FLi, un nuovo Partito per una vecchia Politica

Ci spiace infierire, ma la “novità” di una nuova corrente politica la si giudica dai fatti non dai discorsi o dai comizi, campo in cui Gianfranco Fini ha pochi rivali. FLi dice di essere un nuovo modello “liberale ed europeo” di Destra, ma alla prova dei fatti cosa resta, fin’ora, se non un piccolo movimento parlamentare da Prima Repubblica?

Dicono: il PdL non è un vero Partito liberale. Dovrebbero sapere che un grande partito di massa non può essere solo liberale, ma cercare di essere anche liberale. Un piccolo partito può essere solo liberale, a patto di restare, appunto, piccolo. Come nella prima Repubblica. Le riforme liberali si fanno almeno in un decennio se non di più, non si pretendono subito senza se e senza ma, stile controproducenti “lenzuolate” bersaniane. Se poi  liberamente e coerentemente dopo appena due anni questa piccola pattuglia parlamentare mastellizzata manda tutto all’aria, complottando con i nemici che sono tutto tranne che liberali, non siamo davvero in presenza di liberismo/liberalismo di tipo classico, ma piuttosto di stile prodiano.  Poi la ciliegina sulla torta: l’avversione al Federalismo e la difesa della Spesa pubblica. FLi sa benissimo che il suo bacino elettorale è essenzialmente meridionale. Questa è la vera cartina al tornasole che condanna nei fatti FLi alla vecchia politica. Come si fa ad autodefinirsi liberali promettendo più spesa pubblica e meno federalismo è un mistero che ci spiegherà Della Vedova, ma non vorremmo essere nei suoi panni. A tutto ciò si aggiunge anche la difesa delle Caste come i Magistrati, la Scuola e l’Università sindacalizzata e fannullona, l’avversione alle grandi opere, probabilmente anche al Nucleare.

Dicono: noi siamo la Destra europea. Purtroppo tutto il Centro Destra europeo da Sarkò alla Merkel a Berlusconi  parla oramai la stessa (brutta) lingua del PPE, mentre su tantissimi temi è FLi che ne parla spesso una più vicina al PSE. Auguri.

Il tutto gestito in Parlamento con i classici ricatti da partitino della prima Repubblica: minacce di Crisi, richiesta di più poltrone, alleanze variabili, ribaltoni nell’aria, comiche giravolte. E questo sarebbe un Partito nuovo? Se aggiungiamo anche il neo antiberlusconismo ipocrita e il neo giustizialismo d’accatto, possiamo tranquillamente dire che Gianfranco Fini poteva risparmiarsi tutta questa fatica: un nuovo partito per una nuova politica di Destra così immaginato ed organizzato già c’è in Parlamento e si chiama IdV. Bastava traslocare…

Bookmark and Share

Annunci
Explore posts in the same categories: Italia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: