Anche Nina Zilli contro la farfallina di Belen: “Rappresenta la donna oggetto”. Lei invece…

Pubblicato 21 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

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Continuano gli inutili quanto ipocriti attacchi alla sbruffonata di Belen a Sanremo. Facciamo finta di non sapere che il mondo dello spettacolo vive, da sempre, anche di queste cose?

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Già sappiamo cosa risponderà la brava Nina Zilli. I suoi scatti provocanti sono arte, mentre la sceneggiata di Belen è solo volgarità e mercificazione del corpo della donna. Noi crediamo invece che non ci sia nulla di male e nulla di tanto diverso nell’uno e nell’altro caso. Il mondo dello spettacolo funziona così da sempre. E se si parla più della farfallina di Belen che della musica, forse il problema è anche la musica. Infatti non ci pare che dalle foto artistiche che ritraggono la bella e brava cantante piacentina emerga l’immagine di una donna che possa rappresentare la vera donna italiana…come lei dice…

“La cantante boccia senza appello il gesto di Belen, che, sfilando col suo spacco inguinale, ha mostrato un tatuaggio a forma di farfalla e uno slip quasi impercettibile. E commenta: “Peggio per lei. La vita vera è fatta di madri che fanno la spesa, cucinano, studiano, lavorano. Credo che siano state loro ad arrabbiarsi per quel gesto”

Le sua foto artistiche ed i suoi travestimenti a Sanremo (con minigonne fatte apposta per mostrare le belle e lunghe gambe), invece mostrano davvero altro…

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Questa mancava: Berlusconi denunciato anche per plagio!

Pubblicato 21 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

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Non c’è limite alla fantasia degli antiberlusconiani da operetta. Adesso perfino tale J-Ax vuole denunciare Berlusconi per plagio. Siamo sicuri che qualche Magistrato amante della buona musica non si lascerà scappare questa ulteriore occasione…

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E’ inutile: senza Berlusconi questo Paese proprio non riesce a stare. La notiziona del giorno è che Berlusconi ha scritto un nuovo inno per il PdL. E già questo basterebbe per essere terrorizzati. Possono gli antiberlusconiani da operetta, ultimamente piuttosto disoccupati e tristi, lasciarsi scappare l’occasione? Certo che no! Tale j-Ax, è intenzionato a denunciare l’ex Premier per plagio.

Adesso Berlusconi deve letteralmente cantare davanti ad un Giudice e pagare per le sue malefatte musicali che vanno dal plagio di J-AX al lancio di Apicella. Del resto a Milano volevano fare Borrelli presidente onorario del Conservatorio. E già che ci siamo, perchè l’anno prossimo la giuria del Festival di Sanremo non viene composta esclusivamente da Magistrati?

A proposito di plagio…sentite un pò…

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A Sanremo frana la nuova Italia della “sobrietà”…

Pubblicato 21 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

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Sobrietà. Come un tormentone estivo uscito da qualche vecchio Festivalbar in Italia non si canticchava altro. Anche a sproposito. In realtà era la solita balla. Ben rappresentata dalla farfallina di Belen e dalla pubblicazione del patrimonio dei nuovi Ministri “tecnici”…

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Più sobrietà, cazzo! Questo sognava di gridare l’Italia degli autoproclamatisi “migliori” alla nave berlusconiana spiaggiata per la mancanza di serietà e per l’eccesso di lussuriosa allegria. Per qualche settimana ci hanno creduto un pò tutti. Tranne noi. Ma come sempre le bugie hanno le gambe corte e la rappresentazione di questa nuova Italia “tecnicamente” autorevole scade nel ridicolo involontario.

Per la verità qualche avvisaglia c’era già stata. Alla Prima alla Scala, ad esempio, noi facevamo notare che gli ospiti erano gli stessi dell’anno precedente, le auto blu addirittura raddoppiate, i brutti e scollacciati vestiti sfoggiati con la stessa grazia. Lo champagne ed il caviale non erano poi stati sostituiti da salatini e gassosa. Eppure tutti a celebrare una serata “sobria” che chiudeva definitivamente un epoca decadente. Già allora cominciavamo ad avere il sospetto che Monti e Napolitano in tronfio trionfo sul paco reale non davano una immagine sobria ma piuttosto monarchica. Anzi, borbonica.

Di scandalo in gaffe, i tecnici si sono dimostrati sobri quanto i politici che li avevano preceduti, ed i moralisti goderecci quanto i pervertiti che fino a tre mesi fa accusavano nelle piazze. Ma la libera informazione, adesso, non indugia più su dettagli piccanti, non si abbassa più a sbirciare dal buco della serratura. E poi adesso c’è Sanremo.

Già, il Festival di Sanremo. Meglio di You Porn. Farfalline, minigonne ascellari, parolacce, sermoni da mille euro a virgola, conduttori arrapati e felici di mostrarlo. Dov’è finita la “sobrietà”? Dove sono i comitati “Se non ora, quando“? Dove sono i moralisti che dai giornali e dai telegiornali quotidianamente tuonavano contro l’immoralità al  Governo? Tutti a fare la foca con Papaleo, si direbbe. Poi hanno fatto vincere tre donne, dicono, perchè i tempi sono cambiati. Senza accorgersi che è anche questo un modo di usarle, oltretutto più subdolo e disonesto…

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Lo Spot dell’Agenzia delle Entrate è Pubblicità Ingannevole

Pubblicato 21 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

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Continuano ad imperversare sulle televisioni italiane gli spot dell’Agenzia delle Entrate sulla lotta alla cosiddetta evasione fiscale. Ma la rappresentazione che propongono è lontana dalla realtà e non solo induce in errore i cittadini, ma fomenta, volontariamente, odio sociale…

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Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti con più servizi“. Bello slogan. Peccato sia una bufala. Noi, dalle pagine di questo blog, da tempo scriviamo, controcorrente, che il problema in Italia non è l’evasione fiscale ma lo sperpero di danaro pubblico fatto principalmente dalle pubbliche amministrazioni. Infatti l’equazione più tasse, meno evasione uguale più servizi è una solenne sciocchezza smentita dalla storia, dai fatti dai dati economici degli ultimi vent’anni.

Facciamo un esempio concreto. Lo scandalo della Sanità nel Lazio, con il caso di cronaca dei pazienti moribondi lasciati nei corridoi si accompagna ad una più attenta analisi che pochi hanno il coraggio di fare proprio perchè smentisce l’assunto sul quale si basa la campagna-bufala dell’Agenzia delle Entrate.

“Agli italiani la sanità pubblica costa 115 miliardi di euro, un botto. Venti anni fa costava meno della metà: 49,6 miliardi di euro. Per finanziarla sono raddoppiate quasi ovunque anche le tasse. Per la sanità gli italiani hanno tirato la cinghia come pochi altri popoli. Non lo hanno fatto per finire in coma 4 giorni legati con una cinghia a un lettino del pronto soccorso come è accaduto a una signora di 59 anni al Policlinico Umberto I di Roma”

Proprio così. Negli ultimi vent’anni la tasse sono raddoppiate ed è raddoppiata la spesa pubblica. Ma questo non ha portato come conseguenza logica un aumento dei servizi. Quindi l’assunto sul quale si basa questa scellerata campagna moralista anti evasione fiscale è una falsità. Una pubblicità ingannevole che induce il cittadino a pensare erroneamente che la colpa di questo disastro è del suo vicino di casa che non paga il canone RAI o del panettiere che non gli ha battuto lo scontrino. Tutte balle messe in giro solo per fomentare una guerra tra poveri per coprire le reali responsabilità di questa situazione che sono tutte nella Pubblica Amministrazione.

Gli spot in tivvù ed i bliz della Finanza in favore di telecamera fanno parte di questa colossale opera di disinformazione di massa. In Italia l’evasione fiscale è alta perchè le tasse sono troppo alte e perchè lo Stato semplicemente sperpera, a tutti i livelli, l’immenso patrimonio che i cittadini mettono a sua disposizione solo per gestire se stesso, le sue clientele, i suoi privilegi, il suo tanto grande quanto inutile apparato. Uno Stato che invece di fare ammenda, e di intraprendere una stada virtuosa in direzione della lotta agli sprechi, della semplificazione amministrativa e dell’abolizione degli enti inutili, non solo continua a tartassare i suoi cittadini, criminalizzando l’impresa privata ed il patrimonio, ma oltretutto fomenta odio sociale istigando la delazione, è destinato ad essere travolto prima o poi dalla rabbia sociale. Oppure è destinato ad essere abbandonato, perchè invece di parlare della fuga dei cervelli (spesso zucche vuote e senza chissà che titoli, offesi per non essere stati assunti in qualche pubblica amministrazione) dovrebbe parlare della fuga delle imprese e dei lavoratori all’estero, oltre che dei capitali. Ma un Paese dove la Finanza va a Sanremo a controllare gli scontrini giusto in tempo per la costosissima prima del Festival può sembrare serio a Befera o a Monti. A noi fa semplicemente ridere…

