Basta retorica sui Precari, parliamo di Lavoro e dei Disoccupati

Detto tra di noi, questa infinita, inutile ed ipocrita retorica fasciocomunista sui “Precari” non è più sopportabile. Appare l’ennesima presa in giro da parte di chi vuole il comizio facile per non discutere ed affrontare i veri nodi del mondo del Lavoro. Oramai diventati argomento da Salottino, sceneggiatura di Film, citazione da fare ai concerti o nei comizi, i “precari” rischiano di essere solo un Casus Belli per l’ennesima Guerra tra Poveri.

Innanzitutto diciamo che non esistono “i precari” come categoria di lavoratori, poichè oggi la politica, la pace, il sistema internazionale, la vita stessa è precaria. Tutto è precario. Esistono le difficoltà delle persone. Di tutte le persone. Non ci sono precari più precari di altri. Chi lo dice dice il falso solo per farsi bello nell’ennesimo argomento da salottino radical-chic.

Esistono delle persone dimenticate che si chiamano Disoccupati e Lavoratori in nero. Udite udite, sono molti di più dei cosiddetti precari e c’è anche una differenza di non poco momento: i precari qualcosa hanno, i disoccupati ed i lavoratori in nero non hanno nulla. Zero, nemmeno uno straccio di contrattino. Eppure non sono considerati da nessuno. Per loro non ci sono trasmissioni televisive pronte ad ospitarli o film e fiction in prima serata o in immeritato primo piano a Venezia o a Canness , non ci sono Presideneti della Camera o della Repubblica pronti a rispondere alle loro toccanti missive. Non hanno le piazze ,zeppe di auto blu, della FIOM o del Popolo Viola a denunciarne la situazione di difficoltà. Loro non hanno nulla se non la Famiglia alla quale chiedono aiuto per non morire di fame o per non andare a rubare.

Allora noi lo diciamo chiaro e tondo: la stabilizzazione dei precari NON è una priorità per il Paese, mentre è assolutamente necessario passare al Quoziente Familiare per dare aiuto all’unico vero Ammortizzatore Sociale che c’è in italia, ovvero alla Famiglia. Evitando di disperdere risorse in altre inutili direzioni.

Un cosiddetto Precario qualcosa ha: un misero contratto ed un misero stipendio, che è sempre meglio di niente. Un Cassintegrato ha qualcosa con cui sostentarsi mentre cerca un altro lavoro. Il Disoccupato o il lavoratore in nero non ha nulla. Uno Stato deve occuparsi prima di chi non ha nulla e poi di chi ha già qualcosa. Questo dovrebbe dire uno Statista e per questo in italia nessuno lo dice. Perchè abbiamo tanti politici ma nessuno Statista.

Quoziente Familiare ed abbattimento del Costo del Lavoro e delle Tasse e della Burocrazia per le piccole e medie imprese. Queste secondo noi, le Priorità del Paese. Altri invece dicono che stabilizzare i precari, specie quelli della Pubblica Amministrazione, è una questione addirittura fondamentale. Bella sciocchezza: allora spiegateci perchè una persona che decide di fare la libera professione, di continuare nella bottega di famiglia, di lavorare nel privato o addirittura di aprire un’azienda, se le cose vanno male, perde tutto, mentre un’altra persona che per raccomandazione entra qualche mese in una Pubblica Amministrazione qualunque con uno sciopero ed una protesta ad effetto ed in favore di telecamera, deve ricevere la promessa che prima o poi sarà “stabilizzato” cioè assunto con stipendio ferie pagate e pensione come Pubblico Dipendente con annessa pretesa di beatificazione per lui e per il Politico di turno che ha fatto una porcata (ebbene si, una porcata!) simile?

