E adesso è Di Pietro a temere Fini


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FLi diventa per il PD un alleato altrettanto antiberlusconiano ma più presentabile. Il target elettorale è lo stesso ma Fini è più malleabile ed elegante rispetto alla chiassosa e confusa galassia giustizialista  che ruota attorno all’IdV. Antonio Di Pietro comincia a temere che dietro la voglia di Ribaltone e di nuova Legge Elettorale ci sia in realtà un progetto per andare al Governo con un nuovo Centro-Sinistra che faccia a meno dell’Italia dei Valori. E se anche Rai3, l’ANM ed Annozero preferiscono Gianfranco…

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Il nervosismo di Antonio Di Pietro è assolutamente giustificato. Ce lo immaginiamo mentre dialetteggia: “questi quà mo mi rubbano tutt’ i voti! Ma che c’azzecc’ Fini co il Centrosinistr’ ?” . Oramai il trattorista di Montenero di Bisacce non si fida più del PD che non perde occasione di punzecchiare. Il bello è che non ha tutti i torti, e cercheremo di spiegare brevemente perchè. Lo scenario politico più gettonato è il seguente…

L’attuale opposizione, Fini compreso, a parte le solite sciocchezze che si dicono i questi casi, è assolutamente in crisi ed incapace di proporre un’alternativa all’asse PdL-Lega Nord. La loro manovra sarà quindi la seguente: Ribaltone, nuova Legge Elettorale senza premio di maggioranza, e se proprio è indispensabile, nuove Elezioni. A quel punto ci saranno tre Coalizioni. Una di Centro-Destra (PdL+ lega Nord). Una di Centro (FLi+UdC più veri cespuglietti) ed una di Sinistra (PD+IdV e FEL). Così, tanto per salvare le apparenze. Dopo il voto, e sottolineamo dopo, molto probabilmente nessuna delle tre Coalizioni avrà la maggioranza per governare. Allora con la scusa di un Governo di “salvezza nazionale” o sciocchezze simili (nel PD sono imbattibili nell’inventare queste cose) si cercherà una Maggioranza “alternativa” in Parlamento che per via dei veti incrociati (Casini non andrà mai con Di Pietro) sarà formata da FLi, UdC e PD + cespuglietti vari. Di Pietro diventa automaticamente “sacrificabile”…

Questo scenario non è fantapolitica, ci stanno ragionando seriamente e noi lo denunciamo da tempi non sospetti. Sono abbastanza evidenti alcuni indizi che ci portano a questa previsione. Il PD non è più il Partito di riferimento dei Poteri Forti e della Magistratura militante. L’IdV è considerato troppo estremista e Di Pietro troppo impresentabile. Da tempo sono stati scelti come paladini dell’antiberlusconismo e soprattutto dell’antileghismo e della Restaurazione, Fini e Casini. Il PD serve ancora, perchè comunque nonostante l’assoluta inconsistenza, porta ancora molti voti, ma i nuovi punti di riferimento del Regime sono Fini e Casini. Di Pietro e Vendola non sono determinanti, e nemmeno graditi…

Questo piano, quasi perfetto, come tutte le macchinazioni dalemiane, si basa sull’esaltazione della propria intelligenza e sull’assoluto disprezzo per quella degli italiani, quindi è destinato al fallimento. Ed è su questo che dovranno puntare il PdL e la Lega Nord per evitare di consegnare il Governo a chi prende ordini, in Italia ed all’estero, non dal Popolo italiano, ma da chi vuole solo continuare a sfruttare il nostro povero Paese, ricacciandolo nella Prima Repubblica…

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