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Disastro Celentano

Pubblicato 14 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

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Si fa fatica a capire il senso di tutto ciò, eppure sarebbe bastato che Adriano avesse cantato qualche suo vecchio e nuovo brano. Sarebbe stato un trionfo. Invece la telepredica filo Don Gallo e filo dipietrista getta ancora di più nello sconforto il contribuente italiano che adesso non sa davvero più perchè è costretto a pagare il Canone RAI…

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Abbiamo fatto fatica a capire il senso della lunghissima interruzione del Festival di Sanremo causata dall’intervento di Adriano Celentano. Fortunatamente siamo stati in buona compagnia. Sentite cosa scrivevano in diretta sul Corriere della Sera…

22:23 Ecco il Messia. Parte la TelePredica 

22:31 Oh, comunque non si capisce niente. Secondo me la gente applaude se stessa 

22:48 I fischi del pubblico dell’ariston sono l’unica cosa non pianificata

23:05 Sarebbe interessante sapere chi paga le conseguenze civili e penali di tutto questo

23:10 Ecco cosa vuol dire dare un mitra a un pazzo. La LEI deve dimettersi domani!

23:07 Peccato non inquadrino la faccia del direttore di Rai1 Mazza. Tranquillo direttore, Ventimiglia è solo a 15 chilometri 

E su Libero non sono tanto in disaccordo, per una volta…

22.36 Mai vista una follia del genere in prima serata. Ne vale quasi la pena… Dice cose che non hanno apparenti legami logici, ma continuiamo a guardare, sarà divertente. 

22.47 Ma in che lingua canta Celentano? Sarebbe inglese?

22. 58 Mai visto un simile delirio a Sanremo. 350 mila euro per regolare i suoi conti con i giornali che l’hanno criticato e contestare la Consulta che ha bocciato il referendum. Che pagliacciata. 

23.14 Questa porcheria vi è costata 350 mila euro. Gioite, signore e signori. 

23.07 Altro che Guardia di Finanza, qui serve un’ambulanza.

Insomma uno spettacolo indecente, a tratti ridicolo, strapagato dai contribuenti RAI che così finanzieranno Emergency. Ne valeva la pena? Sicuramente no. Troppa enfasi ha creato troppa aspettativa. Lo spettacolo è stato mediocre e, diciamocelo, senza il Cavaliere, a nessuno frega più nulla dei sermoni politici e moralisticheggianti. Segno della bassezza culturale ed umana degli antiberlusconiani. Celentano e Morandi inclusi.

E’ davvero professionalmente  difficile bombardare il telespettatore di spot intimidatori sul Canone per poi offrire spettacoli simili. Per oggi il Festival lo ha vinto, come era prevedibile, Rocco Papaleo. La RAI è lo specchio dell’Italia: senza il Cavaliere gli intellettuali, gli artisti ed i messia televisivi si dimostrano per quello che sono realmente…solo dei sopravvalutati demagoghi con il cuore a Sinistra, ed il conto in Banca (gonfio di Soldi Pubblici) in testa…

p.s. questa buffonata è stata vista in Mondovisione: non è che è per questo che la valletta ha finto il torcicollo? Perchè si vergognava a presentare un simile scempio assolutamente incomprensibile proprio negli altri Paesi? E questa sarebbe la nuova Italia che finalmente non deve più vergognarsi all’Estero per colpa di Berlusconi?…mah!

Aggiornamento: la gara è stata annullata. Si sono resi conto che lo spettacolo di Celentano ha completamente offuscato il Festival. Urgono le dimissioni in diretta del Direttore artistico, del direttore di rete, del presidente della RAI e pure del conduttore…è un DISASTRO e non fa nemmeno ridere…

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L’Italia senza Energia si scalderà con un Referendum e Celentano?

