Il Silvionario della Lingua Italiana (Piccolo elogio dei modi di dire di Berlusconi)

______________________________________________________________________________________________

Da “maneggioni” a “mi consenta”, da “scendo in campo” a “vecchi arnesi” il vocabolario di Silvio è un patchwork tra gli anni ottanta e le vecchie scuole di una volta che tanto vengono rimpiante specie se paragonate a quelle attuali che galleggiano tra uno slogan sessantottino ed una frase in stile SMS…

______________________________________________________________________________________________

Fini e Casini? Sono solo due “maneggioni” della Politica italiana. E’ ovvio che i più giovani si chiedano cosa voglia dire “maneggione”. Ebbene, basta prendere un Dizionario della lingua italiana per scoprirlo. Basta anche quello on-line. Ma è solo l’ultimo dei tanti termini o modi di dire che Silvio Berlusconi, tradendo la sua formazione classica e di buone basi, sfoggia quando parla a braccio. Alla faccia dei tanti sedicenti intellettualini della Politica, da Fini a Veltroni, da Casini a Vendola che invece tradiscono numerose lacune e preoccupanti carenze, mascherate dalla loro voglia di apparire i giovani che non sono.

A memoria ricordiamo le più divertenti frasi del Presidente del Consiglio. A parte il celeberrimo “mi consenta”, oramai entrato di diritto a far parte dei grandi Classici della Lingua italiana, al meno conosciuto, ma ben più profondo “si contenga!” , urlato verso un Santoro furioso ed assolutamente fuori controllo. Uno dei nostri preferiti rimane un “mi villaneggiano”, per lamentarsi con un giornalista RAI (che forse non ha capito) degli insulti che quotidianamente la Sinistra italiana gli vomitava addosso. Un sempreverde rimane “vecchi arnesi”, rivolto ai politicanti di professione che fingono di essere di primo pelo. Ma come non ricordare i costanti riferimenti al “giuoco” del Calcio? Oppure lo slang “milanenca” de “in una maniera”, o il mitico “ma pensa te” fino alle incursioni poetiche nel Dialetto Partenopeo de “A gelusia”, imprudentemente dedicata alla ex-seconda moglie?

Spesso ci si ricorda solo delle parolacce, da “coglioni” in poi, dimenticando, ad esempio in quel caso, che il dotto quotidiano di Sinistra L’Unità chiamò coglioni gli elettori italiani di Centro-Destra già nel 2003, ma questa è un’ altra storia.

Molti dovrebbero apprezzare, come facciamo noi, una riscoperta dei vecchi modi di dire della Lingua Italiana, che ogni tanto Berlusconi rispolvera. Non fosse altro perchè dalla mattina alla sera ci si lamenta della deriva SMS della grammatica nazionale, ma poi si fa ben poco per porvi rimedio, inseguendo proprio quell’incivile modo di esprimersi nell’ illusione di piacere di più ai giovani, forse nella convinzione ancora di esserlo…

Bookmark and Share

Explore posts in the same categories: Italia

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: