Il PdL nel pantano Campania


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L’ex Roccaforte Rossa che ha causato la fine del Centro-Sinistra italiano, adesso rischia di diventare la polveriera che fa saltare in aria il PdL. E paradossalmente per gli stessi motivi…
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La rimonta del Centro-Destra italiano partì proprio da Napoli dove, nel 2006 l’allora Casa delle Libertà chiuse la Campagna Elettorale. Prodi vinse per un soffio e proprio Caserta fu al centro delle polemiche per delle denunce mai verificate di brogli dell’ultimo minuto per far vincere il Professore. Ma eravamo nell’allora Campania Bassoliniana. Subito dopo iniziò il travaglio dell’Unione. Il Governo brancaleone dell’Unione finì proprio in Campania, sommerso dalla monnezza. E proprio la monnezza fu il primo, incontestabile successo del nuovo Governo Berlusconi. La Campania, che già per le Elezioni Politiche aveva votato stavolta per il Centro Destra si apprestava ad affidare le sue maggiori Amministrazioni Locali al PdL, cosa che è avvenuta pochi Mesi fa. Solo il Comune di Napoli ancora resiste ma pare sia una questione di tempo. Pare, ma non si è più sicuri nemmeno di questo, perchè se da un lato la Jervolino, come Bassolino, non la sopporta più nessuno, la Campania del PdL si presenta agli elettori con gli stessi problemi della Campania dell’Unione a partire dalla monnezza. Cosa sta succedendo?

Per risolvere l’Emergenza Rifiuti, uno scandalo politico amministrativo che dura da 15 anni, non bastano 2 o 3 anni, ma ne occorreranno molti di più. Ha sbagliato chi ha annunciato troppo frettolosamente la fine dell’emergenza. Sbaglia ancora di più chi ipocritamente quella emergenza l’ha causata, l’ha nascosta, e adesso denuncia le difficoltà di chi deve risolverla. La Campania è stata amministrata ininterrottamente da 15 anni dal Centro-Sinistra italiano e Napoli, il maggior “produttore” di monnezza è ancora oggi malamente governata dal PD. Quindi le ironie dei professori e dei registi del Lunedi’ sera sono solo ipocrisia Radical-Chic di chi, vivendo nei quartieri alti, l’olezzo della monnezza e del malaffare ha fatto finta di non percepirlo per ben tre lustri. E questo deve essere chiaro.

A noi però interessa parlare del PdL e non delle prediche fumose dei teleimbonitori di Rai3. Ebbene il PdL in Campania (come in tutto il Sud) in pochi Mesi si è prodotto in una serie di comportamenti assolutamente in linea con le vecchie amministrazioni sinistrate a cui si è andato a sostituire. La Campania è il caso più eclatante, insieme alla Sicilia. Il Ministro Carfagna l’ha definita un “Guerra tra Bande”, Veltroni pochi Mesi definiva la stessa cosa nel suo PD come una “Guerra tra Capibastone Locali”. Temiamo che abbiano ragione entrambi. E temiamo che questo sia un male diffuso in tutto il Sud.

La Politica a livello locale nel Sud si fa quasi esclusivamente attraverso la gestione della Spesa Pubblica. Chi malgoverna viene a volte punito dagli Elettori (con l’eccezione della Basilicata, l’ultima Dittatura Comunista del Mondo Occidentale), ma chi subentra nell’amministrazione, si adagia nella gestione del presente, si sostituisce nella gestione dei vari finanziamenti pubblici spesso senza progettare nulla di diverso, senza immaginare nulla di “rivoluzionario”. La lotta alla monnezza in Campania è stata efficace quando è intervenuto direttamente il Governo e la Protezione Civile. Quando il Presidente del Consiglio e Guido Bertolaso hanno avuto il coraggio di metterci la faccia. Nel momento in cui la continuazione di quell’opera meritevole è tornata alle Amministrazioni Locali, di destra o di Sinistra poco importa, è naufragata in veti, invidie, menefreghismo, scaricabarile. Ed è tornata la monnezza per le strade. Questa è l’amara verità che nessuno ha il coraggio di dire, nemmeno il Lunedì sera.

Il PdL è chiamato alla prova dei fatti. Nel Sud è possibile fare una politica locale diversa? O siamo condannati ad assistere ai soliti, sinistri (in tutti i sensi) giochi interni di potere come accade in Sicilia ed in Campania? Noi crediamo che ancora si può fare qualcosa ma a questo punto bisogna che il PdL si riorganizzi partendo dalla base ed evitando con un pò di pragmatismo, anche a costo di perdere qualche voto, che al Sud il PdL diventi nient’altro che una corrente del bassolinismo. E che, proprio per evitare imbarazzi amministrativi come questo, si accetti, senza se e senza ma la sfida del Federalismo, l’unico motivo per cui tanti nel Centro-Destra, dai Lombardo ai Fini hanno girato le spalle al Governo, timorosi di perdere le loro clientele. La Campania, più della Sicilia, è un pantano dal quale o si esce vittoriosi, ed i frutti di un eventuale successo potranno essere sbandierati per molti anni, o si esce con le ossa rotte, calandosi le braghe davanti ai colonnelli locali, ai Sindaci di un qualsiasi paesino che mettono sotto scacco forze dell’ordine e Governo, ed allora ci si avvia verso un crepuscolo prodiano fatto di sorrisi, paternalismo e sacchetti di monnezza per le strade. Al Presidente del PdL, Silvio Berlusconi la scelta…

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