Il Partito della Monnezza

No a Berlusconi, si alla Monnezza. Questi è in sintesi il pensiero che circola tra le molotov e le mamme coraggio di Terzigno. La monnezza vista come una caratteristica culturale  e paesaggistica della Campania. Guai a togliercela cercando di sostituirla con delle discariche, per una volta non abusive, o peggio con dei termovalorizzatori o degli inceneritori, quelli si dannosi alla salute. Noi la discarica non la vogliamo, dicono. E allora tenetevi la monnezza. Nemmeno per sogno, “portatela al Nord!” urla il solito savianizzato. Già è tanto che non abbia specificato ad Arcore, come pure a volte si è sentito dire, come ad esempio  in Basilicata ai tempi della manifestazione anti sito di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, falsamente spacciata per un movimento anti-scorie perchè anche lì era difficile spiegare come le scorie potessero stare meglio a cielo aperto o in qualche discarica abusiva piuttosto che in un sito controllato e simile a quelli presenti in ogni Paese del Mondo.

La rivolta assume toni tragicomici quando il tricolore viene dato alle fiamme e sostituito con una sciarpa viola, il che la dice lunga anche su chi soffia sulla protesta esclusivamente per mettere in difficoltà il Governo. Un ragazzetto sfoggia tutta la sua preparazione e profondità di pensiero quando spiega, anch’egli mostrando una sciarpa viola quasi come se fossero dei gradi conquistati sul campo, che la Camorra vuole la discarica per poterci riversare i rifiuti tossici. Bella riflessione. Sarà che in tutti questi anni ci è sembrato che invece la Camorra non vuole discariche e termovalorizzatori proprio per poter gestire le sue discariche abusive sfruttando la perenne emergenza.

Stavolta in tutto il Paese non c’è la solidarietà e la comprensione verso i manifestanti che ci fu due anni fa. Stavolta la protesta degli abitanti dei Comuni vesuviani appare strumentalizzata, esagerata nelle forme e soprattutto assurda nei contenuti. L’unico modo per uscire dall’emergenza rifiuti è quella di continuare il lavoro intrapreso due anni fa da  Bertolaso e dal Governo. Gli abitanti della Campania non possono farsi strumentalizzare dal Partito della Monnezza, il cui unico scopo è quello di mettere in difficoltà l’attuale Governo nazionale per sostituirlo con il solito pastrocchio populista, demagogico e disastroso per l’amministrazione del Paese, e non possono scaricare le loro colpe, la loro monnezza, sul resto degli italiani. Fare casino a Terzigno affinchè a Roma si prepari il Governo Tecnico. Triste ma vero. Altrimenti non rimane che la secessione, magari richiamare Bassolino e sostituire il Tricolore non con una sciarpa viola bensì con un triste e sozzoso sacchetto di plastica nero, oramai il tratto distintivo della Campania e di tutto il Sud…

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3 commenti su “Il Partito della Monnezza”

  1. Umboc Says:

    Suggerisco di fare un viaggio al Nord e andare in Comune di Sant’Urbano – in provincia di Padova – in località Ca’ Brusà. Lì c’è una discarica gestita dalla GEA Italia. Ormai i rifiuti conferiti si stanno dimezzando a causa della raccolta differenziata spinta e dell’utilizzo di termovalorizzatori uno addirittura nella gronda lagunare veneziana da nessuno contestato.
    A Ca’ Brusà potete andare nel mese di luglio nei giorni più caldi e potreste portarvi del cibo da consumare quando il sole è a picco: Nessun odore……
    Perchè dobbiamo pagare le tasse perchè lo Stato eroghi finanziamenti impropri. Una volta i premi si davano ai migliori e non ai PEGGIORI: Simbolo di un’Italia alla deriva. E quanto costa l’uso della FORZA PUBBLICA e i mezzi distrutti chi li rimborsa?

    • robert Says:

      Mi viene da chiedervi: cosa pensate di Berlusconi che annuncia, urbi et orbi, il miracolo di aver ripulito la Campania in rapporto a ciò che sta succedendo oggi?

      Mettetevi nei panni dei cittadini di Terzigno che già due anni fa hanno accettato l’apertura di una discarica con la promessa che sarebbe stata l’ultima. Cosa fareste al loro posto se vi si prospettasse l’apertura di una nuova discarica grande come nessuna in Europa?

      Per quanto riguarda Cà Brusa, essa riceve solo Rifiuto Residuo non pericoloso e non
      putrescibile. Nulla a che vedere, per quantità e qualità dei rifiuti, con quanto previsto per Terzigno.
      Lo sa lei che a Terzigno, in deroga a tutta la normativa nazionale e comunitaria, sarebbe possibile sversare di tutto in quantità inimmaginabili?

      • Giuseppe Del Giudice Says:

        La Campania di oggi non è quella di due anni fa.E’ già qualcosa. Anche se non è possibile risolvere una crisi che dura da 15 anni in due anni e mezzo. Occorre procedere però su questa strada: discariche subito e termovalorizzatori nel più breve tempo possibile. O così o monnezza per le strade, non esiste una terza via. Ecco perchè la protesta appare troppo politicizzata e troppo strumentale a chi sfascia a Terzigno pensando ai Governi tecnici a Roma…


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