Giancarlo affonda Gianfranco

Nonostante le solite accuse ed il solito livore nei confronti del Premier, il video-messaggio di Gianfranco Fini è stato assolutamente imbarazzante e sicuramente disastroso per la sua immagine oltre che per il futuro politico della sua combriccola di sopravvalutati fans e sostenitori. Il Presidente della Camera non chiarisce nulla, fa la vittima e scarica tutte le colpe sul cognato. Ammette però i suoi errori definendoli “leggerezze”. A noi gli insulti rivolti da Fini al Governo, ai Servizi Segreti, al Premier ed a tutto il PdL oltre che ai pochi giornalisti che hanno avuto il coraggio di indagare su questa vicenda, sono sembrati invece un pò “pesanti”. Ma tant’è, ne riparleremo a mente fredda. Ricapitoliamo il quadro della situazione e facciamo qualche ipotesi in base a quello che possiamo leggere sui gornali.

Gianfranco Fini nulla dice rispetto alle circostanziate accuse de Il Giornale di essersi interessato personalmente all’appartamento della discordia. Molte testimonianze riferiscono di sue visite a Montecarlo e di una partecipazione alla ristrutturazione dell’immobile almeno di sua moglie. Su questo nessuno può avere certezze perchè stiamo parlando della parola di alcune persone (comunque tutte rispettabilissime, non pentiti pluriomicidi, ricordiamolo) contro quella di Fini, perciò niente si può aggiungere.

Più facile sarebbe parlare dei vari passaggi di propietà che hanno interessato l’immobile. Questo, secondo noi è diventato il punto fondamentale perchè potrebbe essere chiarito attraverso l’esibizione di prove documentali e perchè stabilire se il Tulliani è, o è stato, il proprietario dell’immobile chiarirebbe se siamo in presenza di una semplice leggerezza o di una speculazione immobiliare, legittima ma moralmente discutibile. Ad oggi l’unico documento “ufficiale” circolato, ricordiamolo, è l’informativa del Governo di St.Lucia che attesta la titolarità delle società Off-Shore proprietarie dell’appartamento a Giancarlo Tulliani. Ecco perchè hanno cercato, inutilmente, di farlo passare per un falso. Sia lo strano Avvocato Ellero, che il cognato del Presidente della Camera dicono di avere le prove che sono altri i titolari delle Società in questione, e di avere un regolare contratto di Locazione dell’Immobile, comprovanti il fatto che il proprietario non è  Giancarlo Tulliani (ma stranamente, dicono anche di non potere esibire pubblicamente queste prove). E comunque sarebbe ininfluente perchè, come abbiamo spiegato prima, il problema è temporale, poichè se il Tulliani è stato anche per poco proprietario dell’immobile da titolare delle due Società Off-Shore, la vicenda è fin troppo chiara. Inutile accertare che OGGI non lo è più. Sibilline le parole dell’Avvocato Ellero proprio su questo punto: “La casa è di un mio cliente, MA non so da QUANDO”…mentre già mette le mani avanti il Tg3 secondo cui è impossibile oramai stabilirlo. Ricapitolando: o salta fuori qualcosa che attesti che Tulliani non c’entra nulla, non è MAI stato titolare delle due Società, oppure la prova già c’è, e Fini DEVE dimettersi, come ha promesso…

Drammatico a questo punto il confronto tra cognati, durante il quale Fini capisce di non avere in mano nulla e capisce che le patacche sono quelle messe in giro dal cognato ed i dossier sono quelli spacciati da Bocchino e Santoro. A questo punto l’ammissione delle sue colpe e la pantomima delle dimissioni già sul tavolo e la tragicomica affermazione che del Tulliani non si fida neppure lui…e perchè allora avremmo dovuto fidarci noi?

AGGIORNAMENTO: in modo ancora più chiaro lo stesso concetto è spiegato qui, ed anche qui. La conclusione è la stessa: la prova già c’è, quindi Fini DEVE dimettersi

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