Pubblicato 7 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

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Vengono drammaticamente a galla tutte quelle carenze di cui soffre il Paese. Per anni in nome dell’antiberlusconismo senza se e senza ma sono stati impediti tutti quegli interventi che oggi vengono definiti non più rinviabili anche da chi fino ad ieri li osteggiava con violenza. Per adesso scaldiamoci con  il  Festival di Sanremo…

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L’Italia gelata. Anche nell’anima. L’assenza del Cavaliere, capro espiatorio per ogni male, getta la popolazione del Bel Paese nella disperazione di chi solo oggi si accorge di quanto tempo è stato perso in sciocchezze ed in inutili polemiche politico-televisive. Anche su questioni strategiche come l’Energia…

Eppure non era difficile ragionare su alcuni numeri incontrovertibili. Il nostro Paese è privo di fonti energetiche proprie se si esclude il Petrolio lucano e qualche altro giacimento di gas naturale. Altri Paesi nelle nostre stesse condizioni, come Francia e Giappone, hanno fatto un grosso investimento sul Nucleare per arrivare ad essere quasi indipendenti dal punto di vista energetico. L’Italia ha investito sui Referendum. Ma mentre alcune centrali nucleari possono produrre molta energia a basso costo, i Referendum producono solo tanta retorica che ha scaldato i cuori degli illusi e raffreddato le nostre case e la nostra economia.

Manca un Piano Energetico Nazionale serio. Quello cioè a cui stava lavorando il Governo precedente e che è stato bloccato dai Referendum, dalle Guerre coloniali ai nostri danni e con l’appoggio del nostro Presidente della Repubblica, dall’antiberlusconismo becero mascherato da ambientalismo illuminato. Invece di ironizzare sui viaggi a Mosca dell’ex Premier, una classe dirigente seria avrebbe parlato senza retorica e senza ipocrisia di Energia. Abbiamo invece fatto parlare Celentano, Jovanotti e la Mannoia censurando Margherita Hack e Veronesi, abbiamo fatto gli interessi della BP e della Total ai danni dell’Eni.

Ci vuole coraggio a parlare di sviluppo e di crescita, come fanno Monti e Passera, senza conoscere i costi dell’Energia, una situazione che mette le imprese e le famiglie italiane in grave difficoltà rispetto ai nostri concorrenti europei. In Italia non solo non si possono costruire reattori nucleari come avviene in tutti gli altri Paesi, ma è difficile perfino progettare la costruzione di un rigassificatore. Noi non abbiamo energia ma abbiamo i Referendum, non abbiamo più Pecoraro Scanio ma abbiamo la sua eredità fatta di bollette astronomiche, non abbiamo siti di stoccaggio per i rifiuti tossici e radioattivi, ma abbiamo le discariche abusive.

E poi abbiamo Celentano a Festival di Sanremo. Proprio lui, quello che è stato in prima fila nel Referendum contro il Nucleare e che ha deciso di regalare i nostri soldi agli amici degli amici di Emergency (quelli che curano i talebani affinchè ammazzino più soldati italiani). Potremmo scaldarci così, con le sue esibizioni al Festival di Sanremo, magari con un piccolo braciere sotto il sedere. Sempre che non vada via anche la luce…

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E noi paghiamo le tasse per questo?

Pubblicato 6 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

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Basta un pò di neve e qualche gelata per mandare in tilt l’organizzazione centrale e periferica dello Stato. Non mancano uomini, mezzi e risorse, ma il senso del dovere e del lavoro di dirigenti e dipendenti statali che, consci della loro incompetenza ed inettitudine, si mettono anche a litigare fra di loro…

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Un pò di neve e qualche gelata, fenomeni non certo eccezionali nel Bel Paese, mandano in tilt lo Stato dalle Alpi agli Appennini. Soprattutto mettono in luce la reale emergenza che vive questo Paese, e cioè la mancanza di una classe dirigente degna di questo nome. Il Sindaco della Capitale accusa la protezione Civile, il Governatore del Lazio le ferrovie, l’Enel i rami degli alberi, i Sindaci dei piccoli Comuni non meglio specificate “istituzioni” che li “hanno abbandonati” (e te pareva), il Governo accusa chi non li ha informati della situazione, le ferrovie accusano il gelo che ha bloccato gli scambi… appunto. Anche in questo caso la domanda sorge spontanea: scusate, ma non siete voi, tutti, quelli che sono eletti, nominati, assunti (e soprattutto pagati) proprio per prevenire ed affrontare queste situazioni?

