La Cena di Renzi

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Neanche avesse partecipato ad un “festino”. Il giovane Sindaco di Firenze Matteo Renzi criticato perchè va a cena con Berlusconi. Il PD bigotto e moralista quanto ipocrita, non perdona al rottamatore di essere troppo critico nei confronti del Partito e di trattare Berlusconi per quello che è: il Presidente del Consiglio democraticamente eletto dai Cittadini…

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Neanche fosse stato pizzicato ad un “festino” a sniffare cocaina. Neanche si chiamasse Renzy, con la y finale come Ruby. Il PD ed i suoi elettori bocciano senza appello Matteo Renzi, già colpevole di non provenire dall’ex PCI e di aver in gioventù partecipato alla Ruota della Fortuna, colpe gravissime per gran parte della gente “democratica”. La colpa stavolta è quella di aver partecipato ad una cena ad Arcore, invitato da Silvio Berlusconi. Di che cosa si è parlato? Di Firenze. Renzi in qualità di Sindaco e Berlusconi da Presidente del Consiglio. Una cosa assolutamente inqualificabile per qualunque “democrats” che si rispetti. Sicuro che sotto la sedia non ci fosse qualche velina?

A noi sembra giusto ricordare alcuni episodi simili, più o meno importanti, che rivelano l’imbarazzante ipocrisia che regna sovrana nel Partito di Bersani. Il primo risale ai primi anni ’90, quando tutto il Centro-Sinistra italiano faceva a gara a far finta di non conoscere Bettino Craxi. Anche allora tutti quei politici che avevano avuto rapporti ben più stretti di una semplice cena con il Leader socialista negavano di averlo mai frequentato. Parliamo dei Veltroni (che faceva battute alla Cuore prima di un incontro con Bettino, come se non lo avesse mai incontrato prima) e dei Rutelli (che gli augurava di consumare il rancio in Galera) , degli Occhetto (che lo insultava nei comizi ma solo dopo averne ottenuto la “raccomandazione” per far entrare il PDS nel Gruppo Socialista in Europa) e dei De Mita (delle cui amnesie politiche abbiamo già parlato qui). Anche allora essere stati in compagnia di Craxi era per qualcuno già una evidente prova di colpevolezza. Solo in pochi, tra i quali il solito Pannella, aveva il coraggio di sbugiardare l’italietta ipocrita del Centro-Sinistra ricordando a tutti che andare a cena con il Presidente del Consiglio, fino a quel momento, era stato un privilegio ricercato da tutti, nessuno escluso. Ma allora vinse l’ipocrisia.

Altro episodio, molto meno importante visto il personaggio, riguarda la famosa festa di capodanno in Kenia nella villa di Briatore. L’allora Ministro Giovanna Melandri negò categoricamente di avervi partecipato e di conoscere e frequentare il brizzolato più ricco e richiesto d’italia, dicendo, lo ricordiamo benissimo, di aver fatto delle “Vacanze consapevoli” (slang radical-chic) culminate con una vista ad un asilo di bambini poveri. Una foto che ritraeva uno scatenato ballo della bella salottiera democratica proprio nella villa dell’impresentabile Briatore fu accolta con un certo imbarazzo dal Partito e dai suoi elettori. Ancora una volta ci si chiedeva che cosa c’era di male ad andare ad una festa a casa di un personaggio conosciutissimo la cui amicizia o frequentazione non è certo una vergogna. Ma tant’è, questa è la logica dell’Italia democratica.

Oggi tocca a Renzi. Ma è il PD che dimostra ancora una volta di non essere un Partito moderno e giovane, come invece dice di essere rimboccandosi le maniche ed inondando il web di propaganda ipocrita e finto-buonista. Andare a cena a casa del Presidente del Consiglio è per un politico, come per un qualsiasi cittadino, una occasione per poter parlare di tante cose ad un certo livello. Per il Sindaco di una grande città è un incontro politico informale ma potenzialmente molto importante. Per il PD e per i suoi elettori è stata invece solo la prova che non basta rimboccarsi le maniche per togliersi di dosso il moralismo bacchettone ed ipocrita del vecchio PCI. Per accettare che la Politica è fatta di avversari e non di nemici e che soprattutto nessuno può arrogarsi il diritto di dichiararsi moralmente “superiore” ci vuole qualcosa di più. Ha ragione Matteo Renzi quando dice che la dirigenza del PD non è all’altezza della situazione, non è degna di un Paese moderno e di una sinistra moderna. Avere nostalgia per le salamelle vendute alle Feste dell’Unità ma andare di nascosto alle feste più “in” è la migliore immagine di un Partito dove l’ipocrisia è il piatto forte per tutte le stagioni…

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