La parabola di Roman Polansky quintessenza dell’ipocrisia Radical Chic

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Un paio di anni fa il grande regista dichiarava:

“…In ogni cultura c’è il personaggio un po’ mascalzone e canaglia, ma mai al livello italiano.Una cosa che mi ha sempre preoccupato, sin da quando abitavo a Roma trent’anni fa, è che il vostro eroe nazionale, dalla letteratura al cinema è sempre una specie di imbroglione. Piccoli truffatori, furbastri disonesti. Gli italiani amano questi furfanti. E ora avete eletto il re degli imbroglioni…”

Gli amici del Sito Giustizia Giusta si sono ricordati di questa mirabile intervista rilasciata dal grande artista a Repubblica.Ma alla luce delle ultime vicende che riguardano il regista franco-polacco queste sue parole diventano la quintessenza dell’ipocrisia che ammorba i salottini Radical-Chic nostrani ed europei.

Ricapitoliamo:un signore per trent’anni è fuggito dalle sue responsabilità (e da una condanna per stupro) vivendo da latitante in Europa dove il furbastro godeva di una rete di amicizie che gli hanno garantito l’impunità per così tanto tempo.Un grande imbroglione,una canaglia insomma.Oggi è stato finalmente acciuffato.Dimenticavamo,questo signore è anche un pedofilo.

Siamo spiacenti di ricordare a quelli che hanno firmato l’appello per la sua liberazione che no,non si chiama Silvio Berlusconi ma Roman Polansky e che una certa Noemi da Casoria non c’entra nulla con questa storia che purtroppo per Giuseppe D’Avanzo è terribilmente vera…

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One Comment su “La parabola di Roman Polansky quintessenza dell’ipocrisia Radical Chic”

  1. spazioalmaso Says:

    Credo che certa stampa sia estremamente indulgente se a commettere un reato piuttosto grave (come in questo caso quello di pedofilia) sia una persona conosciuta, magari un artista come Polansky. Credo che la dimensione personale e quella lavorativa vadano semplicemente scisse, perché anche il migliore degli artisti (come abbiamo visto) può essere un delinquente provetto. Se esiste una condanna per il reato di pedofilia, perché non applicarla anche a Polansky?Tra l’altro, sul quotidiano “L’altro” di Sansoneti c’era un editoriale che riabilitava la figura di Polansky, sostenendo che tra lui e la ragazzina c’era stato soltanto amore!

    Tommaso


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