Tanto rumore per Nulla?

Insomma, ma alla fine ci sbarazziamo o non del Caimano di Arcore? Ma questo Ribaltone lo organizziamo o no? Ma alla fine andiamo a votare a Marzo o si va avanti? Ieri sera l’unico attore di questa tragicommedia politico mediatica che poteva sciogliere tutti questi dubbi, Gianfranco Fini, è stato piuttosto buono con il Cavaliere e con il Governo e piuttosto freddino con quanti già lo davano in partenza per il Centro-Sinistra.

“Il conflitto di interessi è un problema vero, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra, perchè anche a sinistra…Il lodo costituzionale non è nè lesivo della Costituzione nè per gli interessi dei cittadini, nè polemico verso i magistrati. Non credo che si voti a marzo. Ora Berlusconi ha il dovere di dimostrare che vuole governare. Fuori i partiti dalla Rai, è arrivato il momento di privatizzare l’azienda”

Questi i passaggi più importanti, mentre la polemica antiberlusconiana si è limitata a qualche frecciatina. Insomma i toni da Giorno del Giudizio si sono allontanati. La paura delle Urne è troppo grande per tutti, tranne che per la Lega Nord. Inoltre con un Fini ridimensionato non c’è traccia di un candidato alternativo a Berlusconi che vincerebbe di nuovo le Elezioni. Quindi, le vacanze sono finite, tutti al proprio posto. Non è successo nulla. Il Federalismo va, e forse, ripetiamo forse, anche la Riforma della Giustizia.

La cosa più divertente però è l’immagine di FLi e Fini che adesso fanno i berlusconiani, perchè quel “… Fuori i partiti dalla Rai, è arrivato il momento di privatizzare l’azienda…” sa tanto di Cavaliere prima maniera. Bene così! Da un lato è divertente osservare la delusione dei Santoro e Travaglio, e dei vari sinistri italiani che in questi mesi hanno scommesso sull’antiberlusconismo senza se e senza ma di Fini e adesso si ritrovano uno che vuole privatizzare il loro giocattolino preferito, scimmiottando Forza Italia del ’94, dall’altro fa tenerezza vedere i finiani tronfi e “liberali” liquidati da uno Storace qualunque al grido di “cominci lui a cacciare i cognati”” ed anche le suocere”, aggiunge la Santanchè. Questo è il prezzo che si paga quando si scambia il giustizialismo per Giustizia o la popolarità per autorevolezza.

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