Ma il Papa lo si elegge “ispirati” dallo Spirito Santo o da Obama?

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Non voglio gettarmi in discussioni teologiche e filosofiche per le quali non ho nè la competenza nè la sensibilità necessarie.Ma alcune reminescenze sul Catechismo le ho anche io.L’elezione del nuovo Papa avviene attraverso l'”ispirazione” diretta dello Spirito Santo,cioè di Dio in persona,che appunto “suggerisce” il nome del nuovo Santo Padre.Orbene, se il Cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turckson si spinge a dire :

“…Un nuovo Papa nero,in fondo questa è un’esperienza già fatta in politica, con l’elezione di Obama, e potrebbe essere fatta anche dalla Chiesa cattolica, che è universale e rappresenta tutti i continenti. Perciò non credo che si possa escludere questa possibilità, né che manchino africani all’altezza di questo ruolo.Possibilità ci sono anche se magari dovremmo discuterne con il Papa

Quindi Ratzinger deve scegliere:o abdica o si prepara a raggiunge l’amico Karol al più presto?No,chiedo.Un’altra domanda sorge spontanea:o il Cardinale Turckson ha ricevuto una “velina” (cioè una notizia riservata,che avevate capito?) direttamente dal Paradiso oppure siamo in presenza dell’ennesimo uomo della Chiesa cattolica che interpreta male il proprio ruolo?

“Abbiamo tutti una stessa origine, radici comuni, parliamo tanto di comunione, e giustizia dovrebbe dirci che possiamo guardare a questa possibilità. Non dobbiamo per questo sentirci minacciati nella nostra fede: questa è una delle sfide del Vangelo: respingere i condizionamenti e i pregiudizi del passato.”

Ma se  questo è sicuramente vero non credo che lo Spirito Santo abbia bisogno dei suggerimenti del Cardinale Turckson.A me sembra piuttosto evidente che l’elezione di Barack Hussein Obama abbia portato nel Mondo e purtroppo anche nella Chiesa cattolica una ventata magari di novità,ma per qualcuno portate dallo Scirocco.Mettere sullo stesso piano l’elezione di un Presidente degli USA con l’elezione di un Papa mi sembra una cosa senza senso per chi ha il dono della Fede.Speriamo di non dover aggiungere il Cardinale Turckson alla già lunga lista di Preti,Vescovi e Cardinali che pensano più alla politica che alla loro missione costringendo Benedetto XVI ad occuparsi più di cose temporali che dei suoi preziosi studi filosofici e  spirituali.

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