Quel che resta di Scanzano Jonico…

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Era il 23 Novembre (data che di per sè mette i brividi,specie qui in Basilicata) quando un Corteo di protesta di circa 100.000 persone attraversava la Statale 106 Ionica nel 2003.Protestavano contro il Governo Berlusconi che con il decreto legge 14 novembre 2003 n.314 sui rifiuti radioattivi voleva istituire un Sito Nazionale di Stoccaggio delle Scorie Radiottave e Nucleari a Terzo Cavone (frazione di Scanzano).La protesta fu un successo,i lucani accorsero in massa,la paura del Nucleare e dell’inquinamento da scorie radioattive fece il resto.Fu una grande vittoria,si disse,della Basilicata contro il Governo Berlusconi,reo di voler inquinare e rovinare una Regione piccola e pulita del Sud.

Cos’è cambiato da allora?Molto e soprattutto questo,e questo:
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“Scattano anche a Maratea le indagini alla ricerca della nave dei veleni, dopo il rinvenimento del relitto al largo di Cetraro, nel cosentino.Sulla vicenda delle indagini sono state già fatte, dopo le rivelazioni del pentito della ‘ndrangheta calabrese Francesco Fonti che nel 2004 raccontò di tre navi fatte affondare per ordine della ‘ndrangheta, nel mare tra Calabria e Basilicata”

La vicenda per qualche giorno è stata all’attenzione dei media,ma poi su tutto questo è calato un assordante silenzio da parte soprattutto della “libera” informazione locale.Non solo,emergono anche altre notizie di reato dalla stessa inchiesta che svelano un Segreto di Pulcinella:il losco affare delle Discariche Abusive in Basilicata.

Orbene molti si staranno domandando cosa c’entra una cosa con l’altra.Invece i due episodi raccontano una Basilicata priva di una Società Civile attenta.Quelli che (Istituzioni Locali in testa) hanno capitanato la protesta di Scanzano Jonico (che io giudico e lo dico da tempo,solo una manifestazione nimby,e poco più) e sono stati tanti tra politici,sindacalisti,premi Nobel e intellettuali Lucani dovrebbero oggi,a maggior ragione,stare in piazza a stracciarsi le vesti.Invece si assiste ad un assordante silenzio,rotto dalle proteste rivolte a Napolitano a Rionero in Vulture dai soliti fans dell’Italia dei Valori al grido “non firmare!”

Questa situazione ha gettato un’ombra molto cupa sulla sedicente attenta Società Civile lucana che cantando “Simm’ Brigand’ e facimm paura!” aveva mobilitato una intera Regione e stupito tutto il Paese.In realtà non si è spaventato nessuno,soprattutto quelli che hanno continuato ad usare la Basilicata come un territorio buono per piantare Discariche Abusive mentre i Lucani erano mobilitati a combattere contro una Discarica Autorizzata.

A questo punto bisogna sperare solo una cosa,che qualche PM “fantasioso” o qualche giornalista della “libera” informazione faccia sapere a tutti che le navi affondate al largo di Maratea o,chessò,i bidoni interrati da qualche parte nel Metapontino erano tutte scorie radioattive della Fininvest.

Magari in questo modo i Lucani troverebbero ancora la voglia di indignarsi…

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