Cancellare i festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia

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Per due buone ragioni. La prima è che il Paese non è mai stato più diviso di così. La seconda è che bisognerebbe celebrare i nostri Padri della Patria. Potranno Napolitano e Fini e le varie Istituzioni della Repubblica, e tutta la nostra Sinistra politica ed intellettuale esaltare pubblicamente dei puttanieri anticlericali e Massoni?

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L’Italia è divisa. Oggi più di ieri. Persino durante la Guerra Fredda Democristiani e Comunisti erano come fratello e sorella rispetto ad oggi. Guelfi e Ghibellini ci fanno un baffo. Nord e Sud una sciocchezza: il Salento si vuole separare dalla Puglia, il Lazio da Roma, Salerno da Napoli. Povero Bossi. Persino parte del Veneto se ne vuole andare in Trentino se non fosse che il Trentino aspetta una nuova anschluss da parte della Germania o almeno dell’Austria. Si accontenterebbero, a questo punto, anche della Svizzera.

I nostri piccoli e medi imprenditori da tempo attuano la secessione fuggendo oltre confine. In Croazia e Slovenia. Alla faccia di D’Annunzio. I meridionali hanno ripreso ad emigrare. Insieme alla monnezza, che beffardamente li insegue anche all’estero. Berlusconi non va a letto con una donna di Sinistra, ed allora si accontenta delle puttane. La Sinistra va all’Estero a sputtanare l’Italia. Tanto loro non scopano, e tanto per rimanere in tema.

150° amaro dell’Unità d’Italia. Decide un Tribunale chi deve governare e  come si  deve scopare. Povero Savonarola, doppiato dalla Boccassini. Tristi figuri, stanchi e precocemente invecchiati si accingono a celebrare il tricolore: un comunista ed un fascista, contro un mafioso ed un pedofilo. Lo ha detto il Tiggittrè. Un altro tre, il Tricolore. Adesso lo bruciano anche al Sud. Anche qui un tre, Terzigno. In Campania, non in Padania. Per alcuni per decenni un osceno drappo da sostituire con bandiera arcobaleno o con bandiera rossa. Ma oggi pronti ad accusare chi preferisce il Sole delle Alpi. Chi inneggia al ritorno dei Borboni viene invece scusato. Napolitano in testa. Loro facevano già la raccolta differenziata, abbiamo scoperto ascoltando Saviano. Così dicono…

Insomma un disastro. E poi ci sono loro. I nostri Padri della Patria: Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi (quando Giuseppe era il nome più comune d’Italia, fra qualche “flusso” sarà Muhammad), Camillo Benso Conte di Cavour, Vittorio Emanuele II. Il Tricolore e soprattutto il Risorgimento. La memoria corre alle mie Scuole Elementari. Il perfido ma leale e gran militare, Generale Radezky, il vecchio Imperatore Austriaco, Francesco Giuseppe, Napoleone III di Francia, i Mille, Porta Pia. Loro sono la base da cui partire, secondo alcuni, per rivitalizzare lo spirito patriottico trascurato negli ultimi trent’anni.

Beh, visto il clima di questi giorni ci sarebbe qualche problema in più, signori miei. Perchè stiamo parlando di grandi  uomini, che come tutti gli uomini, avevano un sacco di difetti e di vizi. Uno fra tutti? Le donne. Stiamo parlando di acclamati ed orgogliosi puttanieri. Di dissoluti libertini. Di autentici porci. Stiamo parlando di Massoni. Di adepti di Società Segrete volte al rovesciamento dei Poteri Costituiti. Stiamo parlando di anticlericali, benchè cattolici, oggi si direbbe “non praticanti” o “cattolici adulti” a seconda delle preferenze politiche.

Insomma, nell’Italia divisa ed astiosa di oggi, moralista e bacchettona ed intercettata, cosa vogliamo festeggiare? L’unica soluzione è quella di chiedere lumi alla Corte Costituzionale. Magari i Supremi Giudici, anche su questo, potrebbero chiarire le idee agli inguaribili ed orgogliosi italiani come noi. Dopo averci spiegato come si governa e come si scopa, come si muore e come si pensa, devono adesso spiegarci anche perchè si è italiani, visto che la loro priorità è piuttosto spiegare agli stranieri come si diventa italiani, ed il bello è che fanno e faranno tutto ciò in nome del Popolo italiano. Cioè in nome nostro…oltre al danno la beffa….

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