Chi ha Paura del Nord?


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Cos’hanno in comune Fini, Saviano, Fazio, Casini? L’ostilità verso la Lega Nord. Ma più che divergenze politiche o ideologiche, è il terrore di perdere i propri privilegi che spinge una parte dell’Italia a criminalizzare il Nord del Paese. Facendo paradossalmente un regalo a Bossi, e condannando il PD alla dissoluzione…
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Anche ieri sera è andata in onda l’unica vera Opposizione alla Maggioranza di Governo ed a Silvio Berlusconi, quella televisiva dei sopravvalutati Fazio e Saviano. E’ una Italia piena di paradossi quella in cui ci vorrebbero far ripiombare gli antiberlusconiani militanti. Il contrasto al Cavaliere non si fa più nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nelle urne, ma solo in TV. Un contrappasso gigantesco per chi denunciava, senza senso della realtà, oggi come ieri, il “regime mediatico” in cui versa il nostro Paese!

Tema della Puntata? La Monnezza. I colpevoli? Silvio Berlusconi, le Lega Nord e le Regioni del Nord Italia. Se non ci fossero, Fazio e Saviano bisognerebbe inventarli. Il Cabaret italiano è da tanto che non sfornava una comicità così pungente ed acuta. La Mafia? Sta al Nord. La Lega Nord? Un Partito colluso con la ‘ndrangheta. La Monnezza? Colpa di Silvio Berlusconi e del Nord Italia. Chissà cosa ci riserverà la prossima, imperdibile puntata di questo show televisivo autoproclamatosi programma “culturale”…(il che la dice sunga sullo stato comatoso in cui versa la Sinistra italiana). A ben guardare però c’è qualcosa di più. L’unica cosa in comune che hanno tutte le opposizioni, da quelle televisive e Radical-Chic a quelle Parlamentari, dal Centro fino all’estrema Sinistra è l’odio verso la Lega. La domanda allora diventa questa: chi ha paura del Nord Italia e perchè?

L’Italia è un Paese che ha bisogno di profonde Riforme, e su questo sono tutti d’accordo. Ma quando dalle dichiarazioni di principio, dai progetti, dalle idee si passa alla pratica ecco che improvvisamente tutto va per aria. Di che cosa si ha paura? Del Federalismo. Questo è il punto fondamentale per capire la Politica italiana degli ultimi anni. Il Nord Italia è la parte più avanzata del Paese, e non solo economicamente e politicamente, ma anche Culturalmente e Socialmente, con buona pace dei sedicenti intellettuali della Magna Grecia nostri conterranei. Da decenni chiede solo una cosa: più autonomia nella gestione delle proprie risorse, avendo constatato l’inefficenza dello Stato centrale. Negli ultimi anni si era riusciti a far capire questo discorso, attraverso l’alleanza politica tra Lega Nord e PdL, anche al Sud Italia, dove si cominciano a capire i vantaggi del Federalismo. Tutto questo significa una cosa: una rivoluzione nei meccanismi della Spesa Pubblica, maggiore responsabilità per gli Amministratori Locali ovvero un orrore per quelli che basano, appunto tutto il loro potere ed i loro privilegi proprio sulla Spesa Pubblica incontrollata e gestita allegramente tra un concerto di Elton John, qualche corso di formazione professionale e qualche progetto, chessò, di “riqualificazione ambientale” di qualche area degradata, giusto per citare le prime cose che ci sono venute in mente. C’è tutta una parte del Paese che basa la propria sopravvivenza sul mantenimento dello status quo, sull’inefficenza, sullo sperpero del danaro pubblico. Dai registi in sciopero alle grandi lobby statali, dagli amministratori locali ai professionisti del meridionalismo piagnone.

Ed allora ecco che il Federalismo e chi lo porta avanti, cioè la Lega Nord ed il Governo Berlusconi, diventano nemici da abbattere fisicamente. Ripartono le campagne del fango, le accuse infondate ma mediaticamente efficaci, le crisi da Prima Repubblica, le grandi ammucchiate politiche. Con un unico scopo, bloccare qualsiasi tentativo di riforma federalista. Poi capita che il Ministro della Lega va nella trasmissione facendo fare un figuraccia al tele-imbonitore di Caserta, poi capita che la Monnezza è quasi tutta del Comune di Napoli gestito negli ultimi 15 anni dal PD (come tutta la Campania), ma non fa niente. Domani è un altro giorno e ci si inventerà qualcos’altro. Poi però ci sono le Urne, e si scopre che gli intellettualini del Lunedì sera sono risultati addirittura controproducenti, poi si scopre che l’Emilia Romagna è sempre più verde e sempre meno rossa, sempre più nord e sempre meno centro. E su questo, il maggior Partito dell’Opposizione dovrebbe ragionarci seriamente prima di arrivare all’irreparabile, come diceva Cacciari stamattina durante l’ennesima trasmissione televisiva antiberlusconiana sulla Rai…

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