronte alla Legge, o di fronte ai Magistrati?

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Essere chiamato di fronte alla legge, o di fronte ad un magistrato non è la stessa cosa. La partita che si sta giocando in questi giorni non è solo politica e non riguarda solo Berlusconi come ingenuamente credono i suoi denigratori. Riguarda il modello di Giustizia a cui vogliamo affidare la nostra sicurezza e la legalità. E che non può essere assolutamente questo.

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Poco fa l’ottimo Piero Sansonetti si chiedeva giustamente se qualunque arma è buona pur di abbattere Berlusconi, dichiarandosi sconcertato dalla strumentalizzazione politica di simili “inchieste” che fanno in molti specialmente della sua parte politica. Un pò è lo stesso concetto ribadito stamane da Mario Sechi. Più che Magistrati, la Procura di Milano è composta da parecchi Apprendisti Stregoni, buffamente assistiti da aiutanti se possibile più imbranati e sconsiderati di loro e cioè i vari Fini, Casini, Bersani.

In gioco non c’è la permanenza o no a Palazzo Chigi di Berlusconi, ma il modello di Giustizia che da qui in poi regolerà il vivere civile di noi tutti, e non solo i rapporti tra Politica e Giustizia. Ecco perchè è importante ribadire alcuni concetti fondamentali.

Chi crede di eliminare Berlusconi per poi magari un domani sostituirlo, attraverso le inchieste giudiziarie ad orologeria e palesemente politicizzate sta commettendo un errore gravissimo. Qui si sta mettendo nero su bianco, giorno dopo giorno, che in questo Paese i Magistrati hanno il potere pratico di fare e disfare non solo i Governi, ma anche le Leggi. Un domani la stessa sorte che oggi tocca a Berlusconi toccherà anche a Fini o a Bersani, come è già successo a Prodi. Ecco perchè stanno scherzando con il fuoco. La legalità e la moralità sono concetti diversi dal moralismo e dal giustizialismo. Eppure dopo vent’anni ancora c’è gente che li confonde. O che finge che siano la stessa cosa.

Ed arriviamo all’altro punto. In un Paese moderno ogni cittadino è garantito dalla Legge, non dalle persone. In Italia, con questo sistema giudiziario che si continua caparbiamente a voler difendere contro ogni evidenza della sua degenerazione, il cittadino avrà o no giustizia a seconda di chi è, o a seconda delle persone che ha la fortuna o la sfortuna di incontrare. Può permettersi le folli spese che richiede qualsiasi procedimento giudiziario, civile penale o amministrativo? Se ha tempo, tanto tempo, ed una buona salute forse riuscirà a vedere qualche risultato. Altrimenti soccomberà. Un cittadino ha la fortuna di vivere in un posto dove le forze dell’ordine lavorano e dove un Tribunale funziona? Può sperare di essere protetto e garantito. Se ha la sfortuna di abitare dove chi è preposto alla tutela della legalità e della sicurezza se la prende, diciamo così, un pò comoda, è meglio che si arrangia da solo.

Questo perchè in nome di principi tanto belli quanto astratti come la Obbligatorietà dell’Azione Penale o l’Indipendenza della Magistratura, il cittadino finisce per dover riporre le proprie speranze in altri uomini, benchè togati o in divisa, e non nella Legge. E tutto dipenderà, a quel punto, da due cose: chi sei tu e chi sono loro, non da cosa prescrive la Legge, quali sono i tuoi diritti e quali le tue eventuali mancanze. Certo che ci si indigna, ma la spoporzione tra reati contestati ed uomini e mezzi messi in campo nel caso Ruby colpisce più di ogni altra cosa. Quando basterebbe andare nelle periferie di qualunque città per colpire giri di prostituzione reali e purtroppo molto poco pruriginosi, ma solo violenti e schifosi. Nelle periferie qualche volante la notte, ad Arcore mezzo esercito.

Oppure quello che noi stessi denunciammo qualche anno fa qui in Basilicata, anche allora contro tutto e tutti. Con notizie di reato a bizzeffe su Ricostruzione, Petrolio, Appalti, Corsi di Formazione, Discariche Abusive ed inquinamento ambientale, Acquedotto Lucano e varie ed eventuali, era davvero ridicolo vedere il Tribunale di Potenza, il più lento d’Italia, spendere milioni di €uro per intercettare veline e calciatori finendo poi per farsi prendere per i fondelli persino dal sedicente erede al trono d’Italia.

Soltanto un sistema giudiziario dove ogni cittadino sarà direttamente tutelato, garantito e sanzionato dalla Legge, dove si avrà il coraggio di parlare di Politica Giudiziaria e si avrà il coraggio di legare l’azione di amministrazione della Giustizia non al controllo, ma alla responsabilità dei Magistrati e del Ministro di Giustizia, come chiedeva inascoltato Giovanni Falcone, nell’ignoranza dei più, potrà far resuscitare la nostra Giustizia che ancora combatte caparbiamente senza essersi accorta di essere già morta.

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