Stabilizzare i Precari nella Pubblica Amministrazione è una offesa per chi dalla mattina alla sera ciondola senza risultato tra un Agenzia per l’Impiego ed una di Lavoro Interinale solo perchè o ha deciso di cavarsela da solo o perchè non aveva la spintarella giusta per entrare altrove. Triste ma Vero. Specialmente quando, diciamocelo, si parla dei cosiddetti “ricercatori”. L’ennesima retorica nazional-buonista che nasconde solo l’amara verità: l’unica cosa che hanno ricercato la maggior parte dei Ricercatori è il modo di ottenere  il posto fisso nella Pubblica Amministrazione. Poco altro.

Parliamo di Lavoro a 360 Gradi, e parliamo della maggioranza di persone che ha bisogno dello Stato e che non sono i precari ma i disoccupati e le famiglie. Questo dovrebbero fare i Ministri ed i Politici invece di cercare la telecamera giusta solo per declamare l’ennesima storiella buonista sul povero “precario” , perchè così credono di salvare il loro precariato, quello cioè di classe dirigente indegna di un grande Paese come quello in cui abbiamo, nonostante tutto, la fortuna di vivere…

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6 commenti su “Basta retorica sui Precari, parliamo di Lavoro e dei Disoccupati”

  1. Paolo Ebner Says:

    Guarda che la tesi di Giuseppe si oppone a una guerra dei poveri, perchè vedi è proprio un obiettivo dei politici quello di creare i precari, perchè poi vengono utilizzati a fini propagandastici dall’una o dall’altra parte, dall’opposizione per mostrare l’inefficienza del governo nazionale e locali di turno , e dal governo nazionale e locali di turno per mostrare quanto sono bravi ad assumere, si perchè dopo un po’ di tempo un concorso più o meno pilotato per assumere arriva e da precari si passa ad assunti indeterminati… Sicilia docet come ultimo esempio, in cambio di cosa? di un voto

    Il mercato del lavoro dovrebbe essere veramente libero e non drogato dall’intervento dello stato che crea ad arte disoccupzione e precariato.. E’ l’intervento dello stato che immobilizza ed ingessa, si possono fare tanti interventi perchè ci sia più lavoro, ma è la volontà politica a determinarli, se invece la volontà politica è solo quella di gestire il potere… allora ci saranno i precari

    • pietro Says:

      Capisco il problema, per quanto fortunatamente date le mie esperienze lavorative, le mie competenze e nonostante abbia già piu di 50 anni non avrei problema a trovare un nuovo posto di lavoro in poco tempo, ma mi sembra inutile chiedere allo Stato, lo Stato è il frutto delle politiche di chi sta al governo e da questo punto di vista mi sembra che le responsabilità di chi, come Berlusconi è, ed è stato per almeno 10 anni negli ultimi 15 siano ben maggiori di tutti i popoli viola e della FIOM.
      Sbaglio o voi siete ilitanti o perlomeno sipatizzanti dell’attuale governo?
      Rompete i coglioni ai vostri rappresententi, l’impegno in politica serve a questo, non a sostenere chi ci sta simpatico, ma a spingere chi ci rappresenta ad agire nel migliore dei modi, a fargli capire che la loro poltrona è basata sul consenso di tutti, non solo su quallo che si può comperare a buon mercato con l’assistnzialismo ,ma anche quello di chi è per capacità e volontà il futuro del paese.

  2. Paolo Ebner Says:

    Sono un disoccupato, convivido totalmente questo articolo!! abbiamo la dignità di soffrire in silenzio, non chiediamo l’elemosina a questo stato, si chiede soltanto di poter far parte di uno stato che si preoocupi di roslvere i problemi veri, che non portano voti!!


    • Grazie, anche perchè sono nella tua stessa situazione per questo ho scritto questo articolo “di pancia” molto difficile e sicuramente scomodo…ma sono cosa che sento molto…in Italia chi non chiede niente, chi si fa i fatti suoi e non pesa sullo Stato viene dimenticato. Vanno avanti solo quelli che già hanno e chiedono sempre di più…senza vergogna!


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