Quelli che gridano “Difendiamo la Costituzione!” ma negano l’Art.138 e non ricordano l’Art.68

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L’Italia è anche il Paese degli “appelli”.Non c’è praticamente argomento o avvenimento per il quale un intellettuale qualunque,un politico o i famigerati esponenti della “Società Civile” (il che presuppone l’esistenza di una società incivile?) non promuovano una campagna “in difesa di” con tanto di raccolte di firme magari dei soliti Premi Nobel o artisti desiderosi di un pò di visibilità a buon mercato.E’ il caso della nostra Costituzione della Repubblica,che come ogni cosa andrebbe riformata,ma che invece trova strenui difensori capaci di considerarla più intoccabile delle Tavole della Legge di Mosè.Eppure sarebbe fin troppo facile prendere in castagna questi moralisti d’accatto ricordando l’esistenza di due Articoli che stranamente loro fanno finta di non conoscere,l’Art.138 e l’ex Art.68.

Innanzitutto l’Art.138 è quello che disciplina i procedimenti di Revisione Costituzionale.Quindi la procedura in sostanza per cambiare,appunto,la Costituzione.

“Articolo 138
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”
.

La Costituzione stessa prevede di essere modificata,quindi dire “difendiamo la Costituzione” significa dire una emerita stupidaggine perchè i padri costituenti molto saggiamente avevano capito che una Costituzione come una Legge non può essere eterna ma deve necessariamente cambiare ed essere aggiornata proprio per poter continuare ad esistere.Ovviamente i Padri Costituenti non potevano prevedere i “Comitati della Società Civile in difesa della Costituzione”,purtroppo.

Posto quindi che la Costituzione può essere cambiata e proporre dei cambiamenti non è un atto eversivo o politicamente scorretto ma rientra nelle facoltà del Parlamento e delle Istituzioni proprio rispettando la Costituzione stessa,c’è un’altra provocazione da fare: la Costituzione prevedeva anche l’Art.68,poi modificato (questa è bella!allora le modifiche si possono fare?) nello sciagurato periodo di Mani Pulite.Un bell’articolo su Legno Storto mette bene in evidenza questa ipocrisia dei “difensori” e ricorda il vecchio Art,68.

“Va accuratamente notato questo particolare: non si trattava di evitare l’arresto dei parlamentari ma di vietare addirittura che si formulasse l’accusa. Era vietato “sottoporli a procedimento penale”. E la norma si comprende: senza la guarentigia di questo articolo, nel momento in cui un deputato si fosse fatto promotore di una legge che non piaceva a un magistrato o all’amico di un magistrato, lo si sarebbe potuto accusare di un grave reato e intanto rovinarne l’immagine e la credibilità, per poi magari assolverlo. L’immunità parlamentare non è a favore dei parlamentari ma a favore del Parlamento. L’attuale ostilità al vecchio art.68 nasce dal pregiudizio infantile per cui, se un magistrato accusa qualcuno, lo fa perché l’accusato è colpevole: mentre al contrario da un lato l’accusato può essere innocente e dall’altro il magistrato può non essere in buona fede. O può essere accecato dalla passione politica.Immaginate pure che questo Primo Ministro sia del tutto innocente, ma un giudice proceda contro di lui: non ne nascerebbe comunque una crisi istituzionale? Ed è giusto che una grande democrazia dipenda, per il suo corretto funzionamento, dall’opinione di un delinquente di Favara o di Corleone?”

Questo ragionamento che noi condividiamo in pieno ci fa lanciare l’ennesima provocazione che taglia le gambe ai falsi moralisti e falsi difensori dei principi democratici,in realtà solo dei parrucconi attaccati ai loro privilegi: difendere la Costituzione va bene,ma allora bisognava difenderla sempre,anche durante Mani Pulite.I Padri Costituenti che vengono citati spesso a sproposito (anzi strumentalizzati) avevano previsto l’immunità parlamentare abolita nel 1993,e che era un cardine della Costituzione Repubblicana perchè garantiva il Parlamento eletto dai cittadini,e quindi la possibilità di poter fare Politica senza essere ricattati.

Oggi invece,proprio come temuto dai padri costituenti,la politica è pesantemente condizionata dai poteri economici e da quello giudiziario ed incredibilmente c’è chi raccoglie firme per difendere il tradimento dei principi costituzionali fatto nel 1993.Bella roba davvero…

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2 commenti su “Quelli che gridano “Difendiamo la Costituzione!” ma negano l’Art.138 e non ricordano l’Art.68”


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