Tutti gli sbagli di Fini…

Siamo e resteremo umanamente legati a Gianfranco Fini,nonostante la delusione, per una serie di ragioni che abbiamo cercato di spiegare qua. Gli errori politici del Presidente della Camera sono però, secondo noi, troppo grandi per poter essere “resettati”…

Il Momento Sbagliato. L’astio nei confronti di Berlusconi ed i distinguo nei confronti del Governo sono esplosi in tutto il loro livore proprio all’indomani della grande ed inaspettata vittoria del PdL ella ultime Elezioni Regionali. Durante un Congresso che doveva essere una festa di fronte agli Elettori che avevano sostenuto ancora una volta il PdL nonostante tutto e tutti, è andato in onda in diretta televisiva un inspiegabile e violento alterco tra i due maggiori esponenti del Centro Destra italiano. Gli Elettori avevano appena chiesto un altra cosa promuovendo il Governo Berlusconi: andate avanti, fate le Riforme, rispettate il Programma. Avevamo tre anni di Governo davanti senza Elezioni ed invece i Finiani buttano tutto all’aria. Incomprensibile.

Il Modo Sbagliato. Un conto è definirsi, legittimamente, minoranza dissidente all’interno dello stesso Partito. Un pò lo siamo anche noi. Un altro è lanciare una Granata al giorno, spesso ai limiti della diffamazione, schierandosi sulle stesse posizioni dei più beceri antiberlusconiani in servizio permanente effettivo. Pensarla diversamente è legittimo, partecipare a trappoloni per screditare i propri colleghi di Partito ed il proprio Presidente del Consiglio è inammissibile. Esagitati.

Gli Argomenti Sbagliati. Parliamoci chiaro, gli argomenti che i finiani agitano contro Berlusconi ed il PdL sono patetici. Ne abbiamo parlato qua, qua, quiqui. Soprattutto non sono argomenti “di Destra”. Il Voto e la Cittadinanza agli Immigrati, battaglie strumentali solo per “distinguersi” comunque dal Governo, hanno causato la crisi dell’ex AN al Nord. Gianfranco Fini ed i suoi  hanno perso il loro elettorato di riferimento,  a scapito della Lega Nord, ed oggi fanno breccia più tra gli antiberlusconiani, nella Sinistra che tra gli ex-elettori di AN. La difesa dei Valori della Destra è lasciata sul territorio agli uomini di Bossi. La legalità brandita come discriminante politica è ridicola già quando viene invocata dai vari Di Pietro e dal PD (che dovrebbero semmai usarla per ripulire i loro  Partiti prima di accusare quelli degli altri!)  ma è assurda quando invocata da colleghi di una stessa coalizione che va avanti insieme da 16 anni e più! Risultato? La gente vede i mafiosi duramente colpiti da questo Governo mentre i finiani marciano con il Popolo Viola e legittimano Spatuzza. Fini avrebbe dovuto solidarizzare con Mantovano, non con Saviano. Ingiustificabile.

Gli Uomini Sbagliati. Stasera vedremo quanti politici di peso della ex-AN sono disposti a seguire Fini in questa sua avventura comunque disastrosa per tutto  il Centro Destra italiano. Affidarsi a Granata, Bocchino, Napoli e Briguglio è stato un errore perchè ci si è fatti rappresentare da politici di seconda fascia, smaniosi di farsi notare, invidiosi dei colleghi. Troppo facile per gli antiberlusconiani corteggiare ed ammaliare questi personaggi politicamente deboli e sfruttarli a loro piacimento in funzione antigovernativa. Si è finiti con i Blog sul Fatto di Travaglio, e con le proposte indecenti del PD e dell’IdV. Impresentabili.

Vedremo come andrà a finire e noi da subito diciamo che anche se ci siamo immediatamente schierati tra i Falchi, per noi questa è una giornata politicamente molto triste come penso per tutti gli Elettori di Centro Destra che ancora una volta vedono in forse un cambiamento che caparbiamente cercano da anni e che anche stavolta rischia di non esserci per le solite manovre di Palazzo…ed appunto…

Il Posto Sbagliato. Il Palazzo, i Salotti Radical Chic, i Convegni, Le Fondazioni, i Circoli…i finiani (a non solo loro per la verità) non stanno più tra la gente, non capiscono più il Paese reale, contagiati dallo stesso morbo antiberlusconiano che ha rovinato la Sinistra. Fini adesso è un Politico di Palazzo…come Casini, come D’Alema… e come loro rischia di essere per sempre ricordato come un grande politico italiano, ma non certo come un Leader internazionale, a differenza proprio di  Silvio Berlusconi…peccato…

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4 commenti su “Tutti gli sbagli di Fini…”


  1. Dove ha sbagliato Gianfranco Fini
    Gli ultimi atti del tradimento finiano prendono forma, mentre pare chiusa ogni via di uscita per il Presidente della Camera dei Deputati, l’onorevole Gianfranco Fini.

    La separazione dell’ala finiana dalla PDL è ormai una realtà.

    A questo punto, è possibile ripercorrere la ridda di grossolani errori politici commessi da Fini, errori che sono tutti alla base di questa separazione.

