Se questa è Cultura…

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Dicono di voler difendere la Cultura, ma intanto negano agli altri studenti di fare lezione ed a tanti italiani di lavorare e di muoversi. Ancora una volta la protesta degli studenti fa emergere l’ipocrisia di chi pontifica di futuro e di cambiamento, ma è capace solo di bloccare tutto con i soliti vecchi slogan…

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Puntualmente arrivano le manifestazioni degli studenti. E puntualmente arrivano i blocchi delle Autostrade o delle Ferrovie. Come se non bastassero le Okkupazioni che impediscono agli altri studenti di frequentare i corsi e le normali lezioni. Tra le tante cose di cui si dovrebbe discutere con urgenza c’è anche questa. Sarebbe ora di impedire che un qualsiasi sciopero o contestazione si concluda con l’occupazione di edifici pubblici, compresi tetti e scantinati, o con il blocco delle Autostrade o Ferrovie. E’ un Diritto scioperare e Manifestare, è un abuso okkupare e bloccare. Peraltro è anche Reato. Sarebbe ora di non tollerare più questa violenza gratuita che i soliti gruppi organizzati fanno costantemenente contro tutti gli altri cittadini, magari in disaccordo con i motivi della protesta.

Puntualmente le manifestazioni degli studenti degenerano in violenza contro le Forze dell’Ordine e contro le Istituzioni (quando non okkupate, appunto, da qualche loro amico). Inutile che le Opposizioni chiedano che alle teppaglie dei Centri Sociali mascherate da Studenti, di poter avvicinarsi a Montecitorio per poter così bersagliare di uova ed ortaggi gli esponenti della Maggioranza in favore di telecamera e giusto prima dei tiggì dell’ora di cena. Ma quella è gente che sfrutta il presente, incapace di immaginare un qualsiasi futuro per il Paese e per l’Università. Infatti si da la colpa al Ministro degli Interni, con il solito Vendola che continua a farneticare. Stavolta Berlusconi è come Pinochet. Questa mancava.

Ma soprattutto ci sconvolge una cosa. Sono gli studenti che sanno come “funzionano” le Università e le Scuole. Sono loro che giornalmente ne constatano le inefficenze. Sono loro che conoscono le varie parentopoli, i vari soprusi, i vari privilegi che disperatamente le Caste ed i Sindacati vogliono difendere. Sono loro i primi a pagare il prezzo di questo scandalo quando illudendosi di essere diventati “Dottori” in non si sa bene cosa, si scontrano con il mondo del lavoro. Sono loro che dovrebbero pretendere una Riforma ancora più incisiva di questa. Ed invece proprio loro, con la benedizione dei Baroni, salgono sulle barricate rispolverando vuoti slogan sessantottini lasciandosi strumentalizzare da Politici arrampicatori, sociali e di tetti, e dai teppisti a comando dei Centri Sociali. Se l’Italia della Cultura è quella vista il Lunedì sera o questa che blocca le piazze e le strade in queste ore, chiunque crede in questo Paese non può fare altro che chiedere che questa Riforma venga approvata, sperando che non venga ulteriormente annacquata dai quei futuristi desiderosi solo di far vedere che esistono anche loro…

 

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