Se il PD non vince nemmeno le Primarie…


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Il PD perde le Primarie anche a Milano dove vince il candidato della Sinistra. In un clima politico così surriscaldato emerge l’inconsistenza della sua classe dirigente che produce spot, manifesti, campagne di informazione sul web e nei gazebo ma che non prende più voti. Sarebbe il caso di tornare a parlare di Politica…
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La disfatta bersaniana di Milano è paragonabile a quella pugliese, e forse anche più grave. Il PD non convice più nemmeno nelle Primarie, l’unica vera novità politica introdotta dal Centro-Sinistra negli ultimi vent’anni. Eppure il Partitone erede del PCI può contare su sezioni, circoli, appoggi in tv, radio e web. Ma il PD non risulta essere un Partito vincente nemmeno quando vanno a votare solo i suoi simpatizzanti…se non fosse tragico scapperebbe anche un pò da ridere.

Innanzitutto è strano che nel momento di maggiore difficoltà del PdL il PD sprofondi sempre di più. C’è qualcosa di illogico in tutto questo. Ma la Politica italiana è clamorosamente estranea alla logica comune delle cosiddette Scienze Politiche. Le ragioni della Crisi del PD sono politiche e sistemiche.

Il PD è formato da una classe dirigente autoreferenziale. Senza distinzione d’età. La presunzione di Rosy Bindi è la stessa della Serracchiani. Il “nuovismo” di Renzi puzza già di veltronismo reciclato. Alla base c’è solo la solita pretesa della Superiorità politica, culturale, morale. Non si guarda in faccia la realtà, ma si vive in un mondo virtuale fatto di gruppi su facebook, gagdet e campagne di indignazione. Quando ci si scontra con la realtà, ci si fa male. Soprattutto, è una intera generazione cresciuta a pane ed antiberlusconismo. Per cui se Politica per loro diventa maledire Berlusconi, immaginatevi che profondità di pensiero e di senso pratico quando c’è da affrontare un qualunque problema, una qualunque discussione. Ecco che prima Di Pietro, poi anche Vendola e Fini, adesso diventano più attraenti per il loro stesso elettorato.

C’è un’altra cosa da aggiungere: è da un pò che il PD non è più il Partito di riferimento per quei Poteri Forti che vogliono tornare alla Restaurazione pre-berlusconiana. Non è più il PdS graziato dai Magistrati, ma il partito più indagato d’Italia. Non è più il Partito più amato dagli intellettuali (e sedicenti tali) che preferiscono Fini, Di Pietro ed il poeta Vendola. Ed ecco che il pericolo per il PD diventa quello di essere elettoralmente un grande partito ma a rimorchio di altri Leaders, di altri interessi forti che non sono quelli della gente, come sta avvenendo in queste ore…

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