    1 – Il peccato originale è stato certamente lo scioglimento di Alleanza Nazionale e la confluenza forzata degli alleantini in casa di Berlusconi.
    Questo primo e grave errore di valutazione politica, Fini lo ha commesso senza pensare o senza dar valore alle evidenti conseguenze che questo atto politico avrebbe comportato.
    Innanzi tutto, Fini ha commesso un errore di valutazione grave nei confronti della propria base elettorale, composta di “militanti indentitari”, di “ideologie identitarie”, di “valori condivisi identitari”.
    Nello scioglimento di AN e nella conseguente confluenza nel partito berlusconiano, i militanti storici di AN hanno perduto la loro identità, smarrito la loro storia:
    essi, non si riconoscevano più come parte politica con una sua storia, ma si vedevano ed erano visti come una appendice politica della storia berlusconiana.

    2 – Il secondo errore politico commesso da Fini è stato quello di sottovalutare l’intelligenza e la forza di Silvio Berlusconi, credendolo uno sprovveduto politico facilmente scavalcabile, arginabile, distruttibile.
    L’orgoglio di Gianfranco Fini faceva già sogni di potere e di gloria, guardava ad un futuro sempre più carismatico e potente, dimenticando che non era utile vestirsi della pelliccia dell’orso, se l’orso era ancora in vita.

    3 – Il terzo grave errore di fini è stato quello di attaccare il cuore pulsante e la mente pensante del governo Berlusconi:
    la Lega Nord.
    E va bene farsi nemico Berlusconi, ma attaccare contemporaneamente anche la Lega, questo è veramente troppo per Gianfranco Fini.
    Precipitosamente corre a Varese a dire in un pubblico convegno che no, lui non ce l’ha con la Lega.
    Ma Fini, evidentemente non conosce l’orgoglio che unisce il popolo della Lega: era già troppo tardi.

    4 – Il quarto errore di fini è stato di coinvolgere in una disputa tutta politica, l’istituzione che riveste:
    la terza carica istituzionale.
    Ogni volta che Fini parlava in pubblico o inviava un comunicato alla stampa, le sue parole rimbalzavano di microfono in microfono, di tastiera in tastiera, riempivano le prime pagine di tracotanti missive, di intimidazioni politiche, di estorsioni politiche (come quella del 30/70), tutte questioni che, con la carica istituzionale rivestita dal Fini, nulla avevano a che fare.
    Ma non era il Gianfranco Fini leader politico a godere di tanta notorietà, bensì, era il Gianfranco Fini Presidente della Camera dei Deputati ad averla.

    5 – Il quinto errore di Fini è stato quello di farsi trascinare dal napoletano Italo Bocchino in una indecorosa serie di polemiche di basso livello, non adatte ne adattabili al livello istituzionale della carica da egli ricoperta.
    In quel momento, proprio in quel momento qualcosa si è rotto in maniera irreparabile con Silvio Berlusconi, proprio a causa dello scellerato e squallido attacco bocchiniano cui Fini si è adeguato senza guardare al suo patto di fedeltà sottoscritto con Silvio Berlusconi, e con gli tutti gli elettori che avevano votato per Berlusconi, che tutto volevano vedere all’interno del PDL e del governo, tranne che una guerra di secessione (sarebbe meglio definirla di successione) suicida e fratricida.

    6 – Il sesto errore è certamente il più controverso di tutti, ed è stato la minaccia, poi verificatasi proprio oggi, di uscire dal PDL per costituire gruppi autonomi a camera e senato, ammettendo di fatto, il proprio errore originale, quello di aver aderito al partito berlusconiano.

    7 – Il settimo errore di Gianfranco Fini è certamente il più distruttivo nei confronti del paese, e si realizza nella assoluta incomprensione da parte della gente del tradimento finiano, persone e cittadini che mai come in questo momento avevano bisogno di un governo forte e stabile, per difendersi dalle prospettive di povertà e di malessere che prospetta la crisi contemporanea.
    In questo, la gente comune, le famiglie, le aziende, le imprese, gli imprenditori e i lavoratori dipendenti non lo hanno compreso, ne giustificato.
    Anzi, i corpi sociali e produttivi del paese vedono oggi in Gianfranco Fini un nemico:
    il restauratore di quella instabilità politica, governativa e parlamantare che è concausa del malessere che vive il paese.

    8 – L’ottavo errore di Gianfranco Fini è quello di aprire con questa crisi politica, una via per il ritorno ad un passato che nessuno vuole, che nessuno desidera:
    quello in cui la politica parlamentare condizionava fortemente ogni azione dell’esecutivo, rendendo impossibile governare il paese.
    E’ il ritorno alla politica “dell’ago della bilancia”, e cioè il tentativo di imporre proditoriamente una esigua minoranza parlamentare alla maggioranza che sorregge il governo, ricattandolo ed estorcendogli un potere che nessun mandato elettorale gli ha mai consegnato.

    9 – Il nono errore di Fini, è stato quello di non rassegnare le dimissioni da Presidente della Camera dei Deputati, abusando ancora una volta del potere istituzionale della terza carica dello stato in favore di un progetto politico personale.
    E non è affatto un caso che il gruppo dei finiani alla camera sia almeno tre volte più grande di quello del senato.
    E’ solo il prodotto di un abuso continuo ed aggravato delle funzioni istituzionali rivestite da Gianfranco Fini, a fini meramente di parte, con scopi esclusivamente politici.

    10 – Il decimo errore di Fini è quello di assicurare una forza ed una visibilità alle opposizioni politiche che esse non meritano certamente, opposizioni con le quali egli non potrà allearsi per un eventuale programma elettorale, poichè i nipoti della destra storica ed i nipoti della sinistra storica, sono assolutamente ed evidentemente incompatibili.

    11 – L’undicesimo errore di Gianfranco Fini è stato quello di nascondere continuamente le sue aspirazioni di leader sotto la gonna dell’ostracismo alle riforme leghiste ovvero di una moralizzazione della politica che evidentemente, egli non aveva mai notato prima.
    La corruzione, la questione morale, la questione settentrionale, la questione meridionale, il contrasto e la lotta alle mafie sono solo pretesti politici che Fini ha messo e dismesso a piacimento, mostrando un inaudito cinismo ed una spietata quanto malata ambizione politica.

    Ecco analizzati in breve e frettolosamente i gravi errori politici e di valutazione che ha commesso Gianfranco Fini.

    In ultimo si osserva come, un politico che commetta una serie così strampalata di errori pacchiani e grossolani, non merita certamente di guidare le sorti di un grande paese come è il nostro.

    Ad ognuno le proprie responsabilità ed ai posteri, consegniamo l’ardua sentenza.


  2. p.s. o ti apri un blog o mi mandi i tuoi o
    pensieri che li pubblico…

  3. Fabrizio Says:

    Avrei voluto scrivere una lettera al Presidente Gianfranco Fini per rendergli noto il mio modesto punto di vista. Ho sempre votato e sostenuto l’On.le Fini anche in tempi difficili, pagandone un prezzo anche alto, ho approvato la svolta di Fiuggi, la fondazione del Popolo della libertà,la visita in Israele. Ma non seguo più il Presidente Fini quando non va in piazza (io c’ero) con il Presidente Berlusconi e con l’On.le Bossi prima delle elezioni regionali e poi pontifica contro il Governo, sostiene il voto agli immigrati e non dice che l’Italia ha il 65% del territorio inospitale o improduttivo, che l’Italia ha due sole grandi pianure, quella padana e il tavoliere delle Puglie e che la popolazione ottimale nello Stato Italiano sarebbe di 35 milioni di abitanti, limite ampiamente superato; Fini non dice con la necessaria fermezza che va contrastata l’immigrazione clandestina, che vanno respinti e puniti con estrema severità i criminali estracomunitari che commettono delitti in Italia, che i lavoratori stranieri, una volta terminato o perso il loro lavoro in Italia debbono tornarsene a casa loro. Nel nostro pianeta vi sono molti Stati che hanno tutti i requisiti per ospitare gli immigrati: ade esempio Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia, Argentina, ma non l’Unione Europea, nè il Giappone. Fini non dice che la fuga di notizie sulle intercettazioni telefoniche va repressa con durezza, che i processi mediatici di persone che poi risultano innocenti dovrebbero portare al fallimento delle società proprietarie dei giornali che li hanno orchestrati a beneficio delle vittime che vanno lautamente indennizzate per il danno ingiustamente subito, che i pentiti sono solo dei delatori che possono vendere confessioni di comodo per ottenere vantaggi personali (il vero pentito – colui che fa penitenza e che devolve tutti i suoi averi alla famiglie delle vittime da lui fatte – solo questo tipo di vero pentito merita il perdono). Fini dovrebbe ricordarsi che cosa di drammatico è stato per il Movimento Sociale “l’arco costituzionale”, Fini dovrebbe ricordarsi che non sarebbe mai asceso al Governo, nè mai diventato Presidente della Camera dei Deputati senza il Presidente Silvio Berlusconi e Fini dovrebbe sapere che la “riconoscenza” è un valore per la destra, come la lealtà, come il coraggio, come la difesa delle nostre abitudini, delle nostre tradizioni, come l’amore per l’Italia e per tutto ciò che è italiano, che la nostra cultura, la nostra storia e le nostre tradizioni non possono essere imbarbarite da costumi stranieri. Fini dovrebbe sapere che prima vanno aiutati economicamente e moralmente i cittadini italiani i cui genitori e antenati hanno versato il sangue e hanno costruito l’Italia in guerra e in pace, per cui la “cittadinanza italiana” non può essere svenduta a un qualsiasi straniero. Per questi motivi (e ne potrei aggiungerne altri) non condivido affatto la linea politica che da mesi Fini esprime. Conosco dei miei mici, disgustati dalla linea politica intrapresa da Fini da quando è stato nominato presidente della Camera che addirittura non pronunciano più il suo cognome e lo indicano come “quella persona”. Fini, non avrai più il nostro voto e da quello che sento nemmeno la sinistra moderata voterà per te. Fini, sei al tramonto e con decadenza.


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