E’  drammatico. Nessuno che si prende le sue responsabilità e nessuno che abbia il coraggio, almeno, di chiedere scusa. Tragicomica la testimonianza di un vecchietto, il quale faceva notare come sulle strade passassero in continuazione vigili, poliziotti e carabinieri, esercito e forestale e forestali, socialmente (in)utili e vigili del fuoco,  dipendenti vari e gente in divisa, ma nessuno con una pala o un sacchetto di sale. Alla fine si fanno appelli ai soliti volontari. E’ proprio questo il punto: gli uomini ed i mezzi ci sono, manca la volontà. La macchina pubblica, a tutti i livelli, oramai non governa più il territorio ma gestisce se stessa.

E’ bastata una bufera di neve, non epocale, per far emergere, ancora una volta, quello che è il vero problema di questo Paese che non è l’evasione fiscale ma lo sperpero di danaro pubblico da parte delle amministrazioni statali di tutti i livelli. Più tasse e più recupero della cosiddetta “evasione” non significa più servizi, ma solo ancora più Stato, questo Statoche oltre ad essere incapace è pergiunta presuntuoso e litigioso.

Diamo un consiglio a tutti in quel di Roma: se l’Aereonautica, la Protezione Civile, il Consiglio Comunale tutto ed il Governo non sanno leggere nemmeno i dispacci delle previsioni del tempo e nello stesso tempo quella previsione prendono per oro colato, fate governare qualche bella meteorina. Almeno…

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Ma perchè devo pagare il Canone per finanziare Emergency?

Pubblicato 1 febbraio 2012 di Giuseppe Del Giudice
Categorie: Italia

_____________________________________________________________________________________________ La La sceneggiata messa in scena dalla RAI per avere Celentano al Festival si risolve nel solito modo: tanto buonismo e tanta ipocrisia per nascondere il fatto che tanti soldi pubblici vanno a finire nelle tasche dei soliti noti. Adriano Celentano riesce con una delle sue solite giravolte a donare a Gino Strada i nostri soldi…

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Partiamo da alcune semplici considerazioni. Constatare che nel 2012 la novità del Festival di Sanremo è la presenza di Adriano Celentano non è semplicemente ridicolo, è patetico. Nell’Italia della ritrovata attenzione ai giovani saranno Gianni Morandi ed Adriano Celentano a rifare quello che non è più il Festival di Sanremo, ma una edizione in mondovisione della Festa dell’Unità. A questo punto mancano davvero solo i poppanti Benigni, e Pippo Baudo.

Nella Italia della sobrietà e della crisi economica la RAI, Servizio Pubblico finanziato con i nostri soldi, intende pagare cifre esorbitanti a Celentano & Co. Il motivo? Se li merita tutti, è il mercato bellezza. Insomma siamo alle solite: la RAI è servizio pubblico quando c’è da riscuotere il Canone , azienda che sta sul mercato quando conviene agli amici degli amici.

Toccato da tanta indignazione, che poi è solo semplice buonsenso, ovvero quello che fa davvero paura alla casta, Celentano si è affrettato a mettere in scena l’ennesimo suo spettacolo non richiesto a base di populismo, ipocrisia e buonismo d’accatto. Devolverò tutto ad Emergency ed a sette famiglie povere. Che grande gesto, è stato il controcanto di Gianni Morandi.

Orbene, la domanda sorge spontanea: ma perchè io devo pagare il Canone RAI per finanziare Emergency? Non solo non ha più senso pagare questa vergognosa gabella per sorbirci squallidi show e reality manco si trattasse di una Mediaset qualsiasi, ma mi tocca pure finanziare una organizzazione estremamente politicizzata, dai discutibilissimi comportamenti e soprattutto senza che nessuno me lo abbia chiesto…

Se a qualcuno interessano gli sproloqui sconclusionati del sig. Celentano è liberissimo di ascoltarli, e se qualcuno ritiene Emergency una nobile organizzazione umanitaria è liberissimo di pensarlo. Ma farlo con i soldi degli altri è la solita furbata di chi crede che basta autodefinirsi “sobri” per continuare a prendere per i fondelli le persone la cui pazienza sta davvero per